Chi mi ridara’ mio figlio?

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Palermo – Quella che troverete di seguito è una lettera da parte scritta da una mamma speciale ad un figlio speciale, perché esprime sentimenti veri e ci è sembrato bello pubblicarla, così che possa essere di conforto a chi si trova a vivere le stesse esperienze.

Tutti i genitori che hanno figli disabili hanno bisogno di grande forza, ma soprattutto vanno sostenuti in modo concreto. Quando i problemi si susseguono ci sono momenti in cui molti genitori si abbandonano alla disperazione.

Creare consapevolezze, scardinare pregiudizi, garantire pari opportunità, sono condizioni che permettono di guardare avanti con fiducia e speranza per un futuro migliore.

Avere un figlio autistico credo che sia una delle esperienze più dure che la vita ti può porre davanti. Non sei preparata e malgrado passeranno gli anni non accetterai mai in toto la sua condizione. I tuoi sforzi saranno immensi, veri sacrifici ed avrai una sola speranza, che tutto questo prima o poi finisca, ed invece non finirà mai, perché quando avrai pensato di correggere un atteggiamento sbagliato, ecco uscirne un altro che ti spiazzerà. Sono colpi ai fianchi costanti, specialmente quando lo guardi e pensi come sarebbe stato bello se fosse non così diverso. In questi giorni si discute della obbligatorietà dei vaccini e a me viene da sorridere. Io non sono contro i vaccini ma neanche pro. Dov’è la farmaco-vigilanza? Mio figlio non è mai stato controllato dopo la somministrazione di un vaccino. Noi tantomeno siamo stati ascoltati ma specialmente creduti quando abbiamo manifestato, perplessi, le alterazioni che si erano verificate in concomitanza della somministrazione. Dov’è lo Stato dopo? Dove sono gli aiuti ai minori e alle famiglie. Vi è sempre più carenza di sostegno negli istituti didattici, fra le persone coinvolte nell’assistenza. Una cosa è certa, ognuno ha il suo destino e i nostri figli disabili ne hanno uno particolarmente amaro. Non ci resta che amarli, sino alla morte. Non giudicate il mio pensiero, ma vorrei in un giorno lontanissimo, quando il Signore deciderà di chiamarmi a alla sua destra, vorrei che anche lui mi seguisse. Non voglio lasciare a nessuno quello che per altri potrebbe diventare un fardello. L’amore che gli abbiamo regalato, nessuno potrà mai eguagliarlo. Andrò via serena e i suoi occhi si chiuderanno serenamente con me. Sarà un giorno tristissimo, sarà la fine di tutte le celate sofferenze. Continueremo ad amarci in un altro mondo…”

Giuseppe Cascino