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Anno XXVI - Registrazione Tribunale di Palermo n° 08 del 24.02.1990  Ultimo aggiornamento mercoledì 7 dicembre 2016, 12:28

"IO DIRÒ LA VERITÀ"

(tratto dal primo dei sette costituti del filosofo Giordano Bruno 1548-1600 bruciato vivo come eretico a Campo dè Fiori - Roma )

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Palermo - Giovedì 10 Novembre 2016
“Incontro d’Arte a cielo aperto”


 

Palermo, 10 novembre 2016 – L’on. Vincenzo Figuccia, meravigliato dal talento e incuriosito della tecnica di realizzazione delle opere ma, soprattutto, attratto dallo stile di pittura originale e inconfondibile del noto pittore palermitano Ignazio Pensovecchio, ha chiesto d’incontrare l’artista, tra l’altro, pioniere ed esponente del “Profondismo Pittorico”, per una disquisizione sull’arte. Nell’incontro, avvenuto in Viale Regione Siciliana, nei pressi dell’ex Motel Agip, il pittore, ad una precisa domanda dell’on. Figuccia, ha evidenziato che l’arte è una necessità umana e rappresenta la ricerca perenne di catturare le emozioni e fissarle su un supporto attraverso delle specifiche tecniche di realizzazione al fine di rivivere e prolungare l’estasi che l’opera stessa è in grado di evocare anche a distanza di tempo. Quando Figuccia gli ha chiesto un esempio concreto, il pittore ha cosi risposto: “tutti i grandi artisti, pur con tecniche diverse ed ognuno secondo il proprio talento, ci hanno lasciato opere che ancora adesso ammiriamo estasiati: la bellezza di una donna, l’emozione di un evento storico, per esempio una battaglia, oppure semplicemente un paesaggio che ci rapisce per la sua struggente bellezza ed, ancora, la rappresentazione religiosa o la ricerca del bello, spinta con elementi simbolici fino al metafisico, sono tutti esempi del tentativo, che solo in alcune opere può dirsi riuscito, di raggiungere il Sublime, la vetta più alta dell’arte”. Quindi, su richiesta, ha parlato del “Profondismo Pittorico”, definendolo una modalità espressiva artistica che si propone di evocare le emozioni più profonde dell’animo umano attraverso il T.R.A.M., cioè la Tecnica Armonica Ritmica Manuale, della quale lo stesso Pensovecchio è pioniere ed interprete, riscuotendo consensi della critica e, sotto la sua guida, numerosi sono i seguaci appassionati di questo stile di pittura. A conclusione dell’incontro, Ignazio Pensovecchio, nell’evidenziare che vi sono molti giovani talentuosi con la voglia di emergere, questi, però, devono essere aiutati dalla classe politica poiché l’arte va sostenuta in quanto rappresenta la ricchezza culturale e spirituale da trasmettere ai posteri; inoltre è un valore in se stessa e, se opportunamente stimolata, può costituire una fonte inesauribile di ricchezza per l’intera collettività. Presente all’incontro c’era anche il giovane Gianpiero Miosi, uno dei primi allievi del “Profondismo Pittorico”.



 
Franco Verruso
 
 
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