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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento lunedì 5 dicembre 2016, 8:50

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Palermo - Giovedì 10 Novembre 2016
Arrestati scafisti




 

Palermo, 10 novembre 2016 - La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno individuato e sottoposto a fermo sei cittadini stranieri, tre del Gambia, due del Senegal ed un nigeriano.
    
    I sei erano alla guida di quattro gommoni che stavano effettuando la traversata del Mediterraneo con a bordo, complessivamente, 482 migranti partiti dalla Libia.
    
    Gli stranieri, di varie nazionalità, erano stati tratti in salvo dalla nave “Dattilo” della Guardia Costiera che, ieri mattina, aveva condotto al porto di Palermo, 1049 migranti, provenienti da sei distinti salvataggi in mare.
    
    Insieme ai migranti salvati, su uno dei gommoni intercettati, sono stati rinvenuti i cadaveri di altri dieci passeggeri su cui sono ancora in corso gli esami autoptici.
    
    Fondamentale ai fini della ricostruzione di quanto accaduto in corso di traversata è stato l’apporto fornito dal personale della Guardia Costiera che, già durante le fasi di trasbordo degli stranieri, aveva cristallizzato elementi utili al riconoscimento degli “scafisti”, documentando, inoltre, con video alcune fasi significative della vita di bordo.
    
    La successiva attività investigativa condotta dagli agenti della Squadra Mobile, del GICO e della Stazione Navale della Guardia di Finanza, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto della DDA di Palermo, Maurizio Scalia e dal Sostituto Procuratore Paola Caltabellotta della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, ha condotto ad ulteriori esiti ed all’individuazione dei sei “scafisti”.
    
    É emerso come le associazioni criminali che organizzano i viaggi della speranza utilizzassero le medesime modalità di approccio con i possibili migranti, prima di esser fatti salire a bordo dei gommoni venivano condotti presso fatiscenti locali sulle coste libiche, con scarse razioni di cibo e sotto vigilanza armata, per essere successivamente trasferiti sui gommoni attraverso piccole imbarcazioni, poco alla volta.
    
    I racconti degli stranieri hanno dato la cifra delle difficoltà e della precarietà del loro viaggio, ma anche delle condizioni di approssimazione dei natanti e dei loro conducenti.
    
    I sei fermati dovranno rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina mente uno degli scafisti, non ancora maggiorenne, dovrà rispondere anche di omicidio per i cadaveri rinvenuti sul gommone di cui era timoniere.
    
    I fermati, dopo gli accertamenti di rito sono stati condotti alla Casa Circondariale “Pagliarelli”, mentre il minore è stato associato al Centro di Prima Accoglienza “Malaspina”.
    
    
    
    ngibiino@gdmed.it



 
Antonino Gibiino
 
 
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