La Chiesa dei Crociferi è indicata come accessibile ai disabili ma tre gradini impediscono l’accesso ad una ragazza

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Come si vede dalla Ph la Chiesa è sprovvista di strumenti di mobilità per i disabili

Palermo – Nonostante sul sito comunale la Chiesa di S.Mattia dei Crociferi, che oggi ospitava un convegno, è descritta come dotata delle attrezzature idonee alla mobilità delle persone disabili, invece questa lettera che riceviamo narra di un’altra storia.

Sono una cittadina di Palermo, anche se disabile, e voglio rimanere tale, con le stesse opportunità di tutti i cittadini normodotati.
Sono costretta su una sedia a rotelle da sempre, ma questo non mi ha precluso di laurearmi in Scienze e Tecniche Psicologiche e di svolgere il Servizio Civile presso il Centro di Accoglienza Padre Nostro, dove sono rimasta come volontaria per aiutare i bambini del quartiere Brancaccio a fare i compiti scolastici e ad amare la conoscenza.

Grazie al Centro sto frequentando un corso di alta formazione come responsabile di oratori presso l’Università degli Studi di Perugia e, con gli altri operatori e volontari, partecipo a tutte le iniziative che l’ente realizza e a cui aderisce.
Oggi volevo partecipare a questo convegno sulla mediazione penale, per poi iscrivermi al corso realizzato dall’Associazione Spondè; ma questi gradini e l’inerzia di un dipendente comunale, che avrebbe dovuto assicurarsi dell’efficienza del “montacarichi” o “scoiattolo” (strumento indispensabile per consentire di salire le scale a una persona in carrozzina) non me lo hanno permesso.

Proprio sul sito del Comune di Palermo questa sede di uffici – la Chiesa di San Mattia dei Crociferi – è indicata come accessibile ai disabili (come evidente dall’allegata foto della videata del sito del Comune).

Mentre attendevo sul marciapiede che si risolvesse il problema, ho fatto chiamare da un volontario del Centro di Accoglienza Padre Nostro l’ex Ufficio H comunale e hanno risposto che, nell’immediato, non possono far nulla, ma che si attiveranno per un prossimo futuro affinché quanto accaduto non si ripeta.
Solo l’Assessore Giuseppe Mattina, Assessore alla Cittadinanza Sociale del Comune di Palermo, ha cercato, ma senza fortuna, di risolvere il problema.

Mi auguro che quanto successo possa far riflettere chi di competenza che, oltre a realizzare una Palermo Capitale della Cultura e dei Giovani, è necessario realizzare una città per i diversamente abili”.

Antonia D’Alia