Operazione Game Over. Le sale scommesse per fare soldi? Un gioco per la mafia da 1 mln di euro al mese

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Palermo – Nato con il senso degli affari. Aveva fiuto Antonio Benedetto Bacchi, soprannominato “il re delle sale da gioco on line”, solo che gli affari seguivano strade illecite e si accompagnava con compagni pericolosi. A Partinico, dove viveva, è stato visto spesso passeggiare con Francesco Nania capo mafia locale. In Italia possedeva oltre settecento sale da gioco che voleva sanare utilizzando l’appoggio di alcuni deputati nazionali legati agli schieramenti del centro sx e del centro destra. Nell’inchiesta è anche entrato l’ex direttore dell’ERSU, Firenze, legato al sottosegretario Faraone. Bacchi sognava di investire anche in altri settori, visto che le sue sale da gioco, gli sfruttavano un milione di euro al mese tutti depositati in società maltesi e quindi al riparo dall’occhio indiscreto del Fisco italiano. Con il capomafia Nania stavano per aprire un fiorente commercio con gli States legato all’import export di pomodori visto che in America cìerano molte pizzerie che utilizzavano il prodotto italiano. Pomodori ed olio verso l’America ma non solo. Bacchi era riuscito ad avere una piattaforma al porto di Dubai ed entrare nell’affare dei petroli. Ma non solo profitto, Bacchi infatti redistribuiva parte degli incassi in opere di beneficenza in modo da ritagliarsi anche una immagine di benefattore. L’ultimo sogno del re delle scommesse era di investire nel mondo dell’informazione ed avere dei giornali che avrebbero procurato un potere contrattuale notevole in termini di consenso ma non solo. Giornale di Sicilia e Live Sicilia gli acquisti che avrebbe voluto fare e sembra che già si erano intavolate trattative per quest’ultimo. Una mafia diversa da come siamo abituati a pensarla ed a vederla, capace di investire in settori impensabili dal profitto sicuro ed al di sopra di ogni sospetto. Le indagine in corso ci faranno sapere altri particolari interessanti.