Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-04 15:48:31

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Sabato 21 Maggio 2016
"Je suis Bardo"




 

Palermo 21.5.2016 - “Siamo uguali perchè siamo tutti diversi”. Con questa affermazione di Emilio Arcuri, vicesindaco di Palermo, si è aperto l'incontro dedicato alla Tunisia nella Sala gialla del Palazzo dei Normanni, sede del Governo regionale. Nella diversità sta una profonda ricchezza perchè la diversità contiene conoscenza e la conoscenza produce cambiamento. Palermo è la città del Mediterraneo che più di ogni altra rappresenta tutte le culture e le rappresenta perchè è una città multietnica, non razzista ma accogliente, portata e votata ad una cultura di condivisione con chiunque vi si trovi, a prescindere il colore della pelle o la lingua che parla. Il Mediterraneo, sin dai secoli più remoti è stata la culla della civiltà e del progresso. La Sicilia è un crogiolo di diverse etnie che nel tempo hanno arricchito la nostra cultura, divenendo noi stessi espressione culturale di altri popoli.

La conoscenza è il principale veicolo perchè si diffonda il sapere ed ogni cultura, per quanto diversa che sia, contribuisce ad arricchire questo sapere perchè lo riempie di contenuti. Nella prestigiosa Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, in rappresentanza del popolo tunisino, c'erano Naceur Mestiri, Ambasciatore tunisino a Roma e Farhat Ben Souissi, Console a Palermo “Nonostante i terroristi abbiano cercato con il sangue di colpire non solo la Tunisia ma il mondo intero non ci sono riusciti perchè la risposta corale del mondo intero, ha isolato coloro che nella violenza credono di trovare consenso”.

 

Così si è espresso l'Ambasciatore Mestiri che ha esortato a credere nei valori della pace e del dialogo, unici requisiti dei popoli liberi. L'Ambasciatore ha ribadito che i rapporti tra Tunisia Italia e Sicilia sono sempre stati ottimi e nonostante i fatti tragici che si sono verificati in Tunisia, tutti insieme avremo la forza di riprenderci, con il tempo la vita”. La presenza a Palermo di quasi tutto il Corpo diplomatico tunisino sta a significare come siano importanti questi momenti di incontro tra due culture mediterranee assai vicine ed assai simili. Emilio Arcuri ribadisce come Palermo sia una città accogliente che rifiuta la cultura della morte e privilegia il dialogo anche su posizioni contrastanti. La Sicilia ed in particolare Mazara del Vallo ha da sempre accolto migliaia di tunisini che si sono bene integrati tanto da avere formato un quartiere intero da loro abitato, segno questo, che le culture uniscono e non dividono.

“Era il 1962 quando da bambino – continua Arcuri - con la mia famiglia ho visitato il Museo del Bardo e sono rimasto affascinato dai mosaici che contiene. Oggi, più di ieri siamo liberi perchè siamo accoglienti ed a Palermo c'è posto per chiunque voglia viverci”. Daniela Segreto dell'Assessorato regionale alla Famiglia, che ha moderato l'incontro, ha fatto notare che il Museo del Bardo contiene una grande quantità di mosaici di epoca romana, un legame tra Cartagine ed i territori siciliani.

da sx:Farhat Ben Souissi, Console tunisino a Palermo, Emilio Arcuri vicesindaco, Daniela Segreto, assessorato regionale Famiglia, Naceur Mestiri, Amasciatore tunisino a Roma 

Sia il Turismo e sia il patrimonio artistico – ha continuato Segreto – sono risorse che se utilizzate nel migliore dei modi rappresentano una opportunità di svolta economica che potrebbe migliorare la qualità della nostra vita. Il Console Ben Souissi ha ringraziato per la calorosa accoglienza che Palermo ha voluto tributare all'iniziativa e sopratutto alla possibilità di essere i primi a presentare il libro dedicato al Museo del Bardo, un'opera enciclopedica alla quale hanno collaborato studiosi tunisini, francesi, belgi, spagnoli, italiani. Esso servirà al visitatore nella scoperta di un Museo tra i più affascinanti al mondo per gli oggetti che contiene e l'unico a possedere la più ampia collezione di mosaici, patrimonio dell'intera umanità. Conclusione affidata all'architetto Roberto Tedesco, scrittore storico con una produzione di saggi e ricerche tutte incentrate sul territorio di Himera l'attuale Termini Imerese, alle porte di Palermo, in cui si sono svolte le vicende più importanti della storia di una parte della Sicilia occidentale.

Lo storico si è soffermato, catturando l'attenzione della platea come se fosse egli stesso partecipe dei fatti che ha narrato e che si sono svolti invece nel 480 a.C. Proprio in quel territorio dove la Dea Atena fece sgorgare le acque calde per lenire le fatiche del mitico Ercole. In quel periodo avvenne una guerra nella distesa dell'attuale Bonfornello, i cartaginesi attaccarono di nuovo Himera e la distrussero.

Roberto Tedesco, scrittore storico 

Di quei fatti storici ne parlano Tindaro, Diodoro Siculo ed Erodoto ma anche successivamente anche artisti e pittori dell'800. La voce narrante dello storico si perde e si miscela in una atmosfera che è riuscita a catturare i presenti facendoli rivivere, almeno per qualche istante, in un'epoca sì assai lontana da oggi ma così vicina nei tratti culturali dei popoli che nei secoli l'hanno vissuta tanto da appartenerci ed in essa ritrovarci, sebbene a distanza di secoli. Oggi siamo uguali perchè siamo diversi. Siamo liberi perchè non dimentichiamo ciò che siamo stati e soltanto la conoscenza ci potrà liberare da ogni forma di violenza che cerca di insinuarsi attraverso il dogma religioso non lasciando ad alcuno la libertà di pensiero.



 
Tonino Pitarresi
 
 
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