M5S: “Ircac deve dare risposte agli imprenditori e non agli amici. Pronta nostra mozione per stoppare questa mangiatoia”

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Cancelleri: “Il nostro atto mira alla fusione di questo ente con Irfis e Crias. Va creato un istituto unico di investimenti sottoposto al controllo e alla vigilanza della Banca d’Italia”

 

 

Palermo – “Il fatto che l’Ircac abbia finanziato cooperative riconducibili a politici del centrodestra anziché dare risposte concrete agli imprenditori che vogliono creare sviluppo serio sul territorio, la dice lunga su una mangiatoia che abbiamo più volte denunciato e che deve finire. Il finanziamento alle imprese deve funzionare in maniera seria.  Per questo proponiamo la fusione di Irfis, Crias e Ircac attraverso la creazione di un unico Istituto di investimenti pubblico regionale che deve essere sottoposto con legge regionale al controllo e vigilanza della Banca d’Italia. Un ente unico e controllato con il massimo scrupolo che darebbe finalmente la possibilità di avere un solo soggetto che gestisce i soldi per le imprese in maniera seria e produttiva per il tessuto imprenditoriale della Sicilia”.

 

A dichiararlo è il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giancarlo Cancelleri autore di una mozione che impegna il governo Musumeci ad accorpare i tre enti Ircac, Irfis e Crias in un unico istituto regionale che dia risposte concrete di accesso al credito alle imprese.

 

Il quadro tracciato dai magistrati contabili della Corte dei Conti – spiega Cancelleri – mette nero su bianco quello che denunciamo da sempre accogliendo il grido delle imprese siciliane. L’Ircac è una macchina mangiasoldi che ha letteralmente inghiottito 225 milioni di euro per gli amici degli amici dei governanti e politici di turno. l’Ircac ha dato soldi facili agli amici degli amici, senza poi recuperarli ed ha lasciato annegare in un mare di burocrazia e difficoltà di accesso al credito le imprese sane. Morale, senza santi nel paradiso della politica, sono state mortificate le imprese siciliane. La creazione di un istituto unico regionale, consentirebbe di differenziare il rischio di credito, grazie alla diversificazione di segmentazione della clientela, a un’omogeneità delle attività di valutazione del merito creditizio, e al monitoraggio in modo tale da ridurre i rischi di insolvenza; di potenziare interventi finalizzati alla promozione e sviluppo del tessuto imprenditoriale e occupazionale”.

 

Come sempre – conclude Cancelleri – la politica ha peggiorato la vita dei cittadini e delle imprese anziché migliorarla. La nostra idea è fattibile ed è sul piatto. Ancora una volta, mettiamo alla prova i partiti per capire da che parte stanno”.