Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-04 15:48:31

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

22 nuove notizie dal 03/12/2016      
Login
Registrati
Palermo - Venerdì 27 Maggio 2016
Conferenza del Prof. Riccardo Campa all’Associazione Flavio Beninati


Riccardo Campa 

Palermo, 27.5.2016 - Sabato 28 maggio alle ore 18.30, con ingresso libero, presso la sede dell’Associazione Flavio Beninati, di Via Quintino Sella n. 35, avrà  luogo la conferenza del sociologo e filosofo Riccardo Campa dal titolo "Il culto del corpo. Una prospettiva genealogica e biopolitica”. Si parlerà di Transumanesimo, ovvero “cosa ci riserva il futuro (molto prossimo)?”, cosa sarà la razza umana dei prossimi decenni?”. Il prof. Riccardo Campa, già presidente e fondatore dell’AIT (Associazione Italiana Transumanisti), vive e lavora a Cracovia (Polonia), dove svolge le sue attività di insegnamento e di ricerca presso la locale Università Jagellonica, la più antica università polacca fondata nel 1364 dal re Casimiro il Grande come Akademia Krakowska, ed è, quindi, una delle più antiche università d’Europa e del mondo.
    
    Premessa
    
    
    
    il culto del corpo nella società contemporanea è un fenomeno che è stato osservato e analizzato da molti studiosi. Personaggi dello sport e dello spettacolo sono idolatrati, da pubblico e critica, per le loro capacità atletiche e professionali o per il loro aspetto fisico. Si assiste a una continua esibizione di corpi perfetti sui media per veicolare messaggi pubblicitari. Le stesse persone comuni – in un tentativo di emulazione – dedicano gran parte del tempo alla “manutenzione” e all’esibizione del proprio corpo. Attività sportive non agonistiche finalizzate all’abbellimento dei corpi (fitness e body building in primis), regimi dietetici personalizzati, uso di prodotti cosmetici, stili di vita ritenuti salutari, assunzione di integratori alimentari per aumentare memoria e attenzione, interventi di chirurgia plastica per finalità estetiche, piercing e tatuaggi, accurata scelta dell’abbigliamento volta ad evidenziare peculiari caratteristiche anatomiche dei corpi, medicina e chirurgia preventiva, sistematica riproduzione fotografica dei propri corpi (i cosiddetti selfie), perfezionamento delle immagini dei corpi tramite Photoshop o altri programmi grafici, copiosa diffusione in rete delle rappresentazioni iconografiche. Queste sono solo alcune delle attività che caratterizzano la vita quotidiana di molti cittadini dei paesi occidentali e di altri paesi industrializzati. Questo fenomeno, come altri, appare del tutto ovvio a chi vi è immerso. Come notava Marshall McLuhan, «una cosa di cui i pesci non sanno assolutamente nulla è l’acqua». A mostrare ai cittadini europei e americani l’acqua culturale in cui nuotano, hanno contribuito gli immigrati mediorientali e nordafricani. Vedere donne coperte dalla testa ai piedi, con burqa e chador, camminare nelle vie delle città occidentali, ha fatto capire a molti cittadini che l’esibizione del corpo è un tratto culturale autoctono e non un’esigenza naturale. Attraverso l’incontro-scontro delle culture, ciò che era già noto agli studiosi più attenti , è entrato nelle coscienze della gente comune. Cade in errore, dunque, chi pensa che prestare attenzione alla bellezza e alla forza dei corpi rappresenti uno scivolamento nel frivolo. Non lo è affatto, soprattutto se si comprende lo stretto rapporto che intercorre non soltanto tra corpo e cultura, ma anche tra corpo e potere. Parlare di corpi, di corpi e potere, di potere sui corpi e di potere dei corpi, significa porsi una questione di capitale importanza. Anche perché, intorno alla questione del corpo, si registra una notevole dissonanza assiologica nella stessa società occidentale. Per qualcuno, la “manutenzione” del corpo è un sano e gioioso atteggiamento verso la vita, piena accettazione dell’esistenza in questo mondo, via maestra per trovare anche un equilibrio psichico, secondo il noto motto di Giovenale: Mens sana in corpore sano. Per qualcun altro è invece un’insana e maniacale ossessione, vuota e fugace rincorsa dell’effimero, edonismo senza profondità che distoglie dai valori autentici. In questo articolo, seppure in modo necessariamente frammentario, intendiamo portare in superficie alcuni risvolti filosofici e sociologici del culto del corpo: i meccanismi che lo generano e quelli che lo reprimono, le forme che concretamente assume, il suo possibile sviluppo in relazione all’irrompere sulla scena di nuove tecnologie del bíos. Sul piano metodologico, procederemo mettendo a confronto alcune narrazioni già emerse nel corso della storia del pensiero occidentale, per poi provare ad abbozzare considerazioni più generali, legate all’attualità, nelle conclusioni. L’approccio che adotteremo è quello foucaultiano dello “scavo archeologico”, ossia un percorso di ricerca che procede a ritroso, dal presente al passato, dalla superficie alla profondità, da ciò che vediamo a occhio nudo a ciò che è nascosto nelle pieghe della storia, per inquadrare la questione in prospettiva genealogica. 
    
     Franco Verruso
    
    per l’Associazione Flavio Beninati



 
Franco Verruso
 
 
Commenti (0)


Per inserire un commento è necessario effettuare il login. Se non sei ancora un utente registrato clicca sul link Registrati in alto a destra.


 



Quotidiano regionale d'informazione
Anno: XXVI
Direttore Responsabile: Tonino Pitarresi
Registrazione Tribunale di Palermo: n° 08 del 24.02.1990
Editrice: Associazione Zed
Direzione, Amministrazione: Corso Camillo Finocchiaro Aprile, 165 - Palermo