Governo regionale intervenga per salvare l’agricoltura siciliana

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Cascio e Scala:”Governo regionale dichiari stato di calamità per l’agricoltura siciliana e individui misure di sostegno per le aziende agricole e vitivinicole”

Palermo – In Sicilia non ci sono precipitazioni da diversi mesi e,
come se non bastasse, gli eccessi termici delle ultime settimane, con
picchi di molto superiore ai quaranta gradi, hanno provocato ingenti
danni agli allevamenti ed alle coltivazioni in genere. Per gli
agricoltori siciliani è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione
di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, ma
anche i vigneti e gli uliveti. Ciò è dovuto al fatto che sono
triplicati i costi e addirittura in diverse zone agricole irrigue
l’acqua non arriva a causa di una rete colabrodo. Diverse regioni
hanno presentato o stanno per presentare la richiesta di stato di
calamità naturale al Ministero delle Politiche Agricole. La misura,
come ha spiegato il ministro Maurizio Martina, prevede per le aziende
la sospensione delle rate dei mutui, il blocco dei contributi e
l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale. Sicilia Futura chiede al
governo regionale la dichiarazione dello stato di calamità e
l’immediata delimitazione delle aree danneggiate dalla persistente
siccità e dall’eccezionalità degli eccessi termici delle ultime
settimane che stanno provocando effetti devastanti sulle produzioni
agricole. Per ridurre la pressione delle prossime scadenze delle
cambiali agrarie, previdenziali e fiscali, e per indennizzare i
viticoltori dai danni subiti, bisogna immediatamente procedere alla
dichiarazione dello stato di calamità anche per il comparto viticolo.
Inoltre occorre chiedere al governo nazionale di reperire risorse
finanziarie sufficienti, quantificabili in non meno di 100 milioni di
euro, per ristorare le imprese agricole siciliane ed evitarne il
sicuro fallimento, nonché sbloccare immediatamente tutti i pagamenti
delle misure agro-ambientali, già maturati dalle aziende agricole
siciliane, che ammontano a circa 200 milioni di euro e che, per
ragioni meramente burocratiche, non vengono erogati da alcuni anni. Lo affermano il deputato regionale di Sicilia Futura, Totò Cascio, e il
segretario regionale organizzativo Giacomo Scala.