Operazione Cupola 2.0. Dichiarazioni Colonnello Di Stasio, Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo

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Col. Antonio Di Stasio Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo

 

Palermo – L’importante risultato odierno è il frutto di lunghe e diverse attività d’indagine e di convergenze investigative, condotte dagli inizi del nuovo millennio dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo in stretta sinergia con la magistratura, cui rinnovo il mio sentito grazie per il coordinamento e lo sforzo profusi.

In particolare, sono trascorsi 10 anni da quando il 16 dicembre 2008 i Carabinieri di Palermo, con l’operazione Perseo, hanno documentato il tentativo di ricostituire la commissione provinciale. Le successive indagini (Oscar, Pedro, Sisma, Argo, Alexander, Iago, Reset, Panta Rei e Talea, solo per citarne alcune) hanno confermato nel tempo la necessità, per cosa nostra, di sopperire alla mancanza di un organismo decisionale idoneo e legittimamente riconosciuto a dare risposte.

In particolare, era stata documentata la realizzazione di più riunioni (alcune delle quali avvenute all’interno del locale palermitano “Villa Pensabene”) tra CAPORRIMO, capo mandamento di San Lorenzo, con gli esponenti di vertice dei mandamenti di Porta Nuova, Pagliarelli, Boccadifalco-Passo di Rigano, Brancaccio, Noce, Santa Maria di Gesù, Misilmeri e Bagheria.

Oggi, 4 dicembre 2018, con l’operazione Cupola 2.0, lo Stato – attraverso la Procura distrettuale del capoluogo siciliano e i Carabinieri di Palermo, cui rivolgo il mio sincero e commosso plauso personale, unendomi agli apprezzamenti, che profondamente ci onorano, già formulati dal Signor Comandante Interregionale Culquaber – ha documentato e cristallizzato la ricostituzione della “nuova” commissione provinciale di Palermo di cosa nostra ottenendo un brillante risultato operativo, frutto di un impegno senza pari, di un altissimo senso del dovere e di una straordinaria professionalità.

La “nuova” cupola – oltre a ristabilire e riscrivere le vecchie regole di mafia, riportandole persino in una “carta scritta” – aveva nominato il “nuovo” capo provinciale e individuato portavoce, delegati e rappresentanti ufficiali dei capi mandamento.

Con l’operazione odierna è stata disarticolata la “nuova” cupola, decapitando i mandamenti mafiosi di Pagliarelli, Porta Nuova, Villabate e Belmonte Mezzagno e assicurando alla giustizia 4 capi mandamento, 10 tra capi famiglia, capi decina e consiglieri, nonché 30 uomini d’onore (cui si aggiungono ulteriori 2 per reati fine).

Emerge quindi dalle indagini come cosa nostra risultati ancora viva, arrivando a ricostituire l’organo collegiale Provinciale che non si riuniva dall’arresto del capo dei capi, e continuando a controllare il territorio e gestire gli innumerevoli business.

Ma è anche indiscutibile come non sia mai stata abbassata la guardia e come le sempre più numerose denunce dei cittadini possano fortemente ed efficacemente contribuire a scalfire l’affermazione del potere mafioso.

Nell’operazione Cupola 2.0, si è infatti realizzata una più incisiva partecipazione di imprenditori e commercianti i quali, sin da subito e spontaneamente, hanno denunciato i loro estorsori. A loro la mia sincera gratitudine.

E un grazie sentito anche alle famiglie dei Carabinieri che, giornalmente, hanno dovuto patire la lontananza di chi ha dedicato intere giornate al raggiungimento di tale, straordinario risultato.