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Palermo - Domenica 9 Ottobre 2016
Occhipinti:“Biondo, lavoratori abbandonati da Comune e Regione”


 

Palermo 9 ottobre 2016 - “Ormai è evidente: la Regione e il Comune hanno abbandonato i lavoratori del Teatro Biondo di Palermo. Da mesi denunciamo che il tanto annunciato rilancio dello Stabile è stato fatto solo di tagli ed enormi sacrifici dei dipendenti, gli unici a pagare per le scelte dissennate del passato e attuali. Il nuovo piano, confermato dal Cda, ne è la conferma”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.
    
    “A chi gestisce il Teatro da decenni, cda in primis, non importa se i lavoratori sospesi saranno 10 o 12 – continua Occhipinti – in passato sono stati avallati solo gli sprechi, come l'improduttivo contratto d'affitto del teatro Bellini o la ristrutturazione di qualche anno fa delle stanze del sovrintendente.Mi piacerebbe sapere oggi a quali tagli sono stati sottoposti dirigenti e consiglieri di amministrazione. E' inammissibile che il Comune non abbia mai richiesto e presentato una rendicontazione su come viene utilizzato il contributo che viene pagato dai palermitani, ora ridotto a 1,5 milioni ma che nel passato ha superato anche i 5. Da decenni il Teatro deve ricorrere all’anticipazione di cassa con notevole aggravio dei costi per interesse, che incidono pesantemente sul conto economico: oltre 250 mila euro l’anno negli ultimi quattro. E di chi è la colpa di questo danno? Di un incomprensibile ritardo nei pagamenti dei contributi del Comune e della Regione. Basterebbe risarcire il teatro degli ultimi due anni, 500 mila euro, per permettere di continuare quel piano di risanamento senza spremere i dipendenti che già negli ultimi anni hanno, loro malgrado, contribuito con un taglio netto ai loro stipendi di circa 500 euro in media: sfido qualsiasi lavoratore con famiglia a carico a potere fare a meno di questa somma. Il Comune deve fare la sua parte, risarcire il Teatro e difenderne i lavoratori: basterebbero appena 250 mila euro in più che chiederemo vengano messi nella prossima manovra”.



 
I.C.
 
 
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