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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 8:50

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(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Siena - Giovedì 5 Maggio 2016
Between home and wisdom


Regina Gingqishe Dunoon, Cape Town, 2014 

Siena 5.5.2016 - “Between home and wisdom”: il Santa Maria della Scala ospita il progetto fotografico di Tommaso Fiscaletti (1) sulle donne Sangoma (esposizione al pubblico dal 6 maggio al 20 giugno; giovedì 5 ore 11.30, nella Sagrestia Vecchia del complesso museale Santa Maria della Scala, l’anteprima alla stampa). “Un lavoro - sostiene il sindaco Bruno Valentini - che svolge un’importante funzione di mediazione e insegnamento”. “Between Home and Wisdom”, il progetto fotografico che Tommaso Fiscaletti ha realizzato nella baraccopoli di Dunoon, vicino a Cape Town in Sudafrica, approda al Santa Maria della Scala. Da venerdì prossimo, 6 maggio, e fino al 20 giugno, in orario 10.30/18.30, i suggestivi spazi del complesso museale ospiteranno la mostra, curata da Guido Cabib (2) dei 31 scatti che il giovane fotografo marchigiano propone come frutto di un’indagine sociologica sulla quotidianità di una comunità di donne di etnia xhosa, molte delle quali sangoma: ovvero, persone che, praticando il culto degli antenati, sono in grado di aiutare gli altri e, per questo, ricoprono «un ruolo delicato e fragile - come afferma Filippo Maggia (3) direttore di “Head of Projects” di Fondazione Fotografia Modena - vera mediazione fra un presente complicato e difficile e un passato di lunghe e radicate tradizioni cui, ancora oggi, è necessario guardare». Lungi dal voler documentare la pratica dell’esercizio religioso, Fiscaletti ha concentrato la sua ricerca nel rapporto che queste donne carismatiche hanno con le persone del luogo, siano esse parenti, amici o perfetti sconosciuti. Come sostiene lo stesso Maggia, «il fatto che buona parte delle donne della township di Dunoon avessero una peculiarità così radicata nella tradizione ha portato l’artista a costruire un progetto che ponesse come elemento centrale questo differente approccio alla vita, divisa tra solitudine del culto e vita sociale. Il giovane fotografo ha passato diverso tempo a osservare il luogo e le persone nel quotidiano e, individuata ogni scena, ha agito sulla luce per riportare con la fotografia l’atmosfera che aleggiava sulla realtà e sulle protagoniste».

«C’è una luce unica nelle immagini che Fiscaletti ci regala dal Sudafrica - aggiunge il direttore della Direzione Musei del Comune di Siena, Daniele Pitteri -. Una luce “altra” che non si sovrappone a quella naturale, né con essa interferisce, ma che si palesa come necessità di uno sguardo eccentrico, letteralmente fuori centro o, meglio, alla ricerca di un nuovo centro. Portare, per la prima volta tutte assieme, queste fotografie al Santa Maria della Scala non è stata una scelta casuale. La loro luce eccentrica, così come i volti potenti e saggi che ritraggono, ben si addicono a un luogo fuori dall’ordinario come il nostro splendido complesso museale. Come le donne sangoma, il Santa Maria della Scala ha custodito e trasferito nel tempo la memoria e la saggezza di una comunità, reinventandosi senza tradirsi né dimenticarsi; trovando forme, materie, usanze e culture sempre nuove e differenti; utilizzando le memorie individuali e collettive e il suo essere sutura fra sé e l’altro come forza dirompente, come saggezza creativa».

The girl, Dunoon, Cape Town, 2014 

Lasciando allo spettatore il compito di immaginare come le esperienze e i saperi ancestrali delle donne sangoma possano trasmettersi tra generazioni, Fiscaletti concentra il suo sguardo sull’organizzazione della fotografia. La costruzione dell’apparato scenografico passa così in secondo piano, sovrastata dall’importanza di una fondamentale calibratura della luce, «elemento necessario - come sostiene il fotografo marchigiano - per una corretta rappresentazione e successiva lettura e percezione dell’immagine e di quanto essa desidera raccontare». «La cultura è lo strumento che permette alle persone di crescere in una società sempre più eterogenea ed evoluta - commenta il sindaco Bruno Valentini - e questo affascinante lavoro di Tommaso Fiscaletti svolge un’importante funzione di mediazione e di insegnamento. La mostra “Between Home and Wisdom” ci accompagna a superare i confini grazie all’energia interiore sprigionata dalle donne sangoma che, magicamente, sembra toccare non solo i membri della loro comunità ma anche lo stesso spettatore». La mostra, realizzata in collaborazione con la milanese “Contemporary Reload”, sarà presentata in anteprima alla stampa alle ore 11.30 di giovedì 5, con appuntamento nella Sagrestia Vecchia del Santa Maria; saranno presenti il direttore Pitteri, il curatore della mostra e del catalogo, Guido Cabib, e lo stesso Tommaso Fiscaletti. Il costo di ingresso a “Between Home and Wisdom” è compreso nel biglietto del Santa Maria: 9 euro l’intero, 7 euro il ridotto e 20 euro il pacchetto famiglia per due adulti e due minori di 11 anni; gratuito per residenti nel territorio comunale, bambini under 11, scuole pubbliche e università senesi, portatori di handicap e giornalisti. In caso di gruppi e istituzioni formative con più di 10 persone, il biglietto a persona è di 5 euro e gratuito per l’accompagnatore. Le prenotazioni telefoniche al Centro Servizi del Comune di Siena (0577 292615) consentono uno sconto sul prezzo d’ingresso. Per ulteriori informazioni, contattare la biglietteria del Santa Maria allo (0577 534571) o consultare il sito (web santamariadellascala.com).
    
    
    
    (1) Tommaso Fiscaletti.

Pesaro, 1981. Vive tra Cape Town e Milano lavorando con la fotografia e il video. Nel 2001 inizia a realizzare progetti fotografici tra il Nord Africa e l’Est Europeo, lavorando costantemente anche in studio. Esperienze entrambe determinanti per delineare il suo personale approccio all’immagine, muovendosi nel confine tra la realtà e la rappresentazione di essa. I suoi lavori nascono dalla volontà di raccontare l'uomo, affrontando tematiche esistenziali come le relazioni familiari, la memoria e il rapporto con la natura. Dal 2004 il suo lavoro è stato esposto presso gallerie, istituzioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero e ha ottenuto vari riconoscimenti. Ha tenuto workshop e master di fotografia in varie sedi tra cui IED (Istituto Europeo di Design) di Milano.

The girl, Dunoon, Cape Town, 2014 


    
    
    
    (2) Guido Cabib. Napoli. 1956. Vive attualmente in Sardegna. Dal 1992 inizia la sua attività di gallerista a Napoli aprendo con Massimo Lauro, la galleria d'arte contemporanea "THE- Theorical Event, dove, sino al 1999 espone e promuove giovani artisti emergenti internazionali quali Philip Lorca Di Corcia, Richard Prince, Nan Goldin, Damien Hirst, Jean-Marc Bustamante, Stan Douglas, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Gillian Wearing, James Welling, Jack Pierson, Carsten Holler, William Eggleston, Hiroshi Sugimoto, Laurie Simmons, Jhon Baldessari, Martin Kersels. Nel 2003 apre un nuovo spazio “Changing Role”, dove comincia ad integrare la sua attività di gallerista a quella di curatore indipendente allestendo mostre in spazi museali pubblici quali il Museo di Capodimonte (Napoli) e la Certosa di Capri. Con l’apertura nel 2006 di una succursale a Roma, la sua ricerca si amplia verso artisti emergenti nazionali ed espone artisti quali, tra gli altri: Gary Lee Boas, Fisherspooner, Kevin Francis Gray, Luis Gispert, Simon Periton, Mark Leckey, Eve Sussmann, Assume Vivid Astrofocus (Eli Sudbrack), Amie Dicke, Enlightenment, Mihael Milunovic, Julie Orser, Anneè Olofsson, Daniele Villa, Andrea Abbatangelo, Arianna Carossa, Stefano Cerio, Matteo Sanna, Giuseppe Gonella, Betty Bee, Enzo Distinto, Jacopo Benassi Nel 2011 si trasferisce a Milano dove apre una Associazione culturale “ The Format”, con un nuovo spazio espositivo ai Navigli, nel quale promuove un nuovo modo di fare Galleria, privilegiando sempre di più la parte divulgativa e promozionale artistica, aprendosi a tutti i linguaggi creativi. Con l’Associazione “The Format” hanno collaborato tra gli altri: Michal Bugalski, Svetlana Ostapovici, Mustafa Sabbagh, Sonia Elizabeth Barrett, Seba Kurtis, Emmy Mickelson, Mahnaz Seyed Ekhtiary, Liana Ghukasyan, Tommaso Fiscaletti, Noemi Montanaro, Collettivo Kalzenere, Lapo Simeoni, Milena Altini, Francesco Ardini, Ninni Donato, Angela Pellicanò, Diego Bianchi, Raul Gabriel, Elena Monzo, Antonio Bardino, Barbara Ardau, Dario Carratta, Laloba Anna Crescenzi & Renata Petti, Luana Perilli, Nicola Di Caprio, Giorgio Milano.


Nello stesso periodo si fa promotore di progetti di rigenerazione urbana per le città di Napoli (2011), Milano (2013) ed Arborea (2015) e di promozione dei linguaggi artistici integrati (Contemporary Art & Design Luxury Hotels; Emerging Artist for Applied Arts), ed infine cura la direzione artistica di una giovane Galleria a Lugano. Ha esposto oltre che in Italia a Madrid, New York, Miami, Parigi, Basilea e Colonia.
    
    
    
    (3) Filippo Maggia. Dal 2013 è Direttore, Head of Projects di Fondazione Fotografia Modena. Dal 2000 al 2009 ha insegnato Storia della Fotografia e Progettazione all’Istituto Europeo di Design di Torino. Dal 2001 al 2004 ha fatto parte del Comitato Scientifico della Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Dal 2006 al 2008 è stato curatore per la fotografia presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Dal 2010 al 2012 ha insegnato Documentazione Fotografica presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e dal 2012 dirige il Master di alta formazione sull’immagine contemporanea a Modena. Curatore per la fotografia della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Editor per la fotografia di Skira.
    
    
    
    Santa Maria della Scala, Piazza Duomo, 1 Siena
    
    
    
    longo@gdmed.it

 
Giuseppe Longo
 
 
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