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Trapani - Mercoledì 11 Maggio 2016
Un lungometraggio sul tema del gioco d’azzardo


 

Mazara del Vallo (Tp) 11.5.2016 - Nell’ambito dell’iniziativa “Contrasto delle dipendenze - il gioco patologico nei giovani”, è stato proiettato in varie sale cinematografiche della provincia di Trapani il film “Il gioco è fatto?”, a cui hanno assistito diverse scolaresche e giovani del mondo associazionistico, insieme al regista Francesco Russo e la scenografa e psicologa Maria Russo con i quali si è aperto un dialogo interattivo. Nel paesaggio colorato e meraviglioso della Sicilia degli anni ’60, Salvatore riceve dal padre un’eredità difficile che passa solo per una strada: il gioco d’azzardo. E’ questa la tematica affrontata ne “Il gioco è fatto?”, il primo lungometraggio diretto dal regista Francesco Russo. Il film è stato proiettato in anteprima nazionale presso il Cine Rivoli a Mazara del Vallo dove Russo è nato 35 anni fa. La casa di produzione è la indipendente Mastermovies, il cui amministratore è un altro mazarese, il fratello di Francesco, l’imprenditore Gaspare Russo. Anche Francesco Russo, ha lasciato la sua terra, a 19 anni, per studiare, ha girato il mondo ed ha frequentato la “New York Accademy” di Los Angeles. Russo da qualche anno è ritornato in Sicilia per dare vita alla sua prima creatura cinematografica: “Il gioco è fatto?”. Nel film (interpretato da Santo Santonocito, Fabio Dulzetto, Alice Ferlito, Alessandra Meccio e Katia Annino), che sarà distribuito nelle sale a partire da oggi, il dramma del gioco d’azzardo ha implicazioni sociali ma soprattutto familiari; quella raccontata da Russo è una storia che attraversa quattro generazioni, a partire dagli anni ’60, di una stessa famiglia siciliana.

Ma il film affronta di riflesso anche i temi della solitudine, dell’emancipazione femminile, e dell’amore.
    
    “Il progetto – ha spiegato Francesco Russo – è stato ideato a metà del 2008 ed era nato come cortometraggio. Poi però, la complessità del tema affrontato, l’entusiasmo e l’interesse di tutte le persone coinvolte, hanno permesso una naturale sua evoluzione in lungometraggio.

Francesco Russo,regista,con alcuni protagonisti 

Il tema è stato affrontato attraverso un’analisi transgenerazionale attraverso le mutazioni del contesto siciliano”. Significativa è la frase con la quale si conclude il film: “il giocatore è prigioniero di un’invisibile ragnatela e spesso trascina nella propria prigione le persone a lui care”.
    
    Il regista Russo ha così lanciato un messaggio: “Quello che io ed i miei collaboratori, fra questi anche mia sorella Maria che è psicoterapeuta ed esperta in problematiche relative alla dipendenza, abbiamo voluto stigmatizzare è l’incapacità che oggi, come ieri, hanno i giovani di credere nelle proprie forze, e spesso così si affidano alla fortuna ed al gioco; solo attraverso l’amore, la cultura ed il sacrificio i giovani possono spezzare le catene ed uscire dal tunnel del gioco ma anche di altre dipendenze”.
    
    Il film è stato girato in Sicilia, ha toccato buona parte delle province siciliane, una delle scene Russo l’ha voluta girare anche nella sua città d’origine ed in particolare a borgata Costiera.
    
    La Mastermovies ha prodotto il film con capitali propri, senza nessun tipo di finanziamento, agevolazione o sponsorizzazione; adesso a lavoro ultimato, e vista la qualità del prodotto, diverse amministrazioni ed aziende si sono avvicinate alla produzione.


Francesco Russo ha così annunciato un prossimo progetto: “stiamo cominciando a pensare ad un nuovo lungometraggio dedicato al peschereccio mazarese “Nuovo ’Ngiolò” affondato nel Canale di Sicilia nel febbraio del 1996; in quella tragedia videro la morte nove marinai mazaresi”. Ed a proposito di dediche, Francesco Russo, presentando al pubblico “Il gioco è fatto?” ha rivolto una dedica speciale all’amico, attore ed aiuto regista, Fabio Dulzetto, venuto a mancare nei giorni scorsi a causa di una malattia.
    
    
    
    ngibiino@gdmed.it

 
Antonino Gibiino
 
 
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