Ispezione del Mef: sono sempre e solo dipendenti e precari a pagare? Il Csa dice basta al comune di Palermo

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Il Municipio di Palermo in una Ph di Paolo Arduino

 

Messina – Dal mese di Dicembre 2016 fino al 27 Gennaio 2017,l’amministrazione comunale è stata oggetto di un accertamento ispettivo, da parte della Ragioneria generale dello Stato, che ha redattouna relazione contenente 46 punti di criticità, tra cui: spese del personale tra cui il COIME, adempimenti in materia didotazioni organiche, avvio di rapporti di collaborazione e affidamento incarichi di consulenza,osservanza della disciplina normativa e contrattuale in ordine alle progressioni orizzontali e stabilizzazioni, situazione economica delle società partecipate, etc. Tutto questo è avvenuto nella totale assenza di comunicazioni e partecipazione alle parti sociali. Lo rende noto il sindacato comunale del CSA . L’amministrazione ha convocato i sindacati il 28 Dicembre 2017, solo dopo la costituzione di un gruppo di lavoro specifico con a capo il Segretario Generale del Comune di Palermo, ritenendo che tra le più importanti e rilevanti criticità sulle quali prontamente intervenire,vi è l’incremento delle risorse decentrate, a seguito della stabilizzazione dei precari avvenuta nel 2009, che secondo gli ispettori del MEF, ha comportato un incremento della dotazione organica dell’Ente “ sovradimensionata ”,mettendo così in discussione la stessa stabilizzazione, le “economie” redistribuite ai dipendenti negli anni 2012/2016, che secondo gli ispettori non dovevano avere il carattere della strutturalitàe la errata quantificazione della RIA. Ad aumentare la preoccupazione dei lavoratori, è stata la notizia che l’amministrazione sembri orientata a non fermarsi alle “preventive misure”, ma starebbero preparando atti da emanare, propedeutici al recupero delle somme corrisposte ai dipendenti con le PEO per gli 2011-2012-, approvate con il Contratto Decentrato dell’anno 2009. Tra i “recuperi” da effettuare direttamente dai lavoratori, vi è anche l’indennità di video terminale percepita dal 2012 fino alla sua “estinzione”. Tutti questi atti, a parere del CSA, sono eccessivi e sembrerebbero dare per scontato la correttezza dei rilievi del MEF che,fino ad ora, non trova riscontro in nessuna richiesta di rinvio a giudizio dalla Corte dei Conti, o da altri organi preposti al controlloe partono dal presupposto inconsapevole di auto colpevolezza per l’operato amministrativo degli anni oggetto della verifica. Così di fatto si mette in discussione il posto di lavoro di 2700 lavoratori stabilizzati a distanza di anni, perché il MEF muove dei rilievi in netto contrasto con l’orientamento dello Stato in tema di stabilizzazioni ed eliminazione del precariato, concetto questo rafforzato anche dalla legge “Madia” sul superamento del precariato, e non tenendo conto sia della legge deroga per il Comune di Palermo sia del relativo finanziamento di 55 milioni di euro ad esso finalizzato ottenuto in illo tempore .”Non vogliamo pensare – dicono al Csa – che, la modalità scelta dall’amministrazione per affrontare questa difficoltà, sia strategicamente voluta per concentrare “l’attenzione” su una sola categoria ritenuta “minore”, mettendo in gioco solo il salario dei dipendenti comunali.

Quindi, non possiamo accettare una siffatta situazione, senza l’obbligo di percorrere strade alternative che non penalizzano i dipendenti. Il sindacato, inoltre, non può essere informato,successivamente, su temi delicatissimi come questi che incidono, pesantemente, sulle famiglie dei lavoratori e sulla società palermitana. Il sindacato lo deve a tutti i lavoratori del comune di Palermo. Per questo, prima che vengano messe in opera decisioni unilaterali, chiediamo un urgente incontro tra amministrazione e sindacati, per prevenire lo scaturire di sicure contestazioni, conflitti, azioni legali a difesa dei lavoratori che in assenza di confronto, riteniamo logicamente inevitabili!”