A Finale di Pollina col Parlamento della Legalità Internazionale

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Pollina (PA) – A Finale di Pollina col Parlamento della Legalità Internazionale. «Legalità è diritto e dovere, uguaglianza nell’avere e nel dare. Bisogna esigere “ciò che ci è dovuto”, ma non dimenticare “ciò che noi dobbiamo”. Ogni anno, grazie alla ricorrenza del 23 maggio, anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, si ricordano le vittime della mafia, uomini e donne che hanno lottato a favore della legalità per garantire a noi un futuro migliore. Anche la scuola dà il suo contributo alla lotta contro la mafia e fa di tutto per far capire ai suoi ragazzi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. L’Istituto comprensivo “Pollina-San Mauro Castelverde” ha istituito una “Settimana della Legalità” durante la quale approfondire l’argomento, attraverso incontri e manifestazioni. Venerdì 26 maggio nell’auditorium “Samuel Sferruzza” di Finale, gli alunni dell’Istituto hanno avuto la possibilità di incontrare il Presidente del Parlamento della Legalità, Nicolò Mannino, nonché professore del Liceo Linguistico “Ferrara” di Palermo. Ad accompagnarlo c’erano alcuni dei suoi alunni, provenienti da diverse parti del mondo e appartenenti a diverse religioni. Li ha presentati a tutti i ragazzi della V A della Primaria e Secondaria di I di Finale, Pollina e San Mauro, sottolineando l’importanza e il valore della diversità; ascoltare la loro storia è stato davvero molto emozionante. I ragazzi hanno riflettuto sul fatto che non tutti nel mondo sono fortunati come loro e che essere diversi l’uno dall’altro è bello. Il prof. Mannino ha contagiato tutti con la sua simpatia, scherzando, ma facendo riflettere sull’importanza della Legalità, ha spiegato ai ragazzi che per distruggere la mafia, non bisogna essere eroi, ma impegnarsi fin da piccoli a vivere nella giustizia e nel rispetto dei valori come l’amicizia e l’amore. Ha raccontato loro dell’esperienza nella scuola “in pigiama “ di Verona, dove tanti bambini lottano ogni giorno contro i tumori e quanto sia importante per loro un gesto di affetto. Ha ricordato la vicenda di Giuseppe di Matteo, il bambino ucciso dalla mafia solo perché figlio di un pentito e sciolto nell’acido, invitando i ragazzi a visitare il Giardino della Memoria dove si trova la rete coperta con gli angioletti di carta da tutti i bambini che non lo dimenticheranno mai. Una frase che ha colpito tutti è stata “ Decidete da che parte stare”, con essa ha fatto capire ai ragazzi che solo loro possono scegliere il proprio futuro, tutto dipende dalle loro scelte. Ha sottolineata una frase in particolare “Dobbiamo eliminare il mafioso che c’è dentro di noi, prima ancora di eliminare la mafia vera e propria.” I ragazzi hanno preso parte attivamente alla giornata e hanno presentato poesie, riflessioni, video e canti. Gli alunni di Palermo hanno improvvisato un brano con la chitarra “Despacito”, che sta spopolando tra i ragazzi di tutto il mondo. E’ stato un incontro che ha emozionato tutti, ascoltare le esperienze vissute dal professore è stato molto interessante, tutti sono rimasti affascinati dal suo rapporto con i suoi alunni, “Gli amici” li ha chiamati, per sottolineare quanto siano importanti le relazioni nella vita. Per concludere la giornata dopo “I cento passi” e “Vietato morire” cantato dai ragazzi di Finale, il professore Mannino ha coinvolto tutta la platea con “Come un pittore” dei Modà: “Ciao, semplicemente ciao, difficile trovare parole molto serie. Tenterò di disegnare come un pittore, farò in modo di arrivare dritto al cuore con la forza del colore”. E dritto al cuore è arrivato a tutti i partecipanti alla splendida giornata del 26 maggio 2107».

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Giuseppe Longo