Gip archivia indagini su sindaco Bianco

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Enzo Bianco

Catania – Secondo i pm Regolo e Molè, “Provvedimenti adottati con l’obiettivo del buon andamento della Pubblica amministrazione”. Alcuni esposti sostenevano che il Sindaco avesse illegittimamente sostituito come capo ufficio stampa Nuccio Molino, ma le indagini hanno chiarito la caratura politica del funzionario, per cinque anni vicesindaco Mpa di Gravina. Gli atti adottati dall’Amministrazione considerati “tutti legittimi.”

“Tutti i provvedimenti dei Pubblici ufficiali indagati contestati dal Molino sono stati adottati con l’obiettivo principale di perseguire il chiaro interesse pubblico del buon andamento della Pubblica amministrazione”.
Lo si afferma nella richiesta con cui i sostituti procuratori della Repubblica di Catania Fabio Regolo e Rosaria Molè hanno ottenuto dal Gip l’archiviazione dell’indagine nei confronti del sindaco di Catania Enzo Bianco e di altri indagati sulla vicenda dell’Ufficio stampa del Comune “perché non vi sono elementi idonei per ritenere che vi sia stato un comportamento contra legem” da parte loro.
L’indagine era scaturita da alcuni esposti in cui si sosteneva che il Sindaco avesse illegittimamente sostituito come capo ufficio stampa Nuccio Molino, funzionario amministrativo al quale nel 2009 il Comune aveva tolto il contratto giornalistico lasciandogli però formalmente le qualifiche, specifiche di quel contratto, di capo ufficio stampa e caporedattore.
Sentito dai magistrati, Bianco ha dunque potuto chiarire la propria posizione e il pubblico ministero ha accolto l’impostazione difensiva del suo avvocato, il prof. Giovanni Grasso.
Secondo la richiesta di archiviazione in cui viene riportato quanto affermato dagli indagati e confermato dalle prove, dalle indagini emerge in maniera netta come il Molino fosse, prima che dipendente del Comune di Catania e giornalista, soprattutto, attivista ed esponente del Mpa, tanto da aver ricoperto per cinque anni la carica di assessore e vicesindaco di Gravina di Catania dopo essere stato, in quel Comune, prima funzionario amministrativo e poi caporedattore.
Il sindaco Bianco, chiarita la caratura politica del funzionario, con il quale dunque, si legge nella richiesta, “non poteva esserci alcun rapporto fiduciario alla luce del comportamento descritto”, adottò, a tutela dell’Amministrazione, una serie di atti. Questi, come scrivono i Pubblici ministeri, erano chiaramente finalizzati a “trovare una soluzione che contemperasse le esigenze della Pubblica amministrazione con quelle del Molino”.
I provvedimenti, che, si legge nel documento, appaiono “tutti legittimi”, hanno peraltro “consentito allo stesso Molino di continuare a svolgere una parte essenziale dell’incarico”, ossia il lavoro nell’Ufficio relazioni con il pubblico.
Il Molino conservò dunque trattamento economico e  posizione professionale, senza alcun demansionamento.
A dimostrare l’atteggiamento privo di ostilità del Sindaco, infine, quando il Molino chiese di poter svolgere una consulenza aggiuntiva nel Comune di Caltanissetta, la ottenne.
I Pm scrivono inoltre nella richiesta d’archiviazione che “nessun profilo di illegittimità infine è mai stato contestato” relativamente alla posizione dei giornalisti Giuseppe Lazzaro Danzuso e Giovanni Iozzia anche “riguardo gli aspetti lavorativi e contrattuali”.
“Si chiude così – ha detto Bianco commentando la notizia dell’archiviazione – una vicenda trascinatasi per diversi anni con un grande clamore mediatico e segnata da accuse molto pesanti, rivelatesi infondate. Ho sempre riposto grande fiducia nella Magistratura e mi fa piacere che questa abbia riconosciuto la coerenza delle mie azioni nell’interesse dell’Amministrazione”.