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(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Messina - Mercoledì 24 Agosto 2016
​Giunta Accorinti, è cambiamento politico?




Il sindaco Renato Accorinti 

Messina 24 Agosto 2016 – Un nuovo fenomeno va giudicato nel tempo per vedere se le differenze giustificano il cambiamento. Ogni cambiamento però presuppone la perdita di qualcosa e l'acquisizione di qualcos'altro. Entrambi vanno posti sulla bilancia della convenienza e della opportunità per verificarne punti di forza e di debolezza. Lo stesso metodo lo si sta adoperando per la Giunta Accorinti che, dopo la sua apparizione non avrebbe portato quei cambiamenti di cui si era fatta portatrice in campagna elettorale. Antonio Gallo, Presidente provinciale delle Acli di Messina interviene sull'argomento con proprie considerazioni dopo questi anni in cui ha amministrato la Giunta di Renato Accorinti. “La querelle relativa alla emergenza rifiuti (comprese le erbe selvagge che germogliano gioiose lungo alcuni marciapiedi) sottolinea la deriva sempre più integralista ed ideologica della Giunta Accorinti. Infatti se essa è salvifica ed ideologicamente perfetta, per questo motivo al Governo della Città, come può mai la semplice constatazione di un fatto contrastarla? Tanto peggio per il fatto: deve essere sbagliato! Al di là delle battute, è chiaro che tornano ad emergere tutte le contraddizioni di un fenomeno che si è rivelato vuota antipolitica, che è stato incapace di dialogare con i grandi soggetti popolari perché chiuso nel castello della sua perfezione salvifica. È anche vero purtroppo che emergono tutte le responsabilità ed inadeguatezze di quelle aree politiche che, poco più di tre anni fa, hanno chiesto ai cittadini un voto per battere l’avversario da loro ritenuto più pericoloso, anziché percorrere la strada di un confronto al ballottaggio tra i progetti rimasti in campo, tra le capacità di determinare alleanze e quindi provare a far sentire la voce di Messina fuori dalla stessa città. Il richiamo per noi è quindi alle grandi tradizioni non localiste ma autonomiste dei cattolici democratici, dei laici riformisti o in alternativa alla tradizione liberale, dalle cui classi dirigenti anche a Messina dovranno pervenire proposte valide per il governo della Città. È dunque il caso di riflettere, in ogni consesso elettivo, astenendosi possibilmente dal raccontare la favoletta che la colpa è di “ quellichec’eranoprima”, ricordando sempre che la libertà di stampa è un valore assoluto della democrazia e che va difesa, come intendiamo fare per quel che ci compete, sia quando se ne condividono le opinioni, sia quando non le si condividono, fermo restando che i fatti sono fatti e la stampa assolve al suo dovere civico rilevandoli”.


Se i contenuti, marcatamente sofistici, della Giunta Accorinti sono responsabili di una non corretta amministrazione della città allora occorre rivedere il nostro approccio al concetto di impegno politico. Ci si chiede allora se dobbiamo rivedere in maniera eticamente diversa la gestione della cosa pubblica o il problema dipende da altre cause. Una cosa è certa, i partiti hanno fallito ed occorrerebbe sostituirli con qualcosa che fosse al di sopra di essi in modo che impegno e tracciabilità delle responsabilità non fossero più un retaggio arcaico di un modo sbagliato di fare politica.
    
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Diana Abbate
 
 
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