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Palermo - Lunedì 30 Maggio 2016
Il Museo del Mare - Arsenale di Palermo apre le porte


 

Palermo 30.5.2016 - Il Museo del Mare, che ha sede nell'antico Arsenale di Palermo costruito tra il 1621 e il 1630 su progetto dell’architetto ed ingegnere palermitano Mariano Smiriglio per volere di Filippo IV di Spagna, apre le sue porte ai visitatori per una visita guidata delle antiche costruzioni ed ai cantieri navali annessi. Per la prima volta in 119 anni i cancelli della “fabbrica delle navi” si aprono ai palermitani che si sono sempre chiesti cosa ci fosse al di là di quel lungo muro di via dei Cantieri, dove svettano gru alte fino a 95 metri. Ed è un viaggio fra bacini di carenaggio lunghi 375 metri e profondi 16 in cui si allungano e si riparano le navi, officine meccaniche in cui si tagliano le lamiere e si creano le strutture per le future navi.

Il Direttore di Fincantieri Palermo Filippo Oddo, che ha accompagnato personalmente alcuni gruppi di visitatori ha dichiarato: “Vogliamo mostrare a tutti la grande capacità e professionalità dei nostri lavoratori, una grande realtà industriale fondata dalla famiglia Florio ed integrata nel territorio, che produce lavoro e ricchezza”.

 


    
    Le visite guidate ai cantieri navali sono state programmate dal 14 maggio al 5 giugno , secondo un calendario pianificato e con visitatori autorizzati preventivamente (esclusi i bambini fino a 12 anni per evidenti motivi di sicurezza).
    
    Per circa novanta minuti, muniti rigorosamente del caschetto bianco di protezione, i visitatori attraversano gli impianti industriali che hanno visto nascere molte tra le più belle e prestigiose navi passeggeri e da crociera degli ultimi anni, in un percorso di circa 3.500 metri a piedi transitando per i reparti dell'imponente opificio del mare.
    
    Oggetto di ammirazione e di stupore i mastodontici apparati atti a taglio, piegatura delle robuste lamiere di ferro di notevole spessore, di enormi calamite atte a sollevare e trasportare il materiale in lavorazione, il bacino galleggiante, e tante altre strutture che hanno permesso al cantiere navale di Palermo in 119 anni di vita di costruire ben 7.

000 navi.
    
    Successivamente la visita è continuata nel plesso del museo dove si possono ammirare due cannoni di epoca borbonica, fusi tra il 1781 e il 1785, alcuni vecchi portolani (manuali originali che contengono le indicazioni tecniche per il sicuro approdo nei vari porti).

 


    
    Si possono anche ammirare riproduzioni in scala di sciabecchi (imbarcazioni a vela di origine araba), galere e navi cannoniere. 
    
    La visita si è conclusa con la mostra su “Saturnia e Vulcania motonavi da record” che illustra attraverso una ricca collezione di documenti e foto il racconto della vita di bordo dei passeggeri e degli stessi “giganti del mare”, dove viene messo in risalto lo sfarzoso arredamento riservato ai passeggeri di prima classe.
    
    Tutto il materiale della mostra è stato raccolto in un volume scritto da Maurizio Eliseo, con 400 immagini a colori ed in bianco e nero, che illustrano in modo completo la storia di queste due celebri navi, disarmate alla metà degli anni ’70 e delle quali ricorre quest’anno il 90° anniversario del loro glorioso varo nei cantieri della Cosulich di Trieste.



    
    Tra i visitatori numerosi rotariani dei club di Palermo, Corleone, Lercara Friddi e Bivona guidati da Salvatore Vacante ingegnere di Fincantieri e socio del Rotary Club Corleone.
    
    
    
    ngibiino@gdmed.it

 
Antonino Gibiino

 
 
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