Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n░ 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-08 07:00:50

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dŔ Fiori - Roma )

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Palermo - Sabato 4 Giugno 2016
"In Medio Stat Virtus"

ovverosia:"Equinozio D'arte"&"CEFALU' Abito D'autore"


 

Cefal¨ (Pa) 4.6.2016 - La virt¨ sta nel mezzo, a metÓ fra il sommo bene e l'infimo male, fra il sapere e l'ignoranza, fra la bontÓ e la cattiveria e fra tanti altri estremi che non si finirebbe pi¨ di enumerare; come nel cosmo il mezzogiorno sta fra l'alba e il tramonto, fra la chiarýa e la penombra, fra la luce e le tenebre. Nel mezzo, insomma. Cosý, senza voler emulare pindarici voli o coniare imprescindibili asserzioni, ma ritenendo l'impegnarsi unico valsente deputato al conseguimento d'ogni positivo risultato ed operando di concerto con lena, determinazione e convincimento (scienza e coscienza), si pu˛ perseguire un intento lodevole mantenendosi su un mediano percorso possibile che stia fra il concreto e l'astratto, fra l' "essente" ed il "non essente" (Parmenide), fra la lungimiranza e l'imprevidenza. Semplificando: si possono attuare progetti, anche i pi¨ ambiziosi, che a prima vista appaiono irrealizzabili o difficili da realizzare, rimanendo, tuttavia, lontani da ogni estremismo (per quanto vi sia una teorýa che assuma che gli estremi si tocchino; concetto che mi sembra del tutto aleatorio, almeno sino a quando, in maniera razionale ed inconfutabile, non mi si dimostri il contrario) e con i piedi ben saldi per terra. Brevi note di cronaca. Inaugurata il 19 Maggio scorso alla presenza del Sindaco della cittÓ, Rosario Lapunzina, del Presidente del Consiglio, Antonio Franco, dell'Assessore alla Cultura, Vincenzo Garbo e di Rosaria Liberto in rappresentanza, quest'ultima, della Fondazione Culturale Mandralisca, la 2a edizione della collettiva "Equinozio d'Arte", esposizione di opere figurative sorta per iniziativa del sodalizio "Cefal¨ cittÓ degli artisti" sotto l'alto patrocinio del Comune di Cefal¨ ed in simbiosi con "Unesco" e con "I borghi pi¨ belli d'Italia", si Ŕ conclusa lucrando un nutrito parterre di consensi. Equinozio: incontro del sole con l'equatore; eppertanto, uguaglianza fra giorno e notte in tutti i luoghi della terra. Nel nostro caso, traslando: raduno, concilio, simposio, meeting di artisti delle pi¨ disparate tendenze creative proiettati nella dimensione comune della ricerca del bello, della condivisione spirituale e di quant'altro. All'ottagono di Santa Caterina in Cefal¨, infatti, nell'ampia e vetusta cornice di una location che in altri tempi carichi di storia servý da supporto a ben plurimi importanti avvenimenti, pittori, scultori, stilisti, maestri del colore, del disegno, del drappeggio, della moda, coacervo d'ingegni, insomma, accolta di virtuosi del pennello, dello scalpello, della matita, del figurinismo, assemblea di neofiti e di maestranze, si son dati convegno accomunati dalla medesima linfa, dalla passione per l'arte nelle sue multiformi espressioni, motivati dal desiderio impellente di mettersi in gioco nel nome della pi¨ proficua indagine culturale, stimolati dalla volontÓ tenace di creare e sollecitati dall'instancabile tendenza alla grafica esternazione.

Si son dati appuntamento, dunque, per esprimere, secondo i collaudati canoni delle proprie discipline, se stessi: per palesare il proprio humus poetico, per proporsi, per comunicare, per cimentarsi, per condividere, per vivere un reciproco comune conoscitivo momento.
    
     Apoteosi del buon gusto e dello studio della carismatica essenza di un personalissimo connubio tra etica, esperienza e stile conseguito attraverso il sapido alternarsi della manualitÓ e della fantasýa.
    
    Ognuno, chi pi¨ chi meno, con opere di buon livello, in questo equinozio, evento poliedrico realizzato su iniziativa del noto scultore Roberto Giacchino, giÓ esponente emerito della Benemerita ed oggi esponente di merito (sembra un gioco di parole, ma non lo Ŕ) a 360░ nel mirifico ramo della scultura, materia in cui Ŕ maestro e nella quale si fondono la destrezza e la competenza di un appassionato creatore, che, nell'attuazione del progetto si Ŕ avvalso della proficua collaborazione artistica di Luigi Occhipinti, pirografista d'eccezione e della pittrice Domenica Ferraro.

 


    
    Non Ŕ da sottacere, fra l'altro, che Giacchino ha dato anche prova di sŔ mettendo mano alla penna e redigendo degli apprezzabili racconti.
    
    Egli, con l'istituzione del citato sodalizio "Cefal¨ citta degli artisti", organismo culturale giÓ operativo da qualche tempo, ha voluto dare spazio, raccogliendola in un'unica dimensione, a quella congerie di talenti amalgamati dalla reciproca aspirazione al sublime; in ci˛ coadiuvato dal fattivo apporto della moglie, Maria Vella, apprezzata stilista con determinanti prove alle sue spalle.
    
    La novitÓ che oggi in questa mostra collettiva colpisce di pi¨ sta tutta nei meritevoli contenuti delle opere nelle quali prevale l'originalitÓ, l'accurato stile, il talento e l'intuibile afflato che promana dall'ispirazione.
    
    E, tutto ci˛, al di lÓ delle mode del momento.
    
    Molti i partecipanti alla sezione figurativa, dei quali, per atto dovuto ed in ordine alfabetico, riportiamo i nomi:
    
    Abbate Franca Adriana, Blandino Onofrio, Clesceri Giorgio, Ceravolo Isabella, Fertitta Antonella, Gulino Santina, Gugliuzza Giovanni, Iudicello Davide, La Mantýa Alba, Licciardi Francesco, Monte Liborio, Marino Sergio, Pantelleria Giuseppe, Saponara Ugo, Sireci Enza, Soriano Tonnicoti, Giuseppe Rizzo.
    
    Fra le opere che hanno suscitato di pi¨ il mio interesse, apprezzabili per zelo creativo e resa cromatica, fattori precipui, questi, in una laboriosa indagine stilistica in cui il raggiungimento dell'ipotetico consenso Ŕ secondario all'esigenza intima del rivelarsi, i disegni a matita di Antonella Fertitta, maestra d'arte ed esperta virtuosa nel contesto del restauro nel quale ha conseguito i dovuti titoli, qui alla sua prima esperienza espositiva pubblica. La linearitÓ del tratteggio, sia che venga considerato un paesaggio od una figura umana, la profonditÓ di campo e la prospettiva profuse nelle diverse immagini focalizzate denotano una capacitÓ espressiva di tutto rispetto non disgiunta da una ben impostata tecnica basilare produttrice di positivi risultati.


    
    Sulla stessa linea le nature morte ed i ritratti di Alba La Mantia: fra questi ultimi, da encomiare particolarmente l'immagine in bianco e nero, magistralmente resa, di una donna, giovane, sinuosa, dallo sguardo ammiccante, accattivante e coinvolgente, che, balzando viva dai ghirigori del disegno, dalla penombra dei chiaroscuri che ne accentuano il latente voluttuoso movimento, propone un'inquadratura pervasa da una eccitante prorompente sensualitÓ.
    
    Espressivi i quadri dell'apprezzabile Adriana Franca Abbate, pittrice da sempre di stampo puramente neoclassico. I suoi oli, siano essi vedute urbane, nature morte o ritratti, rivelano una ferrata padronanza della composizione, che, unita alla sapiente scelta del punto di vista e dei colori impiegati, plasma il contenuto pittorico rendendolo pregno di una palpabile vitalitÓ.

Maria Vello 


    
    Cosý pure le opere del compianto Giuseppe Rizzo, ritrattista della pi¨ bell'acqua artisticamente formatosi alla scuola della vita, di Sergio Marino e di Giovanni Gugliuzza.
    
    Per non parlare, poi, delle sculture a sbalzo su fogli di rame di Soriano Tonnicoti, creazioni effigianti episodi della Passione di Cristo degne di figurare su portali chiesastici od in similari ambienti e delle tele di stampo naif di Santina Gulino.
    
    Interessante l'astrattismo nei dipinti di Ugo Saponara.
    
    Nell'ambito della stessa rassegna "Equinozio d'Arte" e sotto la direzione artistica della poliedrica conosciuta pittrice e stilista sopra nominata, Maria Vella, ideatrice della riuscita iniziativa, si Ŕ ritagliata un brillante spazio espositivo la sfilata di moda dal titolo "Cefal¨ Abito d'Autore".
    
    L'evento, primo concorso nazionale nel settore nostrano tenuto a battesimo dal Sindaco Lapunzina e dal Presidente del Consiglio Franco, Ŕ stato sponsorizzato da "Cefal¨ Sea Palace".
    
    Partecipanti alla detta performance: Carmen Vulcano, Naomi Irrera, Melania Salpietro, Giusi Badalý, Giusi Cusimano, Davide Leonardo, Valeria Giaquinta, Giusi Crivello, Julia Vabres, Veronica Mancani, Roberta CusmÓ, i licei artistici "Majorana" di Gela, "Diego Bianca Amato" di Cefal¨ e la Scuola di taglio e cucito "Le Gran SciK" di Patti.
    
    Il defilÚ, presentato da Giovanni Caruso e da Francesco Mancinelli, intrattenuto da Antonio e Francesca (Antony Dance), da Terrana Giovanni ed Elisa Studiale (Agari Core¨o) e dalla musicista Lia Chiara Ceravolo, curato da Alessandro Sanfilippo (backstage), da "Coiffure Jeunesse" di Raimondi (acconciature) e da "Master Photographers Cefal¨" (fotografia), sempre patrocinato dal Comune di Cefal¨ e supportato dalla collaborazione di "Fare Ambiente Cefal¨ Madonie" (associazione competentemente diretta dalla gradevole Arch.tta Salva Mancinelli) e dallo stesso sodalizio "Cefal¨ cittÓ degli Artisti" del menzionato Giacchino, si Ŕ brillantemente concluso con la premiazione (trattandosi, appunto, di un concorso) dei seguenti nominativi: Davide Leonardo, Carmen Vulcano, Giusi Badalý, Liceo artistico "Diego Bianca Amato" di Cefal¨ e Scuola di taglio e cucito "Le Gran Scik" di Patti.



    
    Nutritissimo il pubblico convenuto che ha riempito a dismisura il locale occupando tutti i posti disponibili ed in buona parte rimanendo anche in piedi.
    
    A custodia della mostra, a controllarne l'eterogeneo continuo via vai dei visitatori, infine, la gentile Signora Carla Van Pijlen, olandese di origine, pittrice anche lei ma qui intervenuta solo in veste di accreditata assistente al soglio.
    
    (n.b.: che se poi io sia incorso in qualche involontaria omissione di nominativi od accadimenti o se possa essersi verificata qualche casuale deprecabile imprecisione nella esposizione (qui sine peccato est vestrum, primus in illam lapidem mittat), mi si voglia, di grazia, benevolmente avere per iscusato, come altra volta ebbi a dire, imputando l'inconveniente soltanto alla mia vetusta etÓ; e si spalanchino per me i pi¨ infernali antri del profondo Averno!).
    
    Vale.

 
Giuseppe Maggiore
 
 
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