Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento 2016-12-08 07:00:50

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Lunedì 29 Agosto 2016
L’Ora:la storia del primo giornale antimafia


 

Palermo 29 Agosto 2016 – Il 28 Agosto è stato il settantunesimo anniversario della nascita della Società Editrice L’Ora”, fondata da Sebastiano Lo Verde, genero del vecchio proprietario del giornale Filippo Pecoraino che a sua volta aveva acquistato la maggioranza delle quote azionarie dalla famiglia Florio nel 1914: La casa editrice aveva l’obiettivo di riportare in edicola la storica testata giornalistica fondata dai Florio nel 1900 e successivamente chiusa a causa alla caduta della dittatura fascista. Il giornale, infatti, tornerà in edicola e riprenderà le pubblicazioni in ambito nazionale dall’8 aprile del 1946 con la testata “L'Ora del Popolo. L’origine storica del glorioso giornale palermitano, che chiuse definitivamente la sua attività sulla carta stampata nel 1992, si deve all’iniziativa della famiglia Florio che, per volontà del suo capostipite Ignazio, volle che la Sicilia avesse un organo d’informazione affinché la borghesia imprenditoriale dell'isola potesse esprimere le proprie richieste al Governo nazionale, che trascurava il meridione d'Italia, ed in contrapposizione ad altre testate locali di tendenza filogovernativa e più vicine all'aristocrazia terriera e conservatrice. Infatti, il 22 aprile 1900, esce il primo numero del giornale L’Ora con il sottotitolo di “Corriere politico quotidiano della Sicilia “. Il primo proprietario del giornale risulta essere ufficialmente il marchese Carlo Starrabba di Rudinì, figlio dell'ex Presidente del Consiglio Antonio Starabba, marchese di Rudinì, ma la maggior parte delle azioni della società editrice appartenevano a Ignazio Florio, finanziatore e principale promotore dell'iniziativa editoriale, che ne assunse ufficialmente la proprietà nel 1904. Il primo evento di grande rilievo che il giornale dovette affrontare fu la repressione della manifestazione degli operai dei cantieri navali di Palermo e della Fonderia Oretea che il 1º marzo del 1901 scesero in piazza per uno sciopero generale contro il governo Giolitti.

La dimostrazione dei lavoratori venne repressa nel sangue dall'esercito con l’uccisione di sei manifestanti.
    
    Dal 1907 il giornale allargo i suoi orizzonti stipulando accordi per lo scambio di informazioni con altri grandi quotidiani stranieri e cominciò la collaborazione con “corrispondenti” a Tokyo, Vienna e Berlino.
    
    Sulle sue pagine cominciarono a scrivere molte firme prestigiose tra cui Luigi Pirandello e Giovanni Verga.
    
    Nel 1914 a causa del declino della situazione economica della famiglia Florio, la maggioranza delle quote del giornale furono cedute a Filippo Pecoraino, facoltoso imprenditore nell’ambito dei mulini e dei pastifici, già proprietario dal 1904 delle quote di minoranza del marchese di Rudinì.

 


    
    Durante il periodo fascista il giornale L’Ora, venne temporaneamente chiuso e vennero sequestrati tutti i beni della famiglia Pecoraino. Per poi essere restituiti, incluso il giornale, ma per la sua pubblicazione fu imposto l’obbligo del sottotitolo “Quotidiano fascista del Mediterraneo”.
    
    Nel 1934 a causa delle difficoltà economiche mondiali, causate dalla grande crisi del 1929, l'impresa Pecoraino cedette il giornale all’industriale Virga, altro imprenditore siciliano, e la gestione passò direttamente nelle mani della Federazione provinciale fascista di Palermo per chiudere nuovamente il 27 agosto del 1943 a causa della fine del regime fascista.
    
    Il 28 agosto del 1945, il giornale fu acquistato da Sebastiano Lo verde, genero di Filippo Pecoraino, segnando la sua rinascita con l’inizio delle pubblicazioni dall’8 aprile del 1946 con la testata “L'Ora del Popolo”.
    
    Il 3 novembre 1954 la proprietà passo alla società “Gate” di pertinenza del Partito Comunista e dal quel momento il giornale inizio il suo periodo d'oro sotto la direzione di Vittorio Nisticò, fino al 1976. E' in quest'epoca che nasce il giornalismo antimafia e che si formano tre generazioni di cronisti nella redazione di Piazzetta Napoli. Il racconto delle battaglie del giornale si intreccia così con i casi di cronaca più significativi e con i drammi che hanno portato alla morte di tre cronisti de L'Ora, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato.
    
    Il 19 ottobre 1958 la storica sede del quotidiano, sita in piazzetta Francesco Napoli nr. 5, fu devastata dall'esplosione di una carica di 5 chili di tritolo, che danneggiò parte delle rotative. Il 20 ottobre il giornale fu nuovamente in edicola seguendo un percorso che attraversa la storia della Sicilia, dalla prima inchiesta antimafia nel 1958 fino al terremoto del Belice, dal governo regionale di Silvio Milazzo alla guerra di mafia degli anni ‘80, impreziosito dalla collaborazione di intellettuali come Leonardo Sciascia e interessandosi alle attività culturali.


Nel 1973, il quotidiano finì nella bufera chiamata “Scandalo Isab” per aver ricevuto una quota di tangenti dal petroliere Garrone, per tacere sulle irregolarità in atto per la costruzione della Raffineria Isab. Da questo momento, con il diffondersi delle emittenti private e l'uscita di nuovi giornali, incominciò il suo declino e fu trasformato in “quotidiano del mattino”.
    
    Negli anni ’80 i dissidi tra i Segretari del partito comunista e giornalisti portarono alla sempre più modesta “tiratura quotidiana”. Il giornale continuò a calare inesorabilmente la vendita delle copie, passando dalle 25000 copie fatte registrare all'inizio degli anni '70 all'esiguo numero di 2000 copie nel 1990. Le spese, quindi, si rivelarono eccessive. Il quotidiano cessò definitivamente le pubblicazioni il 9 maggio del 1992, pochi giorni prima della strage di Capaci.
    
    Il 20 ottobre del 2014 una cooperativa di giornalisti cercò di rilanciarlo stampando il quotidiano on-line “L'Ora Quotidiano” ma la testata chiuse dopo pochi mesi, nel febbraio 2015. Nell’anno 2000, l'archivio del quotidiano è stato acquistato dalla regione Siciliana e dal 2007 è stato messo a disposizione del pubblico.
    
    
    
    ngibiino@gdmed.it

 
Antonino Gibiino
 
 
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