Celebrazioni per Sant’agata tra fede e sprechi

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Barbone zona piazza C. Alberto
Anziano che fruga nei cassonetti

 

Sperperare denaro pubblico per i fuochi d’artificio e’ un crimine contro l’umanita’ e la poverta’ dilagante!

Catania – Free Green Sicilia lancia ancora una volta un accorato appello al Sindaco e allo stesso Arcivescovo di Catania che da anni rimangono sordi allo sperpero di risorse economiche pubbliche per i futili fuochi d’artificio in occasione delle celebrazioni dedicate a S. Agata da anni trasformate in gran parte in una sorta di festival ludico- gastronomico che nulla ha da spartire con una ricorrenza religiosa né tanto meno cristiana come lo è stata la patrona spirituale di Catania e per questo martirizzata.

Sperperare centinaia di migliaia di euro- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – per incenerirli in pochi minuti in fuochi d’artificio è da tempo e non da oggi da considerare alla stregua di un crimine contro l’umanità e le disuguaglianze dilaganti ovvero contro quella massa di famiglie e individui (la dimostrazione in cui sono ridotte centinaia di famiglie catanesi è l’occupazione coraggiosa sotto il profilo della loro dignità della Cattedrale da parte di alcune di queste che è poi solo la punta dell’iceberg!) che sono ridotti alla povertà anche nella nostra città, costretti a vivere all’addiaccio rischiando di morire assiderati e fare giornalmente la fila nelle poche mense gestite da associazioni e volontari.

Free Green Sicilia chiede che il denaro che si vorrebbe sprecare per i fuochi d’artificio venga utilizzato per iniziative a favore di famiglie e cittadini indigenti e per coloro che senza tetto né introiti sono costretti a sopravvivere in luoghi improvvisati.

Siamo sicuri, o almeno lo speriamo, vista la sordità degli anni precedenti, che l’appello faccia breccia nelle coscienze di chi dovrebbe dare l’esempio con scelte di umanità e civiltà e di chi dovrebbe spendere il denaro pubblico per le necessità inderogabili dei propri cittadini ed in particolare di quelli ridotti all’indigenza: senza una casa, spesso perché sfrattati per non aver pagato l’affitto, costretti a vivere in ruderi abbandonati o per le strade della città, ovvero in ripari da terzo mondo non degni di una città che si dice civile ed europea, aiutati a sopravvivere grazie all’aiuto di cittadini e volontari.

Ph copertina:Un barbone che dorme in strada e la Candalora