Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto, con il Parlamento della Legalità: “l’amore vince su tutto”

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Monreale (PA) – Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto, con il Parlamento della Legalità: “l’amore vince su tutto”. «Mons. Antonio Staglianò, Vescovo della Diocesi di Noto, amico fraterno (come lui

da sx:Staglianò, Mannino, Falcone
Stemma del vescovo Antonio Staglianò, vescovo di Noto

stesso scrive) di Nicolò Mannino, indirizza ai partecipanti del Convegno Nazionale del Parlamento della Legalità Internazionale il suo saluto, il suo affettuoso incoraggiamento e la sua benedizione. Un messaggio chiaro come la sia vita e il suo zelo di pastore e vescovo che con chitarra alle mani utilizza brani di cantautori contemporanei per dire che “Dio è Amore” e l’amore ha mille strade purché raggiunga Cristo pura espressione dell’Amore vero che non delude. Mons. Antonio Staglianò è stato la prima guida spirituale del movimento voluto da Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, vice presidente bravo e motivato che Mons. cita nel suo discorso ringraziandolo con affetto paterno. Proponiamo integralmente il suo messaggio (1) mentre da tutta Italia giovani, cittadini e gente semplicemente credente e credibile sta raggiungendo il centro di spiritualità “Maria Immacolata” per vivere da venerdì pomeriggio due giorni meravigliosi all’insegna dello slogan “Coerentemente Liberi”».

(1) «Spettabili convenuti, un cordiale saluto a tutti voi. Vi saluto con stima e amicizia e vi ringrazio per aver richiesto la mia presenza a questo grande evento: il primo convegno nazionale del Parlamento della legalità. Saluto particolarmente Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della legalità, oltre che mio fraterno amico. E’ grazie al suo impegno che possiamo percepire oggi in maniera viva un’Italia che spera fermamente nella legalità e nell’uguaglianza fraterna. Con lui, saluto di cuore anche Salvatore Sardisco, il quale si spende – anch’egli senza riserve – per il Parlamento della legalità. Da Vescovo della Chiesa Italiana mi permetto di dire che questo convegno è anche una pagina felice di storia della nostra Chiesa italiana, dato che rappresenta una buona occasione per sentirci legati in un’esperienza di comunione verso un fine che è originariamente nella mente di Dio. Dio ci ha dato, infatti, con il libero arbitrio, la responsabilità di essere gli uni custodi degli altri, in un’ottica di reciproco scambio e quindi di impegno nei confronti dell’altro, specie se più debole. In tale responsabilità si inserisce il nostro “coerentemente liberi”: liberi per amare, con lo stesso amore con cui siamo a nostra volta amati da Dio. In questa libertà, che è dono di Dio, il credente trova l’energia necessaria per amare il prossimo, unicamente perché si accorge d’essere stato per primo amato gratuitamente. Amare gli altri, specie i nemici, è la logica conseguenza e la risposta di chi ha fatto un’esperienza d’amore. Per questo l’apostolo Giovanni può dire: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. […] In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. […] Dio è amore; chi sta nell’amore dimora con Dio e Dio dimora in lui” (1Gv. 4, 7-16). Dunque radicati in Dio Padre, innamorati di Cristo, abbiamo in dono lo Spirito, che è l’Amore stesso. Libero e rispettoso della nostra libertà è lo Spirito divino che – sottovoce – parla in noi dando spazio a tutti e a tutto. Questo stesso Spirito si fa poi vulnerabile nella persona di ogni uomo perché ha scelto di essere piccolo, ultimo e povero, come condizione indispensabile per renderci vittoriosi, grandi e ricchi d’amore. Il tema stesso del convegno, “Coerentemente liberi”, mette poi in gioco un elemento che non è da poco: la coerenza. C’è un detto popolare che dice: “Coerenza è quando ciò che dici, ciò che fai, ciò che pensi e ciò che sei vengono tutti da un unico posto”. Per il credente il punto di partenza rimane Dio. La coerenza è dunque un elemento proprio del cristiano e, in quanto tale, impegno del cristiano è difenderla e quindi essere fino alla fine coerente con ciò che egli è, con ciò a cui Dio lo chiama. Buon convegno a tutti». (1 Antonio Staglianò Vescovo di Noto)

longo@gdmed.it

Giuseppe Longo