Turismo sostenibile e valorizzazione aree interne

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Caltanissetta – Si è svolto presso l’Hotel San Michele di Caltanissetta, l’incontro organizzato da Roberto Lagalla e dal suo movimento Idea Sicilia, sul tema del turismo sostenibile e della valorizzazione delle aree interne.

Abbiamo una Sicilia che è in crisi soprattutto nelle aree interne – dichiara Roberto Lagalla – oggi sinonimo di desertificazione e la loro valorizzazione passa necessariamente attraverso politiche mirate che dovranno rappresentare uno dei primi obiettivi della nuova amministrazione regionale. Mi domando quali siano stati i provvedimenti reali adottati in passato, date le condizioni disagiate che ancora oggi persistono. Le aree interne hanno delle opportunità che nascono proprio dalla loro posizione geografica ed è fondamentale coglierle nel modo giusto e farne motore di sviluppo, affrontando le numerose problematiche presenti, anche di natura burocratica, che fino ad oggi lo hanno impedito.”

 “Fare l’imprenditore in un’area intera è veramente difficile – spiega Giuseppe Di Miceli – è da tempo che si parla delle complesse problematiche di queste zone e della scarsa valorizzazione dei nostri prodotti, ci vogliono idee nuove e soprattutto persone capaci di realizzarle”.

Valorizzare il capitale umano significa soprattutto investire sulle Università – dichiara Giuseppe Giglia – creando poli universitari innovativi, investendo in laboratori di ricerca, proponendo una didattica alternativa per bloccare la fuga di cervelli” ed è significativa la testimonianza di Claudia Sollami che, grazie al consorzio universitario di Caltanissetta, è riuscita a portare in Sicilia l’entomologia forense, divenendo punto di riferimento a livello nazionale.

Il modo migliore per affrontare le aree interne è smettere di chiamarle aree interne, denominazione figlia di un modello di sviluppo regionale pensato per essere centrato solo sui capoluoghi di provincia. Dentro le Aree di cui stiamo parlando ci sono risorse paesaggistiche, artistiche, eccellenze che rendono la nostra Sicilia una “dea”, così come allude in nome del movimento di Roberto Lagalla – spiega Maurizio Carta – ci sono centri e non periferie da connettere con i centri metropolitani. Il modello pedagogico di Caltanissetta è sempre stato sede di sperimentazione e l’Università ha sempre avuto una sua centralità, ci sono diversi progetti che vanno concretizzati, come quello di riattiviare un incubatore per le imprese. Smetiamo quindi di guardare a questi territori come delle periferie perché non lo sono.”

Sono intervenuti: Giorgio De Cristoforo, giornalista de La Sicilia, Giuseppe Riolo, imprenditore agricolo, Giuseppe Giglia, professore dell’Università degli Studi di Palermo e ricercatore onorario Università di Maastricht, Andrea Milazzo, architetto e urbanista, Claudia Sollami, consulente di entomologia forense e responsabile presso il laboratorio internazionale di entomologia forense del Consorzio Universitario di Caltanissetta, Irene Collerone, dirigente scolastico del Liceo Classico di Caltanissetta e Maurizio Carta, Presidente Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo.

D.S.