Danno fuoco ai fili elettrici per ricavare il rame ma restano ustionati. Salvati da una pattuglia della Polizia di Stato di Agrigento

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Agrigento – Alla sala operativa della Polizia di Stato era arrivata la segnalazione della presenza, nel piazzale di ingresso antistante il Tempio di Giunone, di una persona fortemente ustionata che chiedeva aiuto.

Sul posto, oltre al personale del 118, venivano inviate pattuglie della Polizia Stradale e dell’Ufficio Volanti.

P. J. di anni 26, presentava vistose ustioni in tutte le parti del corpo, specie negli arti superiori ed inferiori e quindi è stato immediatamente trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Nel frattempo una pattuglia della polizia stradale, in transito per la Rotatoria Giunone, comunicava via radio al 113 la presenza di un pericoloso incendio all’interno dell’area boschiva vicino al Museo vivente del Mandorlo a poca distanza dal tempio di Giunone.

Il personale della volante “Esseneto” giungeva sul posto e constatato che le fiamme si sarebbero potute propagare per tutta l’area boschiva nonché interessare parte del parco archeologico, ha usato l’estintore in dotazione alle pattuglie cercando di rallentare il propagarsi delle fiamme.

La stessa volante, una volta spente le fiamme, accertava la presenza di un ammasso di fili di rame ancora incandescenti da cui era divampato l’incendio.

Ancora una volta il perfetto coordinamento tra tutto il personale della Polizia di Stato ha dato i suoi frutti.

Infatti, la successiva attività investigativa, compiuta dai poliziotti della squadra volante e della stradale permetteva, nel giro di poche ore, di far luce sulla reale dinamica degli eventi.

P. J. e C. S. si erano dati appuntamento nel boschetto per bruciare una matassa di cavi elettrici da cui ricavare rame.

Infatti, P. J e C. S in concorso, per separare il rame dalle parti in plastica ed accelerare il processo di combustione avevano prelevato della benzina dalla Moto Ape e, dopo aver cosparso la massa da incendiare, la fiamma divampava sfuggendo così al loro controllo e ustionando. in tutte le parti del corpo P.J.

Quest’ultimo, preso dal panico fuggiva con la propria autovettura ma, colto da malore e non riuscendo più a guidare per i forti dolori, si fermava subito dopo l’area di sosta del tempio di Giunone per chiedere soccorso ai commercianti.

P. J. è stato trasportato presso il centro ustionati dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

I due sono stati deferiti , in stato di libertà, all’autorità giudiziaria competente per il reato di incendio boschivo in concorso.