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Messina - Venerdì 5 Agosto 2016
Attacco della Cisl Fp al direttore generale Antonino Le Donne




 

Messina 5 Agosto 2016 – Non si placano i maluimori al Comune di Messina, sindacati in agitazione per tutelare i diritti dei dipendenti. Questa volta il sindacato della Cisl Funzione Pubblica punta molto in alto attaccando il direttore generale del Comune di Messina, Antonino Le Donne e la delegazione trattante per quello che il segretario provinciale, Calogero Emanuele, definisce «un comportamento assurdo, inaccettabile, una vera e propria strumentalizzazione messa in campo da chi non è nelle condizioni di potere dare risposte agli impegni assunti».  Il nodo è la riunione sul contratto integrativo del 2016 convocata dal direttore generale di Palazzo Zanca e dopo rinviata al 31 Agosto. La motivazione addotta, «pretestuosamente» per Calogero Emanuele, era una comunicazione «che – spiega Emanuele - come da consuetudine la Cisl Fp invia a tutti gli enti, ovvero quella della chiusura dei propri uffici amministrativi». Ma lo stesso Emanuele precisa: «Il direttore generale Le Donne aveva comunque ricevuto, a scanso di equivoci, conferma della mia partecipazione al tavolo e infatti questa mattina ero presente a Palazzo Zanca. Questo perché la riunione era stata rinviata tanto che i sindacalisti che hanno accesso alle segrete stanze avevano anche “anticipato” la decisione».  «È stato un clamoroso fuorigioco, quello di “Balotelli”-Le Donne – afferma sarcasticamente Calogero Emanuele – non è sicuramente lo stile che si richiede a un dirigente fuoriclasse». Ma Emanuele rincara la dose, ricordando le parole che l’assessore al Bilancio Luca Eller pronunciò in merito ai comportamenti della classe dirigente che non ritengono di assolvere ai più semplici procedimenti che riguardano i dipendenti. «La precisione dei dirigenti comunali – afferma il segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica – chiaramente è perfetta quando si parla delle loro spettanze che puntualmente disattendono ogni prescrizione della Corte dei Conti, senza acquisire alcun parere da parte dei Revisori dei Conti. Infatti – prosegue Emanuele – è strano che ogni atto che riguarda i dipendenti del Comparto, contrattisti compresi, viene trasmesso ai Revisori, alla Commissione di Vigilanza e alla Corte sei Conti e per la dirigenza non accada».  Intanto i dipendenti aspettano la liquidazione delle spettanze accessorie del 2015, i contrattisti stabilizzati aspettano la ricontrattualizzazione, i precari aspettano la stabilizzazione, oltre la liquidazione dell'acconto delle spettanze 2016, la polizia municipale aspetta e spera i buoni pasti negati ingiustamente da anni e il recupero delle risorse dell'ex fondo regionale della Polizia Municipale.


«E intanto si inventano indennità di responsabilità ai dipendenti imboscati negli uffici dei gruppi politici – denuncia Emanuele - un gioco assolutamente strumentale e strategico messo in campo dai componenti della delegazione trattante e dai dirigenti che sono semplicemente inadatti a reggere la farraginosa macchina amministrativa del Comune di Messina: dissestato, squilibrato, male amministrato, male rappresentato e mal gestito».
    
    Ma le accuse della Cisl Funzione Pubblica non si fermano qui e sono rivolte anche alla Giunta: «Una Amministrazione che si tiene attaccata al carro trincerandosi dietro un piano di riequilibrio che s’è iniziato tre anni fa e che ancora non vede la luce o su una fantomatica società o multiservizi che deve mettere tutto dentro i servizi essenziali, tranne poi ripensarci e tornare indietro. Purtroppo, ancora, i tenutari dei cordoni della borsa della città tengono in piedi l'amministrazione "caduta nel basso"».

 
Diana Abbate
 
 
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