I Vigili del Fuoco chiedono la presenza dello Stato

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Durante la festa della Santuzza di Palermo

 

Mancato riscontro alla lettera inviata alle Prefetture della Sicilia e al Presidente della regione Sicilia

Palermo – Un lavoro incessante quello che stanno affrontando tutti i Vigili del Fuoco siciliani sia perchè lottano contro i mulini a vento sia perchè operano in condizioni precarie:strumenti,mezzi e personale non adeguati al lavoro cui sono chiamati a svolgere. Ma nonostante le recenti proteste in tutta Italia la politica sembra essere sorda alle richieste avanzate da coloro che svolgono un lavoro fondamentale per la collettività ed anche per la pericolosità dello stesso. Il Giornale del Mediterraneo da anni segue da vicino le richieste della categoria ma …. a tutt’oggi – dichiarano gli

Gli esigui mezzi della Caserma di Pantelleria (Tp)

esponentidella USB VVFF – nessun contatto è pervenuto in termini di apertura al confronto o in riscontro alle richieste del sindacato. Il solo Dipartimento VVF ha formalmente delegato l’Ing. R. Lupica (Direttore Regionale VVF Basilicata) a convocare il tavolo di conciliazione per la Sicilia relativamente al tentativo di conciliazione regionale con la USB VVF Sicilia a data che ci sarà comunicata, pensiamo a breve; allo stato attuale non ci risultano altri stati di agitazione proclamati da nessuna altra organizzazione regionale di categoria”.

Intanto la Regione Sicilia, Dipartimento di Protezione Civile, non dà seguito alla richiesta di convenzione proposta dalla Direzione Regionale VVFF Sicilia, che prevede una predisposizione di 14 squadre aggiuntive dei vigili del fuoco su tutte le 9 provincie isolane e la presenza di un Funzionario presso la SOUP/COR in Palermo e presso i COP dislocati nelle varie provincie.

“La USB, sulla base delle continue segnalazioni pervenute da tutte le nostre strutture provinciali USB VVF e valutata l’attuale emergenza in essere sul territorio provinciale di Messina ma anche su tutti gli altri comandi VVF e per quanto già in corso d’opera relativo all’attivazione di una parte della colonna mobile in arrivo sull’isola dalle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto le quali hanno già provveduto ad inviare n° 18 mezzi di soccorso modello AIB correlati dai soli autisti per un totale di n° 36 unità; chiede alla S.V. di volere dare seguito a tutte le procedure finalizzare a garantire una copertura degli interventi di incendi a vario titolo (sia di interfaccia che di boschi e vegetazione ma anche d’Istituto) che stanno mettendo in difficoltà operative tutti gli operatori vigilfuoco, ormai quasi sul punto di sfinimento a causa della valanga di richieste di intervento per Soccorso sopraggiunte alle nostre Sale Operative, dando seguito all’attuazione delle procedure propedeutiche alla dichiarazione dello Stato di Emergenza Regionale Sicilia.
USB non ritiene sufficiente l’arrivo delle esigue forze disposte dalla DCEST e chiede anche di attivarsi affinchè anche la DCRLS metta in atto tutti gli strumenti di cui dispone per una urgente assegnazione di mezzi di soccorso, sia di tipo APS che di tipo CA con Modulo per incendi d’interfaccia e vegetazione.
Si rammenta che lo stato di agitazione regionale USB Sicilia, dichiarato lo scorso 5 luglio, aveva già preannunciato quanto in itinere e che siamo in attesa della delega finalizzata a convocare il tavolo di raffreddamento regionale sul quale sarà indubbiamente rapportata la criticità in essere per le quali non è più tollerabile accettare ulteriori ritardi.
Alle Autorità Istituzionali e Politiche che leggono per conoscenza si pregano ognuno per le proprie competenze, ad attivarsi per assicurare un coinvolgimento più ampio ed incisivo delle strutture competenti e qualificate con l’obiettivo di superare con urgenza le criticità fin qui denunciate
cordiali saluti”
Questo il testo della lettera che la USB ha inviato sperando che qualcuno si attivi. E sappiamo che in Italia se non succedono le cose non si prendono provvedimenti. Un modo alquanto maldestro di amministrare la cosa pubblica. L’altro fronte sul quale ci si muove poco riguarda i piromani che diletto o per calcolo si dedicano a questa attività che sta impoverendo la nostra terra. Si spera che leggi più severe vengano emanate contro questi delinquenti che operano indisturbati ma si spera anche che i Vigili del Fuoco possano lavorare in condizioni di sicurezza e con il personale in forze. Prima tra tutti si dovrebbe intervenire sanando le posizioni contrattutali di molti di loro che non sono ancora contrattualizzati nel giusto modo.
Tonino Pitarresi