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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 20:20

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(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Giovedì 30 Giugno 2016
No Mafia Memorial

Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia


Umberto Santino 

Palermo 30 Giugno 2016 - Il Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia istituito dal Comune di Palermo, su progetto del Centro Impastato, con una delibera della Giunta Municipale del dicembre 2015. Alla presentazione hanno partecipato i rappresentanti dei due partner del Memoriale: Vincenzo Morgante e Salvatore Cusimano per RAI Radiotelevisione Italiana e Claudia Ciccia per Banca Popolare Etica. La città di Palermo e la Sicilia come luoghi testimoniali di ciò che la parte peggiore dell'uomo ha prodotto e che va rimosso ma mai dimenticato. Le nuove generazioni devono sapere che parte della propria libertà di espressione la devono a chi ha sacrificato se stesso per questa libertà che va difesa con ogni mezzo. "L'impegno della memoria e la necessità assoluta di non dimenticare impongono a tutti di creare a Palermo, la città che più di tutte ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla criminalità mafiosa un luogo dove si possano ricostruire le vicende del movimento antimafia e si possa tenere alta la coscienza civile sul bisogno di legalità e giustizia – ha affermato il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - La creazione di questo spazio è parte di un più ampio percorso, fatto in sinergia con tutti coloro che si sono sempre impegnati nella lotta alla mafia, attraverso iniziative concrete ma anche attraverso la raccolta di materiali, documentazione e carteggi. È un impegno che riguarda non solo la memoria ma anche il futuro, la speranza e le giovani generazioni, mi sembra un segno importante di una città che non dimentica ma anzi fa tesoro anche culturale del sacrificio di tanti cittadini, uomini delle Istituzioni e servitori dello Stato per l'affermazione della legalità come principio cardine dell'agire quotidiano di tutta la comunità". Il Presidente del Centro, Umberto Santino, ha illustrato il progetto. Obiettivo di No Mafia Memorial è raccontare e far rivivere una storia spesso ridotta ad alcuni episodi mediaticamente ricorrenti e con largo impiego di stereotipi, coniugando il duplice profilo dello sviluppo del fenomeno mafioso, fin dalle sue manifestazioni iniziali, e delle lotte contro di esso, sul piano giudiziario-istituzionale e su quello sociale, politico e culturale. L’intento è quello di rileggere correttamente la storia ma soprattutto di offrire una chiave di lettura del presente contribuendo alla progettazione partecipata del futuro con una attenzione costante alla ri-costruzione di una identità della comunità locale. No Mafia Memorial sarà quindi uno spazio educativo, di informazione e comunicazione, di documentazione e studio, uno spazio capace di comunicare emozione, ma anche di proporre riflessioni e chiavi interpretative ai palermitani e al pubblico italiano e internazionale che visita la Città. La sua struttura si discosta dall’idea tradizionale di museo perché si presenta alla comunità locale come un luogo in cui articolare i propri percorsi di ricerca e di confronto e in cui collaborare alla produzione partecipata di senso civico, coinvolgendo gli attori del Terzo Settore, il sistema educativo a tutti i livelli, i centri di studio e ricerca, le imprese che si liberano dal giogo mafioso e chiunque voglia dare il proprio contributo alla costruzione del percorso verso la coscienza antimafia, il senso civico e dei diritti. L’idea di creare a Palermo un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia viene lanciata per la prima volta nel giugno del 2005 con il documento “La memoria e il progetto.

Per la creazione di un Memoriale-Laboratorio della lotta alla mafia” che ne indica le linee-guida e raccoglie numerose e qualificate adesioni, a livello locale, nazionale e internazionale.
    
    Nel 2015, da un confronto tra l’Amministrazione Comunale ed il Centro Impastato, l’idea di dar vita al Memoriale diventa progetto di massima e si traduce nella delibera della Giunta Comunale per la creazione di una nuova Istituzione culturale per la quale il Comune di Palermo mette a disposizione i locali di Palazzo Gulì, in Corso Vittorio Emanuele, e il Centro Impastato conferisce il proprio patrimonio di studi, ricerche e pubblicazioni, la biblioteca-emeroteca, l’archivio storico e fotografico di documenti e atti giudiziari oltre a mettere a disposizione il proprio Gruppo di lavoro, formato da soci e collaboratori, tutti professionalmente qualificati e tutti volontari.
    
    Il nome No Mafia Memorial, registrato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, sostituisce quello iniziale di No Mafia Museum, indicato esplicitamente nella delibera della Giunta Municipale come suscettibile di modifica.

 


    
    Palazzo Gulì è ubicato di fronte ad una importante piazza del centro storico e lungo l’asse urbano che ne costituisce il cardine e attorno a cui si è raggrumata la storia della città, accanto al Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso e in prossimità di altri musei e importanti istituzioni quali Municipio, Università, biblioteche pubbliche, Curia Arcivescovile. Questi elementi rilevanti consentiranno a no mafia memorial di colloquiare con la città sui temi della sua finalità espressa nella denominazione, grazie allo spazio civico aperto più ancora che con qualsiasi altro mezzo. Tra l’altro, Palazzo Gulì si trova all’interno dell’Itinerario arabo normanno palermitano recentemente iscritto nella Lista del Patrimonio Unesco, di cui ospita il visitor center.
    
    Nelle sale al piano nobile del Palazzo si svilupperà il percorso espositivo/multimediale che racconta la storia della mafia dalle origini a oggi e, insieme, le storie di lotta alla mafia e il contesto sociale nel quale entrambe si sono svolte. Pur seguendo un filo cronologico, il racconto è costruito su una vera e propria sceneggiatura che mette insieme linguaggi tradizionali come pannelli e fotografie di grande formato con le più innovative tecnologie digitali interattive capaci di coinvolgere emotivamente il visitatore. Le visite saranno guidate da una sequenza temporale predefinita dettata da apparati multimediali. Saranno fornite ad ogni visitatore cuffie guida in varie lingue che spiegheranno e indirizzeranno durante la visita.
    
    Sono previste postazioni multimediali interattive regolate da un complesso sistema di video proiezioni gestito da computer e in grado di reagire al movimento dei visitatori proiettando sulle superfici della sala (pareti, pavimento) immagini relative al tema di comunicazione prescelto di volta in volta rappresentato con ricostruzioni tridimensionali, filmati di cronaca o interventi di attori, inserti didascalici o di avvenimenti emblematici.
    
    Tutte le postazioni potranno essere controllate, assistite e aggiornate nei contenuti, anche da remoto. Ciò consentirà, senza operare fisicamente sulle macchine, di poter gestire più percorsi di visita a seconda del target di riferimento o, in particolari occasioni come anniversari o iniziative speciali, di riprogrammare temporaneamente l'intero percorso o parte di esso su un tema e tornare poi alla sua normale programmazione.
    
    Sarà realizzata una versione itinerante del percorso espositivo/multimediale.
    
    Il percorso storico sarà rappresentato avvalendosi della letteratura più qualificata e delle ricerche del Centro che, per la definizione dei contenuti da presentare al pubblico, affiancherà al suo Gruppo di lavoro un Gruppo di consulenza formato da giornalisti specializzati del quale fanno parte Lirio Abbate, Nino Amadore, Riccardo Arena, Rino Cascio, Salvatore Cusimano, Enrico Del Mercato, Dino Paternostro, Bianca Stancanelli. Gli altri spazi del Palazzo saranno luoghi e strumenti per lo studio individuale e la ricerca di gruppo, luoghi di incontro, progettazione e animazione sociale, destinati a attività educative.


È previsto che il Memoriale abbia una biblioteca e un’emeroteca, un archivio di documenti e atti giudiziari e un archivio fotografico, una cineteca e una mediateca che conterrà anche i materiali concessi da RAI Teche.
    
    Nel prossimo autunno sarà avviata una campagna di comunicazione finalizzata a costruire il coinvolgimento attivo della città in tutte le sue espressioni individuali e collettive e sarà promossa una rete di adesioni al Memoriale per raccogliere le donazioni e le risorse finanziarie necessarie per l’allestimento della sede di Palazzo Gulì.
    
    È già attivo presso la Filiale di Palermo di Banca Popolare Etica il conto corrente dedicato in via esclusiva al Memoriale e identificato dal codice Iban IT26 E050 1804 6000 0000 0232 761.
    
    Sulla trasparenza delle adesioni e dell’utilizzo dei fondi vigilerà un Comitato di Garanti composto da Enzo Campo, Francesco Giambrone, Francesco La Licata, Simona Mafai, Daniele Marannano.
    
    Il Centro Impastato ha già avanzato una richiesta di sostegno per il Memoriale alla Fondazione con il Sud che è attualmente in fase istruttoria.
    
    Il progetto di creare a Palermo un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia nasce come naturale prosecuzione dell’attività del Centro siciliano di documentazione, avviata nel 1977 con il convegno nazionale “Portella della Ginestra: una strage per il centrismo” e formalizzata nel 1980 con la sua costituzione come Associazione culturale intitolata a Giuseppe Impastato, protagonista della mobilitazione antimafia, assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. L’attività del Centro, attualmente una ONLUS, in 39 anni dalla sua fondazione, si è caratterizzata per la creazione di una struttura (biblioteca, emeroteca, archivio di documenti e atti giudiziari) aperta al pubblico, con il lavoro di ricerca, documentato dalle pubblicazioni, per il lavoro nelle scuole, sin dai primi anni ’80, per la partecipazione a organismi e incontri internazionali, per il ruolo decisivo nella vicenda di Giuseppe Impastato, conclusasi con pieno successo sul piano giudiziario, con le condanne dei mandanti dell’assassinio e, sul piano storico e politico, con la relazione della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini. Oggi più di ieri è necessario diffondere una cultura di buone prassi in cui la legalità deve essere il primo valore sul quale ed attraverso il quale costruire la propria esistenza. Per saperne di più consultate il sito www.nomafiamemorial.org .

 
Giovanni Prestigiacomo
 
 
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