Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-04 06:57:45

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Catania - Martedì 26 Aprile 2016
Dal Cairo un vaffanculo per l'Italia


 

Catania 26.4.2016 - Rania Yassen, giornalista per la tv saudita Al Arabiya, sostiene dal Cairo che l'omicidio di Giulio Regeni sia "un complotto internazionale" e che "l'Italia andasse al diavolo",visto che di morti simili è pieno il mondo e che noi,per mafia in testa,non possiamo impartire lezioni in materia a nessuno.
    
    In effetti,visto pure quanto da me fatto notare già dal primo momento,il crescendo mediatico e politico della tragica esecuzione del giovane ricercatore e giornalista al Cairo ha assunto aspetti inusitati di cui non si comprende il vero fine.
    
    Tralasciando i dubbi che continuo ad avere sul reale operato di Regeni in Egitto,mi ha molto colpito la posizione del governo italiano,una fermezza (a chiacchiere) mai usata in precedenza per nessuno dei poveri nostri connazionali ammazzati più o meno misteriosamente all'estero e rimasti "senza giustizia" e senza neppure "energiche proteste" verso i governi responsabili.
    
    Per non citare Calipari (agente segreto doc),freddato da un americano a Baghdad per punire il pagamento del riscatto Sgrena,di appena mesi fa è lo stranissimo omicidio in Libia degli operai Piano e Failla,ammazzati da quei tagliagole libici che oggi costituiscono le "forze armate" del governo Sarraj...da noi riconosciuto ed imposto in Libia senza elezione alcuna.
    
    Per questi ultimi niente di niente...neppure uno striscione allo stadio e neanche una audizione alla Camera dei familiari in nome dell'immancabile "antifascismo".
    
    Per Regeni,no...tutti mobilitati: da Amnesty a (udite,udite) BombObama !!
    
    Gli stessi (Renzi ed Obama per tutti) che hanno inneggiato al golpe di Al Sisi ed alla "democrazia" restaurata in Egitto (che ha provocato migliaia di morti,torture ed incarcerazioni) oggi pretendono "verità su Regeni" dal dittatore con cui (però) fanno affari d'oro...
    
    Fermo restando che le "verità" si dovrebbero conoscere per Regeni e per chiunque altro,in patria e fuori, non credo proprio che il caso troverà mai una soluzione "vera"...impossibile che le autorità italiane (e dei paesi "alleati") non lo sappiano.
    
    Ed allora? Quale è il fine di questo can can mediatico? La caduta di Al Sisi? La guerra all'Egitto se non consegnerà i colpevoli?
    
    Non estrarremo il gas che abbiamo trovato da quelle parti e non pagheremo le tangenti relative? O cosa...?
    
    Non ho certo la pretesa di saper dare io una o più risposte....
    
    Intuisco però che,tramite la giornalista egiziana,la prima vera indicazione è arrivata : "andate vaffanculo"!!
    
    Vedremo assieme cosa saremo capaci di fare in concreto e quale "verità" porteremo a casa.



 
Vincenzo Mannello
 
 
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