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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 20:20

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Mercoledì 8 Giugno 2016
Fincantieri:ora ci prova il Comune




La protesta davanti la presidenza della Regione 

Palermo 8.6.2016 – Un primo passo nella vicenda dei lavoratori del Cantiere navale di Palermo lo sta facendo il Comune di Palermo. Si è svolto un incontro tra la Rsu unitaria dei lavoratori di Fincantieri e l'assessore alle Attività produttive Giovanna Marano. All'assessore, la Fiom Cgil ha ribadito la necessità di trovare soluzioni urgenti per riattivare il lavoro allo stabilimento di Palermo, che si ritrova senza commesse. L'assessore Marano ha annunciato ai rappresentanti sindacali che il 20 giugno il sindaco Orlando convocherà le Rsu e i sindacati di categoria a Villa Niscemi e che sarà stabilita la data per la visita, della giunta comunale al Cantiere Navale di Palermo. Una visita chiesta dalla Fiom, per verificare lo stato delle infrastrutture e spiegare perché quei bacini che fino al 2010 erano usati per costruire navi ora siano fermi. Il sindaco - è questo l'altro impegno preso tra l'assessore Marano ed i sindacati - solleciterà inoltre la convocazione di un tavolo al governo nazionale sulla crisi al Cantiere navale di Palermo, alla presenza del ministero e di Fincantieri.
    
    “Anche il Comune è rimasto in questi mesi in attesa di una convocazione da parte del Mise, mai arrivata, per l'accordo quadro per i due nuovi bacini. All'assessore, abbiamo ribadito la nostra preoccupazione che la vicenda della realizzazione delle nuove infrastrutture sia stata strumentalizzata da Fincantieri per tenere i bacini vuoti e non portare carichi di lavoro a Palermo - dichiarano Francesco Foti, Serafino Biondo e Giuseppe Pirrotta, Rsu Fiom Cgil Palermo – Il Comune non era al corrente della nuova decisione della Regione, che ha cambiato progetto originario e deciso di non dare più il via alla costruzione di un nuovo bacino da 80 mila tonnellate ma di trasformare il vecchio bacino da 52 mila tonnellate in uno da 80 mila tonnellate. Su questo, attendiamo dall'incontro le spiegazioni dell'assessore e vice presidente Mariella Lo Bello”.
    
    All'assessore Lo Bello i lavoratori chiedono garanzie per rimettere in moto il cantiere navale e riportare il lavoro a Palermo. “E' un'ingiustizia, quella che stiamo vivendo, sia come lavoratori sia come cittadini - dichiarano Francesco Foti, Serafino Biondo e Giuseppe Pirrotta, Rsu Fiom Cgil Palermo - Al cantiere abbiamo due bacini fermi da due mesi, quello da 400 mila tonnellate, e quello da 19 mila tonnellate. Si parla di programmi per realizzare altri bacini. Ma perché quelli che già abbiamo non vengono più usati”. Le maestranze della cantieristica palermitana sono considerate al top tra quelle italiane, eppure, nonostante promesse di Fincantieri, proclami nazionali su investimenti da milioni di euro, tutto resta fermo. C'è chi vuole cancellare per sempre il Cantiere Navale di Palermo. Sicuramente le scelte seguono logiche di profitto a noi sconosciute ma una cosa è certa, poiché Fincantieri è lo Stato, la politica dovrebbe trovare soluzioni oppure, seguendo una coerenza che non contraddistingue i nostri politici, dimettersi ed andare via. In agricoltura servono sempre nuove braccia.



 
Giovanni Prestigiacomo
 
 
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