Signori di Gomorra vi diamo noi il vero copione!

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Merola e Mannino
Merola e Mannino

Nicolò’ Mannino e Don Luigi Merola non ci stanno e propongono

Palermo – Signori di Gomorra vi diamo noi il vero copione: Nicolò’ Mannino e Don Luigi Merola non ci stanno e propongono. «E ci risiamo. In questi giorni, seppur distratti dal mare e dalle vacanze, sembra che il copione di Gomorra 4 sia pronto e l’asse dell’attenzione della malavita firmata dal clan Polverino adesso si sposta anche nella provincia napoletana reclutando giovani che devono, ancora una volta, mettere in mostra la malavita e la potenza di questi “carnefici” (scusate ma non li chiamerò mai uomini) che mettono tutto ai loro piedi schiacciando vite e dignità umana. L’amico fraterno Don Luigi Merola, battezzato dalla stampa come “il prete anticamorra” (titolo che andrebbe depennato poiché lui è semplicemente e meravigliosamente un prete innamorato della sua Chiamata sacerdotale) ha alzato il tiro dicendo “basta” e noi con lui alziamo la voce nel dire “Non se ne può proprio più”. Attenzione: il diritto di cronaca è inviolabile, raccontare fatti e vicende ci può pure stare, ma siccome non viviamo nel paese delle meraviglie e la fiaba del lupo cattivo la conosciamo a memoria, sarebbe il caso fermarsi e bloccare tutto. Sì, perché continuare a vedere fiction dove l’uomo del “disonore” (non è uomo d’onore chi uccide o fa soldi facili sul sangue degli onesti e azzera la dignità della povera gente) si possa permettere tutto dal lusso al denaro, dal potere contro ogni forma di legalità all’azzeramento della dignità dell’uomo francamente non va giù. Noi che siamo immersi nel mondo scuola e spesso veniamo chiamati per incoraggiare i giovani a dire “No” a ogni forma di violenza – sia essa mafia, camorra ndrangheta, sacra corona unita, ecc… ci accorgiamo dell’effetto devastante che questi film creano nella coscienza del giovane adolescente privo di punti di riferimento, disoccupato, votato alla disperazione sociale con il desiderio di primeggiare costi quel che costi. Non prendiamoci in giro: cosi facendo impacchettiamo attori e manichini ai carnefici di “cosa loro”, perché noi che non viviamo sulle nuvole ma siamo con i piedi per terra e giriamo i nostri quartieri e i nostri paesi, la violenza sappiamo come viene respirata e conosciamo gli atteggiamenti degli “spacconi di turno”. Non ci sono commenti che convincono. Si ok si denuncia, ma siamo desiderosi di vedere una fiction dove lo Stato con i suoi uomini migliori vinca la battaglia, dove la società civile umilii e calpesti il mafioso di turno, gli lanci pure uova marce e pomodori che non si vendono neanche ai crocicchi delle strade. Sì, vogliamo una fiction dove lo Stato, le forze dell’ordine vincano dalle prime battute dove al posto della raccomandazione ci sia il rispetto e la meritocrazia, dove lo Stato di diritto prevalga su ogni compromesso e la libertà sia cantata da tutti. Va bene pure Gomorra ma ogni clan deve essere umiliato, azzerato, depennato da chi quotidianamente lotta per la vera legalità giustizia, dove la libertà faccia rima con rispetto e bellezza di dignità. Mafia e mafiosa, camorra e camorristi hanno quel copione che tutti conosciamo poiché viviamo in questa terra che al dire di Paolo Borsellino “Un giorno sarà bellissima…” ma come lo potrà essere se ancora portiamo nel video la violenza di quei carnefici che sanno assoggettare tutto e tutti in possesso di un consenso diabolico a tutti i livelli con in tasca il dio denaro. Lo Stato vinca su ogni violenza. Sì, vinca e piazzi magistrati, uomini delle forze dell’ordine che non vanno in vacanza per assicurare tutela e sicurezza, racconti il sacrificio di chi fa la trafila perché legalità e democrazia siano da tutti vissuti e rispettati. Con l’amico Don Luigi Merola alzeremo la voce e se è il caso chiederemo pure una petizione per dire “basta” a fiction di violenza. Abbiamo a cuore i nostri giovani e i nostri studenti e al mafioso meschino e diabolico noi contrapponiamo figure credibili come Rosario Livatino, Francesco D’Assisi, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Teresa di Calcutta, il giornalista Siani, e tanti tanti e tanti che nel silenzio hanno dato il meglio di sé perché “nessuna notte possa essere così lunga da impedire al giorno di ritornare”. E questo lo facciamo sentendo ancora nelle nostre orecchie e nel nostro cuore il messaggio di Paolo Borsellino il quale a fine giugno del 1992 ricordando l’amico Giovanni Falcone disse “Abbiamo un grande debito verso di lui e lo dobbiamo pagare gioiosamente”, e non mi pare che Gomorra 4 questo prezzo e questo “gioiosamente” l’abbia nel copione. Noi, nel nostro cuore e nel nostro agire di sicuro “SI”. Lo attestano pure le pietre». (Nicolò Mannino Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale)

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Giuseppe Longo