Dalla Campania, lettera al Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale

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Monreale (PA) – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Vincenzo Ianniello indirizzata al Prof. Nicolo Mannino, Presidente del Parlamento Della Legalità Internazionale. «Carissimo Presidente, attestati di stima e riconoscenza Le arrivano da tutta Italia; non è poco l’impegno che ogni

Vincenzo Ianniello

giorno Lei profonde per portare avanti quel testamento che “I grandi della Giustizia” ci hanno lasciato perdendo persino la Vita per un ideale davvero semplice da raccontare, ma forse quasi impossibile da conquistare. O meglio, forse è quello che ci vogliono far credere. Ci voglio far credere che vivere nella legalità sia come voler raggiungere una chimera… La ‘legalità’, bellissima parola, a tratti affascinante, ma piena di insidie e trabocchetti, la parola che ognuno uomo in una civiltà come la nostra si è sentito proferire, da un Padre, una Madre, un Docente, racchiude un messaggio molto più profondo di quello che ognuno di noi può immaginare. Tralasciando il significato semantico, anche perché il rischio grosso è quello di ridurla alla mera conoscenza di regole e alla loro pratica, deve esulare dalla legge poiché limitare il tutto al mero rispetto delle regole è rischioso. Il rispetto delle regole rappresenta solo una sfaccettatura del significato della legalità. La legalità è qualcosa che viene prima della legge e a prescindere da essa; è un po’ come la giustizia, è un sentimento innato nell’uomo ma in alcuni casi represso da tutto ciò che lo circonda. Oggi la battaglia da portare avanti è proprio questa, bisogna indurre le persone a capire che senza legalità non ci può essere Giustizia, Libertà ed Uguaglianza. La nostra libertà arriva fin dove inizia la libertà dell’altro. Tutto ciò passa solo ed esclusivamente tramite la cultura, dalla Scuola e soprattutto dalla Famiglia. Passano gli anni e Le posso garantire che qualcosa si muove, qualcosa sta cambiando, non siamo un Paese ridotto in schiavitù, le nuove generazioni si sono accorte di questo cambiamento. Questa evoluzione si coglie soprattutto tra i colleghi, gli adolescenti; tutti sanno e apprezzano l’impegno e l’abnegazione degli operatori della giustizia. Contrariamente a quanto si pensava, le Stragi di Capaci e Via D’Amelio hanno lasciano dei solchi profondi nelle nostre coscienze; hanno immesso in ognuno di noi dei semi dai quali ancor oggi riusciamo a raccoglie dei frutti. Quegli avvenimenti serviranno sempre da monito per tutti quelli che credono nella giustizia e perseguono nel rispetto della legalità. Non bisogna arrendersi perché la strada è ancora lunga e tortuosa. Lei con il Parlamento della Legalità Internazionale rappresenta uno strumento per la società per continuare a perseguire questo obiettivo: la legalità, ma quella vera, e non la semplice “evangelizzazione” di un ideale privo di opere, anzi. La legalità prima di tutto passa dai fatti! Nel ringraziarla per l’invito, come annunciato per le vie brevi, confermo la mia presenza a Monreale. Io ci sarò!» (Vincenzo Ianniello).

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo