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Palermo - Domenica 15 Maggio 2016
Seconda Guerra Mondiale: l’armamento delle postazioni militari siciliane


Fiat-Revelli 35 

Termini Imerese (PA) 15.5.2016 - Le postazioni militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale costruiti nei punti sensibili a difesa del territorio sia essi appartenuti alla tipologia delle Postazioni Circolari Monoarna o Pluriarma, oppure dei Posti di Blocco Costiero ebbero per equipaggiamento due tipi di armamento: il fucile mitragliatore e la mitragliatrice. Tale peculiarità si evince dai rinvenimenti di queste strutture ricadenti in Sicilia. Le armi automatiche in dotazione ai militi all’interno delle postazioni furono oltre a quelle individuali, anche quelle etichettate sotto il marchio “Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche” (oggi Breda armi) comprendente il fucile mitragliatore di squadra mod.

30, la mitragliatrice pesante mod. 37 e in certe situazioni anche il cannone anticarro da 47/32 mod. 35 chiamato abitualmente “elefantino”. Inoltre era presente per il marchio FIAT, l’Arma collettiva di accompagnamento a tiro teso, il mod. 35. Il fucile mitragliatore BREDA mod.

Ph tratta da libro: 1943 Fortini a Porto Conte, a cura di Giuseppe Carro, Rolando Galligani, Daniele Grioni, I Quaderni del Parco di Porto Conte, 2011 Carlo Delfino Editore, pag. 109  

30 fu un’arma automatica leggera di produzione nazionale. Questo esemplare fabbricato in numero considerevole fu fornito di bipode. Il diametro interno della canna era del calibro 6,5 × 52 mm con caricatore a lastrina contenente venti cartucce (le cartucce in numero complessivo di quindici caricatori, erano custodite in apposite cassette di metallo) e poteva colpire il bersaglio animato alla distanza di non oltre cinquecento metri. In seguito per il BREDA 30 si utilizzò anche il calibro 7,35 x 51 mm. Il BREDA mod. 37 fu l’arma utilizzata per la maggior parte delle Fanterie del Regio Esercito e utilizzata pure per il tiro contraereo. Fu prodotta nelle officine di guerra in grande quantità e apprezzata per la sua robustezza e precisione.

Il BREDA 37 Adoperava il calibro 8 mm x 59 con un caricatore composto di una lastrina contenente venti proiettili; l’arma aveva una gittata offensiva di quattromila metri, e poteva essere montata su un treppiede per l’utilizzo terrestre.

Ph tratta da libro: 1943 Fortini a Porto Conte, a cura di Giuseppe Carro, Rolando Galligani, Daniele Grioni, I Quaderni del Parco di Porto Conte, 2011 Carlo Delfino Editore, pag. 109  

Il mod. 37 al termine dell’ultimo conflitto mondiale fu ancora impiegato dall’Esercito Italiano sino agli anni Sessanta del XX secolo. Il cannone anticarro da 47/32 mod. 35 fu un’arma a caricamento singolo dal calibro di 47 mm con una gittata 500-1000 metri. Il munizionamento era custodito in casse contenenti granate fanteria o perforanti. Il cannone fu realizzato in gran numero per il Regio Esercito Italiano e alcuni esemplari rimasero subito dopo il secondo conflitto mondiale in dotazione all’Esercito Italiano. Infine, la mitragliatrice FIAT modello 35 (una derivazione della mitragliatrice FIAT modello 14 calibro 6,5) fu impiegata per sostenere i reparti fucilieri; tatticamente fu disposta in posizioni arretrate, normalmente in entrambi i versanti o nelle alture.


La gittata di fuoco verso bersagli animati giungeva fino a quattromila metri e utilizzava un caricamento a nastro con proiettili del calibro di 8 mm. (In origine l’articolo fu pubblicato sabato 24 novembre 2012 a firma Giuseppe Longo N.d.A.)
    
    longo@gdmed.it

 
Giuseppe Longo
 
 
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