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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento giovedì 8 dicembre 2016, 11:31

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Domenica 16 Ottobre 2016
“Il teatro per la libertà!”




 

Palermo 16 ottobre 2016 – Mi accingo ad entrare per assistere ad uno spettacolo che già si preannuncia inedito per come è stato pensato e messo in scena ma raggiungere il palcoscenico si rivelerà una impresa non facile. Al primo controllo sono costretto a lasciare cellulare e fotocamera. Un lungo viale ed ecco il secondo controllo.

Nuovo pass e metal detector ma non ho ancora finito, ecco il terzo ed ultimo controllo, qui vengo accompagnato in teatro da personale armato che mi scorta sino in sala.

 

Ma che razza di teatro è mai questo dove sei privato di ogni cosa e vieni pure scortato? Siamo all'interno del “Pagliarelli” meglio conosciuto come Supercarcere palermitano dove “entrare” a causa delle ristrette misure di sicurezza è un problema; oggi hanno fatto una eccezione perchè i reclusi, uomini e da qualche anno anche donne, hanno avuto il permesso di assistere ad uno spettacolo in loro onore.

Coercizione, regole ferree, controlli a vista ed un numero enorme di agenti penitenziari armati, io ne ho contati nel tragitto fino al teatro una settantina ma mi hanno detto che ogni giorno sono oltre un centinaio.

 

Come può un luogo di massima sicurezza diventare un palcoscenico in cui si inneggia alla libertà? Perchè questo è un teatro particolare:“Il teatro per la libertà!” La scritta campeggia appena si entra in sala e vuole essere di buon auspicio sia per coloro che sono reclusi sia per chi viene da fuori. Questo è uno spettacolo che potremmo definire, senza peccare di presunzione, d'avanguardia perchè attraverso la sperimentazione si è cercato di portare dentro un carcere forme di aiuto usando l'arte nella sua forma espressiva più nobile e con la consapevolezza che la condivisione di ciò che ci circonda ci aiuti nell'affrontare ogni percorso di questa esistenza.

Forme di aiuto che diventano un collante tra mondo esterno ed interno dove è la regola che sta alla base dell'armonia con il mondo.

 

Inizia lo spettacolo ed in scena soltanto momenti in cui una gestualità silenziosa affidata alla mimica interagisce con gli spettatori in attesa di trasportarli nel meraviglioso mondo dei suoni cosmici. E' seguendo la regola del silenzio che in sala un prestigiatore si ferma tra le fila degli spettatori coinvolgendoli in fugaci rappresentazioni nelle quali delle monete passano dalle mani del mago sui corpi dei presenti che manifestano grande entusiasmo non solo per la maestrìa dell'artista ma anche per il modo inedito di fare spettacolo.

E' errato pensare che il mago abbia coinvolto solo gli spettatori venuti da fuori perchè anche gli ospiti del carcere sono stati resi protagonisti in questo gioco magico.

 

Purtroppo nel repertorio del mago non erano previste altre “sparizioni” che forse sarebbero state apprezzate maggiormente ma come dice un vecchio adagio “non si può avere tutto subito perchè c'è un tempo per ogni cosa”. Il silenzio lascia spazio ad inebrianti musiche che accompagnano l'esibizione di ballerini acrobatici che tentano di sovvertire le leggi della fisica restando sospesi in aria utilizzando l'unico sostegno del partner.

Questo balletto, per chi vuole leggere nei particolari, assume un valore simbolico alto perchè rafforza il concetto di fiducia che dobbiamo avere verso gli altri perchè è da loro che a volte dipendiamo per ciò che facciamo.

 

Uno dei due deve all'attenzione dell'altro se è potuto restare in aria senza cadere e farsi male. Ecco un'altra forma espressa attraverso l'arte, la “condivisione” che significa che siamo sì utili ma lo siamo di più se condividiamo con gli altri ciò che facciamo allontanando le lusinghe di Narciso. Si cambia soggetto, in scena entrano altre ballerine con altre forme di ballo, tra queste il tango argentino è stato maggiormente apprezzato.

“Ritmi Cosmici” è un nuovo gruppo di giovani palermitani costituito da appena 27 musicisti, ballerini, pittori che in diretta hanno dipinto due quadri, un mago ed un fonico.

 

La loro musica è stata coinvolgente nel passare simultaneamente da suoni tribali a quelli contemporanei e lo spettacolo si è rivelato molto più moderno ed attuale di quanto ci si potesse aspettare dentro una struttura carceraria. Ritmi Cosmici ti fa venire in mente l'uovo primordiale da cui è nato tutto e da cui ha avuto origine, secondo le antiche filosofie orientali la vita.

Un mix sapiente di bella musica, balletti ben fatti e conditi da una giusta dose di sensualità che le ballerine hanno saputo trasmettere con la gestualità non solo del corpo ma anche del viso.

 

A qualche spettatore bigotto potrebbe sembrare inopportuno tutto questo in un luogo come un carcere ma credo invece che sia stato giusto; l'arte esprime bellezza,armonia ma anche emozioni che non vanno represse neanche in un luogo di massima pena. Una persona, che ha infranto una regola resta tale, anche se privata della sua libertà ma non la si può privare della sua qualità più preziosa:la dignità.

Lo spettacolo si conclude tra gli applausi e l'entusiasmo dei presenti. Sul palco per i saluti finali Giusi Scafidi, consigliera comunale, Giulio Cusumano, consigliere comunale per conto di Federteatri che ha contribuito alla riuscita di questo momento.

 

“Speriamo che questo spettacolo, diverso da tutti quelli finora visti qui dentro – ha dichiarato l'educatrice Rosaria Puleo, in rappresentanza della Direttrice del Carcere Pagliarelli, Francesca Vazzana – e che questa forma di sinergia con il mondo esterno si possa replicare ancora”. Un augurio a coloro che sono in attesa perchè possano quanto prima riassaporare il gusto della libertà mentre coloro che la posseggono stiano attenti di non perderla; il confine tra un'ora sciupata e l'ora d'aria è molto più sottile di quanto pensiamo che sia.


    
    
    
    
    
    Ringrazio Attilio Taranto, Fotoreporter.

 

Senza le sue preziose immagini questo articolo non avrebbe avuto alcun senso.


 


 



 
Tonino Pitarresi
 
 
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