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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 8:50

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Giovedì 19 Maggio 2016
“Sbagliando s’impara”, ovvero, due piccioni con una suocera


 

Palermo, 19.5.2016 – Teresa Biscullo (interpretata da Mary Cipolla), è vedova di un onesto ex assessore comunale, amante della caccia, scomparso accidentalmente a causa di un improvviso colpo partito mentre puliva il fucile. Teresa non nasconde il rammarico che il marito sia stato il solo politico onesto della storia lasciandola in una situazione economica alquanto precaria. La vedova ha due figlie in età da marito: Adele, la maggiore (Iaia Corcione), ha un contratto di lavoro senza garanzia di stabilità e Veronica (Rossella Leone), frequenta da un decennio l’Università. Teresa, malgrado il suo matrimonio non sia stato un granché, dispensa consigli alle figlie che non trovano l’uomo giusto per accasarsi. Questa apparente routine, all’inizio della commedia, viene scossa dall’arrivo di due pretendenti, Aristide Faselli (Roberto Spicuzza), alto funzionario regionale, e Biagio Rinella, (Ivano Falco) rappresentante di protesi ortopediche con una passione sviscerata per la cultura orientale. L’entusiasmo iniziale di Adele per Aristide e di Veronica per Biagio, tuttavia si affievolisce inesorabilmente e Teresa non si rassegna ad assistere inerte a questa occasione perduta. Mary Cipolla si destreggia con la solita verve all’interno di un susseguirsi di eventi che la vedono ora regista, ora spettatrice di tutti gli sviluppi della storia. Irresistibili i suoi dialoghi con la foto del defunto che campeggia sul camino di casa. Ivano Falco, grazie alla sua duttilità, ben raffigura il personaggio di Biagio caratterizzato da una fastidiosa balbuzie che scompare quando parla di sesso. Credibili e intriganti i due ruoli delle due figlie che, durante il primo tempo, rendono in modo impeccabile l’idea che dagli errori non abbiano imparato nulla, come invece suggerisce il titolo della commedia. Roberto Spicuzza si muove a suo agio nei panni del burocrate che cerca di superare la timidezza e la seriosità che il suo lavoro gli impone.


“Sbagliando s’impara”, commedia brillante in due tempi di Giovanni Nanfa è ulteriormente valorizzata dalla trasposizione scenica e regia di Antonio Pandolfo, estremamente a suo agio ed espressivo sia come autore che come attore comico. Vero animale da palcoscenico, Pandolfo, conosce bene tutti gli accorgimenti per coinvolgere e divertire il pubblico, basti pensare alla spassosa commedia, “Cose da pazzi” (una “pochade tutta nostrana”), dello scorso anno. Sarà altrettanto divertente “Sbagliando s’impara”? Noi ne siamo certissimi… ma, parafrasando un noto verso di tale… Sandrino Manzoni, diremo: “al pubblico l’ardua sentenza!”. La commedia è ulteriormente valorizzata dalle scene di Vittorio Ienna e Roberta Madonia, dalle luci di Francesco Piscopo e dall’audio di Rino Carnovale. La prima di “Sbagliando s’impara”, andrà in scena, venerdì 20 maggio alle ore 21:15 con repliche fino al 29 maggio.
 
Franco Verruso
 
 
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