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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento venerdì 9 dicembre 2016, 13:51

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Messina - Lunedì 26 Settembre 2016
Caserma “Di Maio”




Il sindaco Renato Accorinti 

Messina 26 settembre 2016 – In questi anni, nonostante le misure di sicurezza fosse sempre state disattese, vi hanno lavorato e vi continuano a lavorare un centinaio di agenti, ma ora la situazione è diventata insostenibile ed occorre prendere decisioni opportune per evitare il peggio.«Ispettorato del lavoro, Azienda Sanitaria Provinciale, Vigili del Fuoco assumano le determinazioni di competenza sull’annosa problematica della Caserma “Orazio di Maio”». A chiederlo è la Cisl Funzione Pubblica di Messina con una decisione maturata nel corso dell’assemblea dei lavoratori che è servita a tracciare il percorso da seguire per le vertenze aperte della categoria.  «Sulla Caserma di Via Fermi si è perso troppo tempo – ha sostenuto il segretario generale della Cisl Fp Messina, Calogero Emanuele - nonostante le nostre continue sollecitazioni si sono registrati troppi silenzi e un’assoluta inerzia da parte del Comandante che, invece di adottare gli opportuni provvedimenti a tutela dei propri lavoratori, si è limitato negli anni a chiedere agli Uffici preposti alla gestione degli immobili Comunali gli interventi manutentivi mai effettuati».  Per la Cisl una responsabilità e inerzia che va condivisa con l’attuale Amministrazione che si è limitata solo a fare proclami. «Nostro malgrado, come sindacato, siamo costretti ad assumere posizioni ferme ed intransigenti perché non può essere assolutamente consentito che i lavoratori del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Messina siano alloggiati in strutture inadeguate e non conformi agli standard minimi di sicurezza. È ancora più grave la sostanziale inerzia del datore di lavoro anche in considerazione dei formali impegni assunti nel settembre del 2015 al tavolo prefettizio, convocato da Sua Eccellenza il Prefetto per raffreddare la vertenza a seguito dello stato di agitazione del personale proclamato dalle Organizzazioni sindacali».  Da allora nulla è stato fatto, denuncia la Cisl Fp, «neanche quelle piccole manutenzioni ordinarie che avrebbero dato la sensazione di un intrapreso percorso virtuoso».


  Piccole cose, dalla riparazione di un bagno alla tinteggiatura delle pareti e alla sanificazione degli ambienti con una pulizia più accurata. «Siamo quindi costretti a ricorrere alla autorità competenti, ognuna per la specifica competenza, perché queste effettuino accertamenti ispettivi per valutare se la struttura può essere adibita a luogo di lavoro senza creare pregiudizio alla salute e all'integrità fisica dei lavoratori».
    
    Nella struttura, quotidianamente, operano un centinaio di lavoratori tra reparto operativo mobile, squadra rilevamento automatico infrazioni codice della strada, nucleo di polizia giudiziaria, sezione motociclisti, laboratorio trasmissioni, squadra manutenzione parco macchine, corpo di guardia h24 oltre alle rimesse motociclette, autovetture e ai locali spogliatoio.

 
Diana Abbate
 
 
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