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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento venerdì 2 dicembre 2016, 20:06

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Domenica 1 Maggio 2016
Difendiamo l’arte di strada


 

Palermo 1.5.2016 - Qualche tempo fa sul web si lesse una notizia che lasciò abbastanza basita tutta la città di Palermo. Parlava di un provvedimento punitivo preso nei confronti di Hotze Convalis, noto artista di strada che si esibiva giornalmente per le vie del centro insieme alla sua chitarra e al suo microfono. Subito dopo, sul web si scatenò una campagna a favore dell’artista di strada che era stato così penalizzato nell’esprimere le sue capacità artistiche, tra queste, spiccò il pensiero scritto da Luisa Sajola, una ragazza che frequenta l’ultimo anno dell’Istituto Commerciale “Francesco Ferrara”. Di seguito, in queste righe, troverete le sue parole: “Quest'oggi non voglio parlare molto di politica o di economia, ma di cultura, di arte, due cose che, come già sappiamo, si incontrano e si fondono tra di loro, più volte se non la maggior parte, creando magnificenze in cui il mondo e noi stessi troviamo la manifestazione delle nostre emozioni e da cui loro stesse provengono. Figlia d'arte e di cultura, per esempio, ne è la musica, ma anche la pittura, l'architettura, e tutti noi palermitani sappiamo che la nostra città ne è assoggettata. Palermo brilla d'arte, sussurra di storie nascoste e a volte dimenticate, mostra meraviglie architettoniche di cui il mondo ci invidia da anni, se non secoli.” Luisa, nella sua lettera precisava “Fondamentalmente, Palermo potrebbe essere la realizzazione concreta del concetto stesso di arte, del resto, sappiamo tutti che è una terra e una città a cui non manca proprio nulla, ma se questa stessa città - o almeno chi la "governa" - non utilizza i propri mezzi per valorizzarne la bellezza? Se, piuttosto, ne oscurasse i talenti? “. Hotze Convalis è un'artista di strada, uno dei tanti, uno di quei cantanti e musicisti che mettono alla prova sé stessi e il loro talento fra le vie della città. Hotze Convalis è una di quelle persone come noi che ama la sua passione e che l'ha intrapresa, scegliendo di viverla, di condividerla, di lasciarla risuonare nell'aria. Hotze Convalis è un'artista che più o meno tutti hanno sentito facendo una passeggiata al centro col proprio compagno, con gli amici o magari passeggiando il cane... ma quest'uomo - quest'uomo di talento - il mese scorso è stato privato della possibilità di poter mostrare al mondo quanto vale, quant'è bravo nel fare ciò che ama, a causa di un regolamento contro la movida selvaggia approvata a novembre dal consiglio comunale che vieta la musica amplificata all'aperto in tutto il territorio comunale a qualsiasi ora del giorno. Tale regolamento è nato per tutelare coloro che vivono in quelle zone in cui è solito organizzare concerti, ma ciò riguarda anche gli artisti di strada, artisti come Hotze, un talento che sa creare un'atmosfera lieta in via Ruggero Settimo o a Piazza Verdi e che aggrada le orecchie di tutti. Hotze aveva ottenuto ogni autorizzazione rilasciata dal Comune con relativo pagamento, ma adesso tutto ciò non ha più alcun valore e, per chi era abituato a sentire le sue melodie per strada, adesso è come se mancasse qualcosa. Perché la sua musica non era semplice musica commerciale o rumore da discoteca, era musica storica, puro rock'n'roll e non solo, le sue interpretazioni portavano a galla Bob Dylan, Depeche Mode, Elvis, Pink Floyd... tutta arte, arte che può solo far bene agli animi spenti della gente, a chi corre per strada per andare al lavoro, a chi passeggia godendosi il tempo libero, a chi passa di lì per caso. Tutta arte che dovrebbe soltanto essere promossa, innalzata, pubblicizzata e favorita, ma così non è, e Hotze Convalis è solo uno dei tanti esempi. Gli stessi monumenti della nostra città soffrono di tutto ciò; esistono e respirano la nostra aria, collezionano anni aggiungendoli alla loro antichità e in tutto ciò rimangono maestosi ma, come il più vanitoso degli esseri viventi, anche loro hanno bisogno di qualcuno che sappia acclamarli, vantarli, approvarli.


Ognuno di noi, ogni persona umana, ha questo bisogno viscerale di essere approvato. Le sculture - l'arte in sé - respirano come noi, vivono come noi, si nutrono di emozioni come noi...
    
    
    
    Perché, dunque, dovrebbero essere trattate diversamente?
    
    Un soggetto inanimato non è davvero considerabile come essere vivente?
    
    Anche loro, come noi, hanno un inizio e una fine nel tempo, e anche loro, esattamente come noi, sono nostre creature, figlie delle nostre mani, della nostra intelligenza e creatività. Come ogni creatura, come ogni figlio, hanno bisogno di attenzioni, di cure... “
    
    
    
    Luisa Sajola, concludeva la sua lettera cosi:
    
    “In tutto ciò, ogni talento dovrebbe essere preservato, ogni scultura dovrebbe essere curata ed ogni tipo di arte dovrebbe essere rispettata e acclamata, non abissata.
    
    Ogni città come Palermo dovrebbe essere valorizzata, non lasciata indietro e alle proprie mani. Necessita - e necessitiamo - di rivoluzione, innovazione, di vero intelletto! Questa città ha bisogno che qualcuno rispolveri i propri diamanti, cosicché torni a brillare di una luce ancora più luminosa, e con essa noi.
    
    Il cuore di Palermo batte ancora, ma sta a noi far sì che continui o, meglio, che batta più forte.”
    
    
    
    Condivisibile il disappunto della giovane ragazza liceale che rispecchia il pensiero degli artisti emergenti che per esprimere la loro creatività devono andare incontro a provvedimenti di tipo amministrativo e che sfortunatamente impediscono la loro espressione. Diversi movimenti si sono mobilitati per questo, manifestando il loro disappunto con un flash mob a Piazza Verdi. Ad oggi, ogni domenica si vedono tanti artisti di strada esibirsi, ma di Hotze nessuna traccia.

 
Roberto Gibiino
 
 
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