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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-08 07:00:50

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(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Sabato 21 Maggio 2016
Corleone e S.G.Jato dicono no alla mafia sulla tomba di Giovanni Falcone


 

Palermo 21.5.2016 - Con il Parlamento della Legalità Internazionale anche Corleone e San Giuseppe Jato dicono no alla mafia sulla tomba di Giovanni Falcone. «Sono arrivati puntuali Vincenzo Randazzo e Alessandro Ferrara, esponenti di “Generazione Jato” portando da San Cipirello un fascio di fiori avvolti dal tricolore destinati a un grande Uomo che ha pagato con la vita un impegno coerentemente forte contro la mafia: Giovanni Falcone. E proprio per ricordare il suo 24 esimo anniversario dalla strage di Capaci, Nicolò Mannino (Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale e docente referente per l’educazione alla legalità all’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Francesco Ferrara” di Palermo), ha convocato in aula magna dell’Istituto, il Sindaco del Comune di Corleone Lea Savona, il primo cittadino di San Giuseppe Jato Davide Licari e l’agente Stefano Evangelista che dal 1980 al 1984 ha scortato e tutelato Giovanni Falcone. Numerosi gli studenti che hanno affollato l’aula magna dell’Istituto che si vanta (su tutto il territorio nazionale) di avere un Parlamento della Legalità Multietnico composto da adolescenti e giovani arrivati da diversi Paesi non solo Europei. A dare il benvenuto il Dirigente Scolastico Eliana Romano che ha ricordato come “Palermo ha vissuto i giorni delle stragi”. A tratti commossa e immersa totalmente nei ricordi e nei pensieri, la prof.ssa Eliana Romano precisa “Emozioni impresse nella mia mente che non andranno mai via... quel fumo che si levava da via D’Amelio... era segno di una lotta tra bene e male”.

Il Sindaco di Corleone Lea Savona, donna forte e di grande fede, parla a ruota libera a una platea che ascolta e medita. “Corleone ha tantissima gente onesta, è paese di artisti, poeti e santi, però - dice il Sindaco Savona - si preferisce parlare di quel due per cento che ha infangato la memoria di un popolo e non del novantotto per cento che è composto da gente onesta e pulita”. Dopo un lungo applauso di consenso il primo cittadino di Corleone ha omaggiato al Dirigente Scolastico Eliana Romano una targa di riconoscimento “Un vero encomio per Lei - ha detto Lea Savona - che ha permesso la nascita del Parlamento della Legalità che è segno di una forte esperienza culturale che educa oltre alla legalità anche all’accoglienza alla luce di una autentica solidarietà e cultura di vita”, precisando ancora che “Solo la cultura e il rispetto delle regole può debellare la mentalità mafiosa e ridare dignità al nostro Paese”.

 

Davide Licari, Sindaco del Comune di San Giuseppe Jato si è complimentato per l’iniziativa e ha sottolineato “Questi sono fatti tangibili di una cultura di giustizia che parte dal mondo scuola e a questi eventi non si può mancare”. Davide Licari è un bravissimo avvocato, uomo che agisce con determinazione e sa che il suo servizio è realmente una missione. Nei momenti significativi e forti come questi, lascia tutto ed è sempre presente perché “La legalità ha il volto e il cuore dei giovani”.  La campanella della scuola suona e il corteo si snoda fino alla Chiesa di San Domenico davanti la lapide che copre la bara di Giovanni Falcone. Silenzio, commozione, una preghiera, tanta compostezza. La professoressa Mariella Palermo, anch’essa docente di religione Cattolica al “Ferrara” da anni impegnata nel settore culturale della “Missione tra i popoli”, chiede a tutti di pregare secondo il proprio credo nel silenzio del proprio cuore Si posano i fiori e i sindaci dei due Comuni - Corleone e San Giuseppe Jato - insieme, sostano in raccoglimento. I giovani dell’Associazione “Generazione Jato” sono contenti che hanno portato a segno un forte momento culturale, mentre Nicolò Mannino ringrazia e incoraggia a rimanere uniti per cooperare a favore di una cultura della vita ricordando che “Abbiamo un grande debito verso questi Uomini divenuti Eroi e lo dobbiamo pagare con coerenza, ma gioiosamente”. Questi fiori- conclude Nicolò Mannino- posati sul nome di Giovanni proprio sopra la lapide che sigilla il corpo di un grande siciliano, testimoniano che nessuno può impedire la Primavera, nulla può bloccare il sorgere dell’alba, niente fermerà la rinascita di un popolo che merita Verità e Giustizia specie i giovani che da diverse parti del mondo oggi sono in questa chiesa per dire che i veri Eroi sono apprezzati e voluti bene in ogni angolo della terra”».
    
    longo@gdmed.it



 
Giuseppe Longo
 
 
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Registrazione Tribunale di Palermo: n° 08 del 24.02.1990
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