La metropolitana resta una barriera architettonica insormontabile per disabili e pedoni

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Difficolta’ di raggiungere alcune fermate per l’assenza di ascensori e scale mobili

Catania – “Dopo  vent’anni dall’inaugurazione della metropolitana di Catania resta, dopo le tante denuncie di Free Green Sicilia,  una barriera architettonica nei confronti dei disabili o invalidi in quanto gli ascensori, previsti dalla costruzione della stessa con soldi pubblici, non sono attivi  o meglio non esiste l’ascensore ma la solo tromba e gli ingressi, da sempre non accessibili in quanto sbarrati e fuori uso così come mancano le scale mobili nelle fermate e accessi di Borgo,  Giuffrida, Galatea, Italia, Giovanni XXIII. Non una  accorata protesta dai Sindaci che si sono susseguiti nel tempo come se a questi interessasse poco dei cittadini più deboli e indifesi. Neanche nella nuova fermata Stesicoro,  inaugurata in gennaio alla presenza del Ministro alle Infrastrutture Del Rio ,  è possibile chiamare l’ascensore per scendere giù e prendere il metrò in quanto non esiste il pulsante, e anche se esistesse sarebbe costretto a ritornare alla stessa fermata, eppure gli ascensori sono stati inventati da un bel po’ di tempo.  Un altro grave ostacolo  per quei cittadini che hanno difficoltà motorie e per coloro che non hanno la possibilità di poter camminare con le proprie gambe, permanentemente o temporaneamente.

Tale vergognoso aspetto di una metropolitana da città del terzo mondo è vietata  dal 1999, anno della sua nascita,   a migliaia di persone, residenti e turisti, che hanno difficoltà di deambulare calpestando il loro sacro diritto di cittadinanza e poter liberamente usufruire di tale mezzo di trasporto pubblico  che appartiene a ogni cittadino, una delle tante barriere architettoniche che rendono invivibile questa città.

Per non parlare delle difficoltà che i cittadini avranno nel raggiungere ( vista anche la mancanza di marciapiedi e segnaletica pedonale adeguata e sicura)  le fermate di Nesima, e di Cibali quando sarà attiva , installate sui marciapiedi laterali della circonvallazione con tutti i rischi connessi per la loro sicurezza e incolumità un altro aspetto che insieme alla mancanza di incentivazioni e adeguati servizi collaterali che inducano le persone a lasciare a casa le auto e prendere tale mezzo di trasporto eco-sostenibile,  si  rischia di trasformare la metropolitana in una Cattedrale nel deserto”.

Alfio Lisi