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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-04 15:48:31

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Ragusa - Domenica 29 Maggio 2016
Marcia della pace. Un esempio d’accoglienza per la Sicilia


 

Ragusa 29.5.2016 – Se accoglienza ed integrazione sono elementi fondanti per cementare ogni integrazione culturale, la marcia della pace ne è la massima espressione perchè rappresenta la più alta vocazione nella richiesta di una vita basata su armonia e bellezza, dove bellezza non è solo da intendersi in senso estetico ma come contenitore di valori, norme, regole. «La bellezza di questa giornata è quella di aver fatto parte di un gruppo unico che sta ha marciato a Ragusa per affermare il valore della pace universale e dell’integrazione. È l'immagine più emozionante che stiamo consegnando alle coscienze di ciascuno».

Antonio Tringali, presidente del Consiglio comunale di Ragusa, commenta così la seconda edizione della “Marcia per la pace e per le relazioni” che ha attraversato il centro storico su iniziativa dell’istituto comprensivo “Vann’Antò” e in collaborazione con la Fondazione San Giovanni Battista e vari organismi.

Antonio Tringali 

«L’iniziativa precede e al tempo stesso abbraccia il Festival delle Relazioni che è sostenuto anche dal Comune di Ragusa. Riteniamo che l’accoglienza e l’integrazione, in uno spirito di pacifica convivenza, siano la strada giusta per costruire tutti insieme una moderna società dove le persone che vengono da altri Paesi sono una ricchezza e non una diversità. Un valore aggiunto che può aiutarci nella quotidianità e nello scambio reciproco tra le varie culture. Una crescita collettiva che è anche uno scambio di relazioni e condivisioni secondo una capacità che va insegnata ai nostri giovani. E Ragusa, dove grazie alla sinergia tra il Comune e la Prefettura da qualche mese è nato anche un centro polivalente dedicato ai migranti, in questo senso è esempio per la Sicilia».



 
Mauro Di Stefano
 
 
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