A 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino, la città si mobilita con una manifestazione senza precedenti

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Albero Falcone
Lenzuola appese ai balconi

Palermo – Nel venticinquesimo anniversario della strage di Capaci una grande manifestazione è stata approntata in ricordo degli eroi della strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Alle 17,58 del 23 maggio 1992 un terribile boato, provocato da circa 570 chilogrammi di tritolo, cancellò un pezzo dell’autostrada A29 “Palermo-Trapani”, facendo tremare gran parte della città ma segnando anche un punto di non ritorno nella lotta alla mafia.

Una giornata, il 23 maggio, scandita da appuntamenti imprescindibili come il minuto di silenzio davanti a quello che è ormai noto come “L’albero Falcone”, il Ficus magnolia che cresce davanti a quella che fu la casa del giudice ucciso. E anche oggi, 25 anni dopo quel drammatico giorno, un fiume di ragazzi, bambini e semplici cittadini hanno invaso la strada del centro di Palermo per ricordare e onorare la figura di Falcone. Ricordo, commozione riscatto ma anche tanta allegria. Due cortei composti da migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia, fra bandiere colorate e canzoni stonate cantate per dare ritmo alla marcia, si sono riuniti proprio in via Notarbartolo arrivando da due luoghi simbolo diversi: il carcere Ucciardone e via D’Amelio, scenario del violento omicidio del magistrato Paolo Borsellino.

Da venticinque anni il 23 maggio è il giorno del ricordo, delle celebrazioni, delle iniziative per non cancellare la memoria e gli insegnamenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Le manifestazioni di commemorazione hanno interessato i luoghi della città che sono stati teatro degli avvenimenti di quel tempo, con inizio da via D’Amelio, dove alle 17,58 (ora della strage di Capaci) è stato osservato un minuto di silenzio dalla numerosa folla accorsa mentre ai balconi, decine di lenzuoli bianchi sono stati appesi dai cittadini palermitani.

Nel frattempo, cartelloni, palloncini e musica, con vari artisti che si sono esibiti come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, Carmen Consoli e tanti personaggi del mondo dello spettacolo e della televisione.

La manifestazione è stata trasmessa su Rai 1 condotta da Fabio Fazio con Pif e Roberto Saviano.

Nella mattinata dall’aula bunker, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva ricordato i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, pronunciando un discorso e ricordando “Il risultato, così importante, del maxiprocesso non fu dovuto a una concomitanza di circostanze favorevoli ma all’impegno, alla determinazione, al coraggio anzitutto dei suoi ideatori; e di chi lo condusse”.

Il capo dello Stato ha ricordato il “metodo innovativo” di Falcone e Borsellino, “sperimentato sul campo da molti anni, che vedeva la mafia come fenomeno unitario. Un’impostazione preziosa e lucida, che esigeva, insieme, coordinamento, collaborazione e approfondita specializzazione tra magistrati preposti al suo contrasto, strumenti di indagine sempre più moderni ed efficaci, sviluppo della collaborazione internazionale”. Per Mattarella, il maxiprocesso segnò “una svolta nella guerra dello Stato alla mafia”. Il presidente, infine, chiudendo il suo intervento: “Non limitarsi al ricordo, non era questo il senso della sua missione”.

ngibiino@gdmed.it

Antonino Gibiino