Agricoltura, Laplena: “Settore in empasse per ritardi nei pagamenti per le misure agro ambientali e la discontinuità di impegno sul biologico”

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Palermo – “E’ di questi giorni la notizia che Unioncamere  segnala un trend più che positivo sull’agricoltura siciliana, ma non basta guardare i dati su nascite e mortalità delle imprese siciliane nel 2017, occorre anche analizzare la realtà e avere il coraggio di prendere adeguate contromisure”.

Ad affermarlo in una nota è Rosa Laplena, candidata alla Camera dei Deputati per Liberi e Uguali, dopo la diffusione dei dati elaborati dall’Osservatorio economico di Unioncamere. “E’ vero che in Sicilia, nei primi sei mesi del 2017, l’export complessivo del settore agroalimentare ha raggiunto circa 882 milioni di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2016. Ma non è tutto. Sono tanti gli aspetti negativi da segnalare, partendo dai ritardi nei pagamenti per le Misure agro ambientali, e nello specifico Misura 11 Biologico, ferme nei pagamenti al 2015, Indennità compensativa Natura 2000 Misura 12, ferma nei pagamenti al 2016, e Indennità compensativa Misura 13, ferma nei pagamenti al 2015/2016. Alla base, il sistema di controlli chiamati ICO, che ha fatto sì che le aziende che si potessero pagare in automatizzato fossero pochissime. Se non si sblocca la situazione velocemente, si rischia la restituzione delle somme non spese alla Comunità Europea.”

Non basta, Laplena sottolinea pure che “ieri è scaduto il bando del biologico Misura 214 in cui sono presenti circa 5000 aziende di tutto il territorio regionale; queste aziende dovrebbero partecipare al nuovo bando (che partirebbe a maggio 2018) per avere la continuità di impegno al regime di produzione biologica, ma in realtà, per mancanza di copertura finanziaria, non c’è alcuna certezza per il prossimo quinquennio.”

Per non parlare del dramma che i riguarda i pascoli madoniti, soprattutto nella zona di San Mauro, Geraci e Castelbuono, dove sono presenti i cosiddetti ‘Boschi pascolabili ad uso civico e non’ che a seguito del refresh fatto da Agea nel 2015 e dell’assoluta inerzia dell’Assessorato Agricoltura regionale (che non ha inviato ad Agea l’elenco dei Pascoli storici della Sicilia) rischia di penalizzare le aziende zootecniche siciliane e soprattutto delle Madonie, perché i Boschi pascolabili, non essendo inseriti in questo elenco, rischiano di non essere pagati da Agea, che ne disconosce il diritto di pascolamento”,  aggiunge Rosa Laplena.

E sulla nuova programmazione del PSR 2014/2020 Laplena afferma: “totalmente inadeguato alle esigenze dei territori, c’è la necessità di cambiare i parametri di accesso al bando, riservato solo alle grosse aziende”.  Senza dimenticare “il basso livello di commercializzazione dei prodotti”. “Occorre fare rete – conclude Laplena -, investire sul marketing e sulle tecnologie innovative, ma senza certezze gli imprenditori tendono ad opera in un ristretto ambito locale”.