Un disastro targato Partito Democratico, dagli sviluppi, peraltro, imprevedibili

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Ragusa – “Il gruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Ragusa si sofferma sulla delicata situazione che ha investito la sanità ragusana con particolare riguardo alla questione della mancata apertura del nuovo ospedale del capoluogo.
Una situazione assai delicata, contestuale ad un’altra emergenza sul territorio, quella dell’incendio che ha devastato la Pineta di Chiaramonte Gulfi. L’accostamento delle due emergenze è giustificato dalla comune origine per le manchevolezze del governo della regione siciliana che incidono, ancora una volta, in maniera fortemente negativa sulla realtà siciliana e su quella ragusana in particolare. I mancati interventi, economici e di impiego di personale addetto alla Forestale e all’antincendio, in un territorio ad alto rischio e in un periodo di massima criticità metereologica, sono stati, sicuramente determinanti per il propagarsi incontrollato dell’incendio che, unito ai ritardi nei soccorsi e nell’invio dei Canadair, hanno determinato le tragiche conseguenze per il territorio e l’economia della zona. Responsabilità dirette che sono cartina al tornasole del caos che regna a Palermo in diversi settori, accresciuto dalla non risolte criticità di bilancio che limitano l’azione dei vari assessorati.

Ma si tratta anche di incapacità politica e gestionale perché anche quando i soldi ci sono divengono gestiti male, è il caso del nuovo ospedale di Ragusa, immobilizzato nelle maglie di una gestione fallimentare del processo di apertura, dopo 12 anni di attese.

L’intervento della magistratura è stato addotto come complicanza delle procedure di trasferimento ma, in effetti, ha contribuito a togliere il velo su tutta una serie di aspetti riguardanti la nuova struttura, finora non sufficientemente attenzionati.
Poco si può eccepire sull’impegno della Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria per arrivare all’apertura nei tempi annunciati, ma, evidentemente, si è agito con eccessiva leggerezza, anche per superare criticità del passato non sempre dovutamente evidenziate.

Nel 2012, secondo quanto narrato specificatamente dall’attuale Direzione, oggi commissariato, sarebbero stati consegnati lavori che prevedevano anche il collaudo dell’impianto di condizionamento, ora sotto accusa.
Tralasciando che sono stati presi in consegna lavori eseguiti che lasciavano del tutto incomplete due sale operatorie e chissà quanto altro previsto dall’appalto, particolari sui quali sarebbe opportuno che gli organi inquirenti facessero luce, l’attuale manager presentò, nel 2014, e ha confermato nella recente conferenza stampa per l’apertura, un piano di definizione delle procedure non completate, che prevedeva puntuali verifiche di tutti gli impianti.
In data aprile 2015 c’era positiva visita di collaudo, certificazione e “consequenziale approvazione amministrativa dell’azienda sanitaria”.

A marzo 2015 erano definiti gli interventi per i lavori di completamento edile e impiantistico del blocco operatorio, del blocco parto e delle terapie intensive.

Lavori quindi appaltati, consegnati, pagati ma incompleti, quelli del progetto originario che qualcuno prese, forse, in carico, come completi.

Ora, da tre anni, si è lavorato anche per mettere una pezza sul passato, ma con i risultati che sono oggetto, addirittura, di intervento della magistratura.

A ciò si aggiunga l’incapacità gestionale di un trasferimento che si voleva attuare senza avere tutte le carte in regola, carte che, a tutt’oggi, non sono ancora pronte, con l’avventata decisione di smantellare i vecchi ospedali, nella consapevolezza che, a norma di legge, non si poteva attivare quello nuovo.

Irresponsabilità totale che va ascritta, senza distinzioni, alla Direzione Strategica.

La riflessione dei componenti il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle è quella che tutto è stato gestito, fino all’ultimo, da un governo regionale a marca Partito Democratico.

Del Partito Democratico il Presidente della Regione Crocetta, dal lui nominata l’assessore Borsellino che ha designato l’attuale manager, del Partito Democratico l’attuale assessore regionale alla sanità, del Partito Democratico il Presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana, che tanto è intervenuto sul piano aziendale e sulla rete ospedaliera, del Partito Democratico il sottosegretario alla sanità, di un partito alleato del governo nazionale PD il ministro della Salute, del Partito Democratico il parlamentare ragusano, spesso ufficialmente al fianco dell’attuale manager, che ha vantato costantemente l’impegno a sostegno dell’apertura del nuovo ospedale.
Una formazione senza ‘stranieri’, tutta fatta in casa che, di fronte ai risultati sconfortanti della gestione e allo stato di emergenza determinato dal fallimento totale per incapacità gestionale del trasferimento, anche di fronte all’intervento della magistratura, viene tenuta integra al suo posto, ma soprattutto mantiene al suo posto i responsabili direttivi, tecnici e amministrativi della disfatta che, addirittura, sono incaricati di sbrigare le faccende per il ritorno nei vecchi ospedali.

Di positivo nella vicenda c’è che nessuno, almeno fino ad ora, ha tentato di addebitare qualcosa al Movimento 5 Stelle e ai suoi amministratori in città.

Un disastro targato Partito Democratico, dagli sviluppi, peraltro, imprevedibili”.


Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa