Giornale del Mediterraneo: Quotidiano d'Informazione

Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento venerdì 2 dicembre 2016, 20:06

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

43 nuove notizie dal 01/12/2016      
Login
Registrati
Palermo - Mercoledì 12 Ottobre 2016
Una vite, ed il piede piatto scompare




Grazie di tutto! 

Palermo 12 ottobre 2016 - Nuove tecniche mediche risolvono problemi prima impensabili come il piattismo che nei bambini creava seri problemi, non solo fisici. Adesso, gtrazie alla ricerca scientifica le nuove generazioni “cammineranno” meglio e più gradevolmente rispetto a chi li ha preceduti. Una vite che “scompare” per risolvere una volta per tutte il problema del piede piatto in età evolutiva. E’ la tecnica adottata con successo all’Azienda Villa Sofia-Cervello, dall’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica, diretta da Calogero La Gattuta. Una nuova metodica chirurgica di “calcaneo-stop” che prevede la correzione del piattismo con l’applicazione di una vita calcaneare in materiale riassorbibile biocompatibile, radio trasparente, che evita un secondo intervento di rimozione della vite, necessariamente previsto in caso di applicazione di vite metallica in acciaio. La vite in pratica serve per ripristinare il corretto posizionamento fra astragalo e calcagno, risolvendo appunto il problema e nell’arco di cinque/sei anni viene totalmente riassorbita.
    
    Il tutto con grande soddisfazione del minore e dei genitori, che vedono limitato il fastidio per una patologia molto comune in età infantile, e del sistema sanitario per la riduzione dei costi.
    
    Per apprendere dal vivo questa nuova tecnica sono arrivati ieri all’Ospedale Cervello due medici polacchi, Marek Okonski e Lukasz Matuszewski del Dipartimento di Ortopedia Pediatrica del Children’s Hospital dell’Università di Lublino. Nel corso di un meeting scientifico insieme al dr. Calogero La Gattuta e al dr. Giuseppe Moscadini dell’Unità operativa di Ortopedia Pediatrica di Villa Sofia-Cervello, padroni di casa e responsabili scientifici dell’evento, i due medici polacchi hanno potuto acquisire questa nuova metodica, prima affrontando l’aspetto teorico della correzione del piede piatto nel bambino, e poi oggi assistendo all’intervento di applicazione della vite in quattro bambini siciliani affetti da piattismo, eseguito da La Gattuta e Moscadini . Sono queste le persone che vorremmo sempre in primo piano e che noi abbiamo riportato in una foto che li ritrae in copertina. Grazie al loro impegno la medicina ha fatto passi da gigante nonostante la forte influenza politica in molte scelte che nel tempo si sono rivelate tutte sbagliate. Sono queste le persone che vorremmo in una società in cui la condivisione della conoscenza viene utilizzata a scopi utilitaristici e non per fare brillare stelle isolate nel firmamento del protagonismo. Sono queste le persone che vorremmo ed alle quali affidare il cambiamento sopratutto nel settore medico in cui passano parte della loro vita aiutando altri ed a volte con scarsi riconoscimenti personali visto che la meritocrazia è un residuo del passato.
    
    
    
    Il trattamento delle fratture degli arti superiori e inferiori e della cisti dell’osso
    
    
    
    Nel corso del meeting sono state illustrate anche due tecniche che vedono l’Ortopedia Pediatrica del Cervello all’avanguardia. La prima riguarda il trattamento di fratture degli arti superiori ed inferiori in bambini di età compresa fra i 5 e i 14 anni con inchiodamento elastico intramidollare secondo il metodo di Jean Paul Metaizeau. Si procede in pratica con due piccole incisioni di 2 centimetri e la stabilizzazione della frattura con due chiodi elastici in titanio o in acciaio, senza aprire il focolaio di frattura, rispettando quindi la biologia del callo osseo e senza più la fastidiosa applicazione di apparecchi gessati. Questo comporta una riduzione dei tempi di degenza in ospedale (appena due-tre giorni contro i dieci di prima) e la tecnica permette anche il trattamento delle fratture del capitello radiale senza incisione del focolaio di frattura a livello del gomito, causa a volte di rigidità post-operatoria del gomito stesso.
    
    La seconda tecnica riguarda la cura delle cisti solitarie dell’osso sempre in età pediatrica attraverso l’utilizzo di perle di solfato di calcio. La cisti solitaria dell’osso è una patologia tumorale benigna che determina nella maggior parte dei casi una frattura patologica a carico degli arti. L’innesto di perle di solfato di calcio serve a riempire la cavità ossea con un approccio mini invasivo attraverso un’incisione di due-tre centimetri. Il solfato di calcio ha infatti capacità osteoinduttiva e già dopo un mese risulta evidente la neoformazione ossea nella sede nella quale è stato introdotto. Questa tecnica segue il metodo ideato da John Dormans del Children’s Hospital di Philadelphia e comporta un notevole accorciamento del tempo di guarigione, circa un anno contro i tre anni del trattamento classico di infiltrazione endocistica con corticosteroidi secondo la tecnica di Scaglietti, oltre che una notevole riduzione dei costi aziendali e sociali per il minor numero di ricoveri. A persone come queste diciamo grazie per ciò che fate e per quello che continuerete a fare, politica permettendo.



 
Roberto Tedesco
 
 
Commenti (0)


Per inserire un commento è necessario effettuare il login. Se non sei ancora un utente registrato clicca sul link Registrati in alto a destra.


 



Quotidiano regionale d'informazione
Anno: XXVI
Direttore Responsabile: Tonino Pitarresi
Registrazione Tribunale di Palermo: n° 08 del 24.02.1990
Editrice: Associazione Zed
Direzione, Amministrazione: Corso Camillo Finocchiaro Aprile, 165 - Palermo