Troppi disagi per i docenti siciliani

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Claudio Parasporo

 

Parasporo (UIL Scuola): “Si provveda ad aumentare gli organici”

Palermo – Poche immissioni in ruolo, pochissimi trasferimenti verso gli istituti scolastici dell’isola dal Nord Italia, impossibilità di tornare nella provincia di appartenenza a causa degli organici ridotti e, di conseguenza, a frequentare i corsi a numero chiuso e a pagamento per il conseguimento del sostegno gestiti dalle Università di Palermo, Messina e Catania.

Il segretario generale della Uil Scuola Sicilia Claudio Parasporo sintetizza così l’attuale condizione dei docenti isolani di posto comune e di sostegno, a partire dalla loro immissione in ruolo avvenuta nel 2015, anno in cui iniziarono i trasferimenti in tutta Italia “senza alcun criterio nella ripartizione”.

Una condizione che, come spiega il segretario, ha generato disagi a coloro che da tempo, e sono la stragrande maggioranza, tentano di fare rientro in Sicilia attraverso un trasferimento o un’assegnazione provvisoria dando il via alla ricerca della “precedenza” sia per la 104 che per altre motivazioni.

Le criticità attuali, che di fatto impediscono il rientro presso la provincia di appartenenza, sono legate anche al fenomeno della desertificazione delle classi: in Sicilia, negli ultimi anni, si è registrato un forte calo di alunni, un dato che va in controtendenza rispetto a quello relativo agli allievi che necessitano di sostegno, il cui numero è invece aumentato.

La Uil Scuola Sicilia, di certo non risparmia critiche al Ministero della Pubblica Istruzione: l’accusa è quella di illudere i docenti con la promessa di un trasferimento in Sicilia, ma di fatto mantenendo gli organici “contingentati” e non considerando le peculiarità della scuola siciliana che agisce su un territorio con molteplici problematiche; si continua dunque a fornire un servizio scolastico di scarsa qualità, totalmente affidato alla buona volontà ed alla preparazione dei docenti e di tutto il personale della scuola.

M.L.B.