Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 20:20

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Mercoledì 7 Settembre 2016
Orlando:"Abbiamo riportato il teatro sui binari giusti"

Teatro Biondo,presentata la stagione 2016/2017


 

Palermo 7 settembre 2016 – In scena, oltre alla trattativa in corso con i sindacati, per scongiurare i licenziamenti anche la presentazione del cartellone della nuova stagione teatrale. E' ottimista Leoluca Orlando che invita tutti ad essere altrettanto nonostante le vicissitudini vissute in questi mesi al Teatro Biondo che vanta maestranze d'eccellenza. Venti spettacoli distribuiti tra Sala Grande e Sala Strehler, di cui 9 tra produzioni e coproduzioni, sette tipi diversi di abbonamento, che consentono di personalizzare la proposta artistica, sei spettacoli in tournée. Sono questi i numeri della stagione 2016/2017 del Teatro Biondo di Palermo, una stagione ricca e variegata, che punta sulle emozioni più vive e che prenderà il via il 28 ottobre con il debutto di Odissea a/r dell'artista principale ospite Emma Dante, spettacolo interpretato dai 23 allievi attori della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Biondo, reduce dal successo dell'anteprima nazionale al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto. La nuova stagione del Biondo è stata presentata stamattina dal direttore Roberto Alajmo, insieme al presidente del teatro Giovanni Puglisi, al dirigente della Regione Sergio Gelardi, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, all'assessore alla cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano e al consigliere di amministrazione del Biondo Vittorio Scaffidi Abbate. Valutando con attenzione la crisi cui deve far fronte in questo momento il Teatro Biondo, il direttore Roberto Alajmo ha impaginato un cartellone di qualità, che punta sull'intesa con lo Stabile di Catania per ammortizzare i costi, sia di produzione sia di ospitalità, e che valorizza le risorse siciliane e i rapporti di collaborazione con i principali teatri nazionali: «Le crisi servono a offrire nuove opportunità, e questa non fa eccezione - afferma Alajmo - Con questo cartellone variegato e appassionante chiediamo alla città di trasformare in solidarietà concreta il consenso che di recente abbiamo sentito stringersi attorno al Biondo. I cittadini di Palermo sono chiamati a diventare quasi azionisti, del loro teatro». Un principio ribadito anche dal presidente Giovanni Puglisi, che ha ricordato come la gestione amministrativa del Teatro sia stata negli anni prudente e virtuosa: «Il deficit che ci stiamo impegnando a ripianare è dovuto principalmente ai tempi e alle modalità di finanziamento dei Soci, che purtroppo sono legati a loro volta alle tardive approvazioni dei loro bilanci. Tuttavia, l'Assemblea dei Soci si è impegnata a garantire nel prossimo triennio le proprie contribuzioni e il Consiglio di Amministrazione a guidare la gestione amministrativa e finanziaria con la massima attenzione e oculatezza e a trovare gli strumenti più idonei per ottimizzare le risorse interne al Teatro. Grazie all'impegno di tutti e al lavoro di Roberto Alajmo, oggi presentiamo un cartellone di qualità, che ci fa essere ottimisti sul futuro e sulla risposta del nostro pubblico.

È l'obiettivo di mesi e
    
    mesi di lavoro ma anche un nuovo punto di partenza per il rilancio del
    
    Teatro». «La stagione del Teatro Biondo riparte alla grande - ha dichiarato il
    
    sindaco Leoluca Orlando - e lo fa con un cartellone particolarmente
    
    accattivante che consegna i grandi classici della letteratura agli
    
    artisti locali. Siamo riusciti in modo collettivo nell'intento di
    
    riportare questo importante teatro pubblico palermitano sui binari
    
    giusti, con un direttore che negli ultimi due anni ha fatto un lavoro
    
    straordinario e che ha la giusta consapevolezza che per rimettere in
    
    sicurezza il teatro è necessario curare anche la parte finanziaria.

 

Il
    
    Biondo adesso ha bisogno del contributo di tutti, anche per
    
    raggiungere l'obiettivo del riconoscimento di teatro nazionale, serve
    
    il concorso dei lavoratori, dei soci, della direzione. Ma in primo
    
    luogo l'aiuto degli spettatori, palermitani e non, che mi auguro
    
    accorrano numerosi». «Con la presentazione della stagione 2016/2017 - ha dichiarato
    
    l'assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusumano - si
    
    conferma l'intenzione dell'Amministrazione comunale, dei soci e della
    
    dirigenza del Teatro Biondo di rilanciare il progetto del teatro della
    
    Città e la ferma volontà di superare le difficoltà nell'ottica, non
    
    soltanto di un mero risanamento dell'ente, ma piuttosto di un
    
    ulteriore slancio verso l'obiettivo di un teatro d'interesse
    
    nazionale. Gli sforzi sin qui profusi per comporre un nuovo abito al
    
    teatro, con un occhio di riguardo alle nuove produzioni, agli artisti
    
    del territorio e alla straordinaria esperienza della scuola diretta da
    
    Emma Dante, trovano oggi un punto di contatto e di sinergia, e ci
    
    auguriamo che tutto ciò possa essere interpretato dal pubblico con
    
    entusiasmo e fiducia. È un importante momento di svolta, che traccerà
    
    la sostenibilità del progetto Teatro Biondo per gli anni a venire».
    
    
    
    La nuova stagione, in sintonia con il progetto artistico che in questi
    
    anni ha contribuito a svecchiare il repertorio nel segno della
    
    contaminazione e dell'originalità delle proposte, spazia dal teatro di
    
    narrazione ai classici riletti in chiave contemporanea, dal teatro
    
    musicale a quello di impegno civile, dall'umorismo alla
    
    sperimentazione.


    
    
    
    Dopo il debutto dell'Odissea, che Emma Dante ha immaginato come una
    
    fiaba ironica e movimentata, offrendone una lettura inedita,
    
    divertente, dissacrante e allo stesso tempo fedele al poema di Omero,
    
    il palcoscenico del Biondo ospiterà, dal 25 novembre al 4 dicembre, Le
    
    serve di Jean Genet, coprodotto con il Teatro Stabile di Catania e
    
    Teatro e Società e diretto da Giovanni Anfuso. In scena tre grandi e
    
    popolari attrici del cinema e del teatro nazionale: Anna Bonaiuto,
    
    Manuela Mandracchia, Vanessa Gravina.

Vincenzo Pirrotta 

Scritto nel 1947 e ispirato a un
    
    evento di cronaca che impressionò enormemente l'opinione pubblica
    
    francese, Le serve è considerato il capolavoro di Genet: una perfetta
    
    macchina teatrale in cui il gioco del 'teatro nel teatro' è svelato
    
    per mettere a nudo, in modo sorprendente, la menzogna della scena.
    
    Claire e Solange, due serve smunte e androgine, vivono un rapporto di
    
    amore-odio con la loro padrona, la sontuosa Madame, che incarna tutti
    
    gli ideali perduti: eleganza, bellezza, successo.
    
    
    
    A seguire, dal 20 al 29 gennaio, tornano al Biondo Marco Baliani e
    
    Lella Costa, autori e interpreti di HUMAN, che affronta con ironia e
    
    impegno l'odissea ribaltata' dei migranti. I due attori sono partiti
    
    dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del
    
    migrare. Da un lato l'Eneide, che celebra la nascita dell'impero
    
    romano da un popolo di profughi, e dall'altro il mito di Ero e
    
    Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte dell'Ellesponto.
    
    HUMAN, volutamente sbarrato come a significare la presenza dell'umano
    
    e al tempo stesso la sua negazione, si propone di inquietare lo
    
    spettatore, turbarlo e assediarlo di domande, e andare a toccare i
    
    nervi scoperti della nostra cultura riguardo alla dicotomia
    
    umano-disumano.
    
    
    
    Dal 10 al 19 febbraio debutterà in prima nazionale Macbeth - Una
    
    magarìa, una nuova coproduzione del Biondo e dello Stabile di Catania
    
    affidata al regista Vincenzo Pirrotta, che lo interpreterà insieme a
    
    Cinzia Maccagnano. Una rilettura aspra e terrigna del Macbeth
    
    shakespeariano, che Pirrotta immagina nel segno di una 'magarìa', una
    
    magia, un incantamento intriso di ritualità occulte e arcaiche
    
    leggende siciliane.

«La vicenda - spiega il regista - sarà introdotta
    
    da una danza macabra, una vera e propria messa nera officiata dalle
    
    streghe, che presagisce influenze maligne e un vortice incantatorio
    
    nel quale precipiteranno i protagonisti. La mia idea è che le streghe,
    
    con i loro oscuri presagi, restino attaccate ai personaggi come un
    
    cordone ombelicale, condizionandone le scelte e i comportamenti.
    
    Alcuni riusciranno a liberarsi recidendo questo cordone, ma non il
    
    protagonista e Lady Macbeth, i quali, come in preda a una possessione,
    
    compiranno i terribili delitti narrati da Shakespeare».

La camnpagna della scorsa stagione 


    
    
    
    Dal 24 febbraio al 5 marzo, per la prima volta a Palermo andrà in
    
    scena l'Orchestra di Piazza Vittorio, un collettivo multietnico nato
    
    nel 2002 a Roma nel rione Esquilino, dove gli italiani sono una
    
    minoranza etnica. L'Orchestra, diretta da Mario Tronco, rappresenta
    
    una realtà unica ed esemplare, perché è nata grazie
    
    all?auto-tassazione di alcuni cittadini che hanno creato posti di
    
    lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti
    
    provenienti da tutto il mondo, promuovendo la ricerca e l'integrazione
    
    di repertori musicali diversi. Al Teatro Biondo, l'Orchestra proporrà
    
    Il flauto magico, rielaborazione dell'opera di Mozart dove
    
    confluiscono generi di varia provenienza, dal folk, al reggae, alla
    
    musica classica, passando per il pop e il jazz. Allo stesso modo,
    
    anche l'ambientazione dell'opera si fa caleidoscopica: se il Flauto di
    
    Mozart si svolgeva in un Egitto fantastico, quello dell'Orchestra è
    
    ambientato nella società multirazziale dei nostri tempi, ma senza
    
    precisi riferimenti alla geografia reale, un luogo che è un non-luogo
    
    o tutti i luoghi possibili. In questa nuova Babele è la musica il
    
    linguaggio universale.
    
    
    
    Dal 7 al 12 marzo sarà la volta de Il casellante, adattamento di
    
    Giuseppe Dipasquale dell'omonimo racconto di Andrea Camilleri,
    
    interpretato da Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine. Il
    
    casellante, che tra i racconti di Camilleri del cosiddetto 'ciclo
    
    mitologico', è uno dei più divertenti e allo stesso tempo struggenti,
    
    racconta la storia di Minica e di suo marito Nino, della loro modesta
    
    vita nella solitaria casetta gialla accanto a un pozzo e a un ulivo
    
    saraceno, durante gli ultimi anni del fascismo.

Nino, che nel tempo
    
    libero si diletta a suonare il mandolino, fa il casellante lungo la
    
    linea ferroviaria che collega i paesi della costa. La zona, alla
    
    vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari
    
    e fascisti che, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più
    
    sfrontati. Una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere
    
    ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e
    
    mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica, che
    
    aspetta un bambino.
    
    
    
    La sperimentazione drammaturgica di Michele Santeramo e della regista
    
    Veronica Cruciani sarà di scena dal 14 al 19 marzo con Preamleto,
    
    prodotto dal Teatro di Roma e interpretato da Massimo Foschi e Manuela
    
    Mandracchia.

 

Preamleto parte da Shakespeare per raccontare i fatti
    
    prima della morte di Re Amleto, analizzando in chiave contemporanea il
    
    concetto di potere. Nel testo di Santeramo il Re non è morto, Amleto
    
    vuole il potere, Gertrude sente che tutto le sfugge, Claudio non vuole
    
    usare nessun veleno contro suo fratello, Polonio aspetta che le cose
    
    si mettano a suo vantaggio. I personaggi di Shakespeare sono colti nel
    
    loro privato, prima che la tragedia abbia inizio.
    
    
    
    La comicità surreale e graffiante di Antonio Rezza approda per la
    
    prima volta sul palcoscenico del Teatro Biondo con uno degli
    
    spettacoli di maggior successo della coppia Rezza/Mastrella: Fratto_X.
    
    In una scena ingegnosa e astratta due persone discorrono
    
    sull'esistenza. Ma si può parlare con qualcuno che ti presta la voce'
    
    Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda' Antonio
    
    Rezza e Flavia Mastrella non puntano il dito contro l'illogicità del
    
    mondo ma scelgono di abitarla, di portarla ai limiti del nonsense e di
    
    renderla persino comica. La forma buffa, lo sdoppiamento del
    
    linguaggio e l'intelligenza delle battute che rasenta la follia,
    
    vengono usati per scuotere lo spettatore dalle sue certezze e farlo
    
    ridere inconsapevolmente di se stesso.
    
    
    
    Alle scene fantasiose e cangianti di Flavia Mastrella faranno eco le
    
    sorprendenti invenzioni scenotecniche della Compagnia Finzi Pasca di
    
    Lugano, che dal 31 marzo al 9 aprile proporrà Bianco su Bianco, uno
    
    spettacolo teatrale e clownesco, una storia raccontata da un'attrice e
    
    da un 'tecnico di scena'. Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen
    
    costruiscono per il pubblico un mondo surreale, fatto di geometrie
    
    semplici e paesaggi lineari.


È l'essenzialità della macchina scenica a
    
    sorprendere, attraverso la quale ci si addentra sul terreno della
    
    memoria, lasciandosi condurre per mano da questi due clown che non
    
    incarnano l''insensatezza ma la fragilità degli eroi perdenti.
    
    
    
    Silvio Orlando sarà protagonista, dal 18 al 23 aprile, de La scuola di
    
    Domenico Starnone, uno spettacolo cult, andato in scena per la prima
    
    volta nel 1992 e dal quale fu tratto l'omonimo film di Daniele
    
    Luchetti. Lo spettacolo nasceva come dipinto della scuola italiana di
    
    quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino
    
    che stava intraprendendo il sistema scolastico italiano, oggi
    
    nuovamente sotto i riflettori. «Ho deciso di riportare in scena lo
    
    spettacolo più importante della mia carriera - spiega Silvio Orlando -
    
    a vent'anni di distanza per fare un bilancio sulla scuola e vedere
    
    cos'è successo poi». Siamo in tempo di scrutini: un gruppo di
    
    insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in
    
    tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna. Dal
    
    confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali,
    
    amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi
    
    esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il
    
    dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno
    
    spettacolo irresistibilmente comico e allo stesso tempo di grande
    
    densità.
    
    
    
    Il programma della Sala Grande si concluderà, dal 5 al 14 maggio, con
    
    il debutto in prima nazionale di TROILOVSCRESSIDA, il nuovo spettacolo
    
    di ricci/forte - la coppia più irriverente e dirompente della scena
    
    teatrale contemporanea - pensato per gli allievi della Scuola del
    
    Teatro Biondo. Uno spettacolo che si preannuncia carico di
    
    provocazioni e invettive contro il falò delle vanità dell'odierna
    
    società. ricci/forte partono da Troilo e Cressida di Shakespeare per
    
    coinvolgere gli allievi del Biondo in una performance all'ultimo
    
    respiro, che smaschera le falsità e la vacuità del potere.
    
    
    
    La parallela stagione nella Sala Strehler avrà inizio il 2 novembre
    
    con Gesta dell'Orlando furioso narrate da Brunello! di Salvo Piparo
    
    per la regia di Luigi Maria Burruano, con le musiche di Marco Betta.
    
    Insieme a Piparo, saranno in scena Costanza Licata, Irene Maria
    
    Salerno e Francesco Cusumano. Uno spettacolo divertente e colto, che
    
    racconta, in modo volutamente infedele, una delle più grandi favole
    
    della letteratura moderna occidentale agganciandola alla realtà di
    
    oggi: gli eroi di Ariosto diventano visionari senza senno, che
    
    chiedono consiglio a una luna piena di ricotta come un biscotto di San
    
    Martino, Angelica è una donna dai discutibili costumi e Medoro un
    
    amante instancabile e cocciuto.
    
    
    
    Dall'11 al 21 gennaio, dopo il debutto estivo nel cortile dello Steri,
    
    la Sala Strehler ospiterà Almanacco Siciliano di Roberto Alajmo,
    
    diretto e interpretato da Vincenzo Pirrotta, in scena insieme ad Elisa
    
    Lucarelli e Cinzia Maccagnano. L'Almanacco di Alajmo è una rivoluzione
    
    di prospettiva: racconta, come in una soggettiva e con l'intensità di
    
    un'orazione civile, il congedo prima del buio di uomini e donne uccisi
    
    nel corso dei cinquant'anni della guerra di mafia in Sicilia. Quasi un
    
    repertorio che non si perde in interpretazioni, lasciando fuori lo
    
    spargimento di sangue, proprio come avveniva nelle tragedie greche.
    
    
    
    Dal'1 al 5 febbraio torna sul palcoscenico della Strehler Tre di
    
    coppie di Franco Scaldati nella messa in scena di Franco Maresco con
    
    Gino Carista, Giacomo Civiletti e Melino Imparato, con le musiche
    
    originali di Salvatore Bonafede. Dopo il successo dello scorso anno e
    
    in vista di una tournée italiana, il Teatro Biondo ripropone lo
    
    spettacolo di Maresco che, basandosi su alcuni testi di Scaldati, ha
    
    realizzato una serie di 'variazioni' sul tema della coppia nell'opera
    
    del drammaturgo palermitano.
    
    
    
    Le candide figurine trasognate di Totò a Vicè e l'inedita coppia del
    
    Corto e il Muto, un duetto tanto irresistibile quanto scurrile,
    
    insieme ai tragicomici Santo e Saporito de La notte di Agostino il
    
    topo sono i protagonisti dello spettacolo, che Maresco dedica a
    
    Scaldati ma anche all'attore Gaspare Cucinella, recentemente
    
    scomparso, insieme al quale Scaldati dava vita in scena proprio ai
    
    suoi poetici e irriverenti duetti.
    
    
    
    A seguire, dall'8 al 12 febbraio, Mario Perrotta, considerato uno dei
    
    maggiori narratori di nuova generazione, interpreterà Italiani
    
    cìncali!, scritto insieme a Nicola Bonazzi: un progetto teatrale
    
    sull'emigrazione italiana del secondo dopoguerra, che Perrotta ha
    
    realizzato dopo aver raccolto numerose testimonianze in giro per
    
    l'Italia.
    
    
    
    Ancora una produzione targata Biondo di Palermo dal 22 febbraio al 4
    
    marzo: O come buco. Scritto e diretto da Giovanni Lo Monaco, è il
    
    terzo capitolo di una tetralogia di sui rapporti parentali. Un
    
    percorso cominciato alcuni anni fa con You know..., cui ha fatto
    
    seguito, lo scorso anno, il primo studio su A fondo. Il nucleo
    
    ossessivo, comune a queste drammaturgie, è la famiglia tradizionale,
    
    un'istituzione che - secondo Lo Monaco - mostra ormai limiti di ogni
    
    genere. Una tragedia in salsa contemporanea nella quale il tabù
    
    dell'incesto serve come espediente per svelare quello che, secondo Lo
    
    Monaco, è il vero tabù dei nostri giorni, ossia la rappresentazione di
    
    un certo tipo di famiglia, quella 'nucleare', dove spesso si condensa
    
    un insieme di valori che assumiamo come dato oggettivo, naturale e
    
    inconfutabile. Valori che questo spettacolo, provocatoriamente, vuole
    
    mettere in discussione.
    
    
    
    Paolo Briguglia e Silvia Ajelli saranno i protagonisti della commedia
    
    drammatica Nel nome del padre, che il Biondo allestirà dal 15 al 25
    
    marzo affidando la regia ad Alfio Scuderi. Due giovani si trovano in
    
    un luogo misterioso, che presto si rivela come una sorta di
    
    purgatorio, dove essi devono liberarsi dai loro drammatici ricordi per
    
    approdare ad una meritata pace eterna. Lei e' figlia di un uomo
    
    potentissimo, un vero e proprio protagonista del mondo del potere e
    
    del danaro, lui e' il figlio di un povero rivoluzionario, per lungo
    
    tempo esule dalla sua patria, che lotta per sconfiggere quel mondo ed
    
    imporre una nuova eguaglianza tra gli uomini. Il dramma si sviluppa
    
    intorno al serrato dialogo liberatorio di questi due personaggi, nel
    
    luogo dell'anima non ben precisato dove s'incontrano, quasi una sala
    
    d'attesa verso un ipotetico aldilà.
    
    
    
    Ancora un omaggio al drammaturgo palermitano Franco Scaldati, dal 29
    
    marzo al 2 aprile, con la messa in scena di Assassina, uno dei suoi
    
    testi più divertenti e metafisici, nella nuova messa in scena di Enzo
    
    Vetrano e Stefano Randisi. Una vecchina e un omino vivono nella stessa
    
    casa dove si preparano da mangiare, si lavano, parlano e giocano coi
    
    loro animali: la gallina Santina e il topo Beniamino. Ma la vecchina e
    
    l'omino non si conoscono, non si sono mai incontrati, anzi ignorano
    
    l'uno l'esistenza dell'altro. E quando improvvisamente, una notte, si
    
    scoprono a dormire nello stesso letto, che ognuno ovviamente giura
    
    essere il suo, comincia un'infinita sequenza di battibecchi,
    
    interrogatori, accuse e smentite, scambi di identità.
    
    
    
    Il programma proseguirà, dal 5 al 9 aprile, con Boxe, il nuovo
    
    spettacolo di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, per i quali il ring
    
    è una metafora del palcoscenico e della vita. Quando il pugile sale
    
    sul quadrato non è solo: attorno a lui c'è il team, attorno al team
    
    c'è il pubblico. Il pugile resiste a colpi durissimi, sfida il
    
    sistema. Il suo team è lì, attorno al quadrato, a ricordargli che lui
    
    è l'eroe designato a condurre tutti alla vittoria. Il pubblico
    
    partecipa alle gesta dell'eroe. «Ma nel nostro mondo non è così -
    
    spiegano i due registi - Lo specchio riflette un'immagine abbastanza
    
    desolante del nostro mondo, un mondo svuotato che non cerca più eroi,
    
    ma uomini e donne preconfezionati».
    
    
    
    Infine, dal 3 al 7 maggio, andrà in scena Aspettando Antigone di
    
    Claudio Zappalà per la regia di Mauro Avogadro. Il testo, vincitore
    
    del 'Premio Cendic-Segesta 2015', è nato all'interno del Laboratorio
    
    di drammaturgia della 'Scuola dei mestieri dello spettacolo' del
    
    Teatro Biondo, curato da Beatrice Monroy. Il giovane autore reinventa
    
    il mito mettendo in luce personaggi tutt'altro che eroici, che nella
    
    tragedia di Sofocle non hanno alcun peso: le quattro guardie che
    
    sorvegliano il cadavere di Polinice, alle quali è restituita una
    
    rinnovata dignità, quella dell'uomo comune che discute sulla vita e
    
    l'affronta quotidianamente nell'impossibilità di decifrarla.
    
    
    
    Intensa anche l'attività in tournée, con gli spettacoli Odissea a/r di
    
    Emma Dante (Napoli, Roma, Pordenone, Pistoia), Bestie di scena di Emma
    
    Dante (Milano), Minetti di Roberto Andò (Messina, Roma, Milano,
    
    Vicenza, Catania, Torino, Pordenone), Tre di coppie di Franco Maresco
    
    (Bologna, Brescia), Horcynus Orca di Claudio Collovà (Messina),
    
    Lampedusa Way di Lina Prosa (Milano), 1, 2, 3, crisi' di Giuseppe
    
    Provinzano (Bologna, Vignola, Castelfranco, Modena).
    
    
    
    La campagna abbonamenti avrà inizio giovedì 8 settembre, i vecchi
    
    abbonati hanno diritto alla riconferma del posto fino al 30 settembre.
    
    
    
    Tra le nuove convenzioni, di particolare significato quella con la
    
    FOSS - Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, i cui abbonati
    
    avranno diritto al 40% di sconto sul costo dell'abbonamento. Una stagione di queste proporzioni merita una partecipazione non solo degli affezionati ma anche di coloro che si avvicinano al teatro per la prima volta e vogliono conoscerlo con più attenzione. Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta.

 
Ida Cangemi
 
 
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