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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento sabato 3 dicembre 2016, 20:30

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Lunedì 7 Novembre 2016
Cyberbullismo: alto rischio suicidio!


 

Palermo 7 novembre 2016 - Le caratteristiche del cyber bullismo sono l’intenzionalità, ripetitività e squilibrio di potere tra bullo e vittima; quest’ultima non potendo vedere l’aggressore si sente maggiormente in disagio e ciò aumenta la sensazione di inferiorità e di vulnerabilità.
    
    E’ un comportamento anti normativo che può influenzare adolescenti ed adulti; il fenomeno è più diffuso presso gli adolescenti a causa della pervasività del loro uso del web; ciò significa maggior possibilità di contatto con sconosciuti, rischio psicosociale conseguente al cyberbullismo. Questo grave fenomeno violento è in continuo aumento (4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei), infatti è ormai riconosciuto come la maggior fonte di angoscia degli adolescenti nativi digitali in Europa.
    
    Una grande responsabilità di questo fenomeno è dei genitori, i quali sono assenti negli spazi dove gli adolescenti si incontrano online, specialmente di coloro che avendo avuto contatti con sconosciuti escludono a priori che ciò possa comportare pericolo per i loro figli. E’ un comportamento aggressivo intenzionale attraverso forme di contatto elettronico (mail, chat, sms, etc.), che si ripete nel tempo nei confronti di una determinata persona che non è in grado di proteggersi; per contrastarlo occorre prevenire la delinquenza da una parte (bullo) e il disaggio affettivo (vittima) d’altra . Il cyberbullismo a differenza del bullismo agendo nell’anonimato non prevede il faccia a faccia e non vi è ricorso a minacce fisiche; l’aggressore riesce a reperire una gamma di informazioni online del soggetto da spaventare (ad esempio video, foto). Il cyberbullismo può essere realizzato con invio di messaggi violenti e volgari, diffusione di informazioni e immagini nei siti web, email, blogs, sms, mms, a scopo diffamatorio, ricattatorio, persecutorio. 
    
    I social network possono essere molto rischiosi perché casi di molestie online possono proseguire anche nella vita reale. Tali situazioni potrebbero compromettere l’equilibrio psicofisico personale e familiare, con conseguenze a volte drammatiche. Spesso persone incaute immettono nei blog, nelle mail, in facebook immagini o notizie intime, che con relativa facilità possono essere visionate dai malintenzionati; queste vengono da loro utilizzati come forme di ricatto. La vittima di aggressione online perde la fiducia nei confronti delle altre persone, la sua condizione di “inerme” la fa sentire in balia degli altri; possono subentrare calo dell’ autostima, depressione, ansia, e nei casi estremi si può giungere al suicidio.
    
    Le reazioni emozionali più frequenti sono: imbarazzo, sottovalutazione del rischio, riluttanza a sentirsi vittima; queste variano in relazione al genere sessuale a cui si riferiscono. Le vere vittime degli atti di bullismo sono gli adolescenti che non ne parlano. Quando si preferisce il silenzio al confronto con persone importanti per i ragazzi (agli insegnanti, agli adulti di riferimento, alle associazioni di settore o alle Istituzioni) si è vittime dei cyber bullismo. E’ importante parlarne, evitando che un primo cyber attacco possa diventare ripetuto e continuato nel tempo, finendo per provocare conseguenze anche gravi nella vittima. 
    
    Per le vittime il malessere viene espresso attraverso ansia, bassa concentrazione e un basso rendimento scolastico, invece  i cyber-bulli possono essere maggiormente a rischio di sviluppo di comportamenti antisociali e di problemi relazionali, delinquenza, abuso di sostanze e suicidio.
    
    Nei casi di cyber bullismo già conclamato, è indispensabile l’azione di psicologi che svolgano un azione di aiuto per alleviare il danno psicologico a cui i soggetti possono andare incontro; attraverso colloqui psicologici la vittima deve essere educata ad esprimere e gestire l’aggressività subita.
    
     
    
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Direttore Responsabile: Tonino Pitarresi
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