Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 20:20

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Martedì 10 Maggio 2016
Salviamo la spiaggia dell'Olivella dal degrado!

Era una spiaggia rinomata per la bellezza dei fondali. Adesso plastica e rifiuti l'hanno ricoperta. Occorre intervenire per recuperare una bellezza del passato che appartiene anche al presente


Quello che resta oggi del Lido 

Santa Flavia (Pa) 10.5.2016 - Nell'ambito dell' iniziativa nazionale di Legambiente "Spiagge e fondali puliti" alcuni rappresentanti del circolo Legambiente Bagheria e Dintorni si sono recati ad analizzare i reperti che contentiranno la verifica dello stato di salute dei nostri litorali. E' stato rilevato lo stato di fatiscenza e completo abbandono in cui versa oggi la spiaggetta del ridente golfo, in cui specchiava il ben noto lido dell' Olivella. Questa struttura un tempo rinomata sede balneare e sala di intrattenimento, è oggi pericolosamente lasciata e colpevolmente al più completo degrado, impoverita dalle sue stesse rovine e da quelle delle strutture limitrofe, che insistono sull'area marina, completamente distrutte ed oberate da ogni fattispecie di rifiuti; e pensare che solo alcuni anni or sono, queste erano le comode stanze di cabine i cui laterizi ora franati, sono riversi ovunque nei dintorni.

La peggiore immagine che balza all'occhio dell' osservatore è l' inesistenza di ciò che dovrebbe essere la spiaggia; rimane di questa un substrato di alghe morte, unica traccia di organico che compatta un tappeto di avanzi e residui antropici che il mare e di certo l'incuria se non l'abuso "di più mani" hanno scaricato in questa cloaca, che insiste tra un mare turchese e la terraferma porticellese.

Tutte le Ph sono di Domenico Schillaci 

Possiamo annoverare tra i reperti da noi rinvenuti e catalogati oltre le varie qualità di materie plastiche e reti e tessuti di varia origine, i ben più preoccupanti flaconi, e non ce ne sono pochi,di diserbante targati Monsanto, o di olii meccanici e copertoni d'auto, tutte "bombe ecologiche" pronte a deflagrare e presenti in grandi quantità ad ogni centinaio di metri percorsi; invero, il materiale che ci è parso meno presente su questa spiaggia di rifiuti è proprio la sabbia che normalmente ne costituisce la materia prima.

Urge una immediata bonifica e contemporanea messa in sicurezza, perchè non si può accettare che, soprattutto in tempi di crisi quali quelli odierni, si possano sprecare risorse territoriali di eccellenza quali potrebbero, opportunamente ripristinate, essere angoli di paradiso come quelli che vanta il nostro territorio tanto vituperato e avvezzo ormai al proprio suicidio ambientale ed allo spreco delle potenzialità intrinseche ad una natura ancora viva, sebbene assediata e boccheggiante.

Plastica e rifiuti al posto della sabbia 

Ci auguriamo in tal senso che l'Amministrazione flavese voglia in breve, anche sostenuta da questa nostra denuncia, focalizzare l’attenzione su questo sito per ricondurlo al corretto rapporto tra la salvaguardia,la sicurezza e l' opportunità, un iter che conduca alla fruizione consapevole della risorsa territoriale.Quanti vorranno unirsi a noi per recuperare questo spazio di paradiso ci contattino.
    
    Gigi Tanghetti
    
    Presidente Legambiente Bagheria e Dintorni


Diserbante Monsanto, vietato e tra i peggiori inquinanti 



 
Gigi Tanghetti
 
 
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Direttore Responsabile: Tonino Pitarresi
Registrazione Tribunale di Palermo: n° 08 del 24.02.1990
Editrice: Associazione Zed
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