Ex dipendenti di Strade Blu. Francesco Giunta:”rispettate i patti sottoscritti”

0
328

 

Il sindaco termitano scrive al presidente dell’Autorità Portuale di Palermo, Monti per chiedere un incontro

Termini Imerese (Pa) – Il porto di Termini Imerese, nella sua posizione strategica, rappresenta uno snodo commerciale di cui occorre tenere conto, eppure…”Strade Blu” con i suoi operai ha da sempre garantito che questo scalo commerciale dell’area portuale termitana rimanesse sempre efficiente ma la chiusura della Fiat prima ed i passivi dell’azienda di servizi poi hanno decretato la fine del ciclo lavorativo per gli ex dipendenti rimasti senza lavoro

. Così i dipendenti di “Strade Blu” sono rimasti senza cassa integrazione né altro perchè il loro contratto capestro non lo prevedeva. Strani contratti che vanno a collidere con i principi dello statuto dei lavoratori, una garanzia per molti lavoratori tranne che per quelli di Termini che oggi sono senza tutele di alcun tipo. “Strade Blu”, azienda con sede operativa nel porto di Termini Imerese, per oltre dieci anni si è occupata della gestione degli scambi marittimi tra la Sicilia e la Liguria ed ha chiuso i battenti nel 2013. Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, ha inviato una lettera al presidente dell’Autorità Portuale di Palermo, Pasqualino Monti, per chiedere un incontro in cui trattare la situazione occupazionale di questi lavoratori ed affrontare la questione legata al mancato rispetto di quanto convenuto nel protocollo d’intesa sottoscritto il 5 luglio 2010 tra Autorità Portuale, comune di Termini Imerese e sindacati. Il Presidente Monti, proprio in occasione del suo recente insediamento aveva posto quello di Termini Imerese come uno dei porti siciliani da valorizzare maggiormente perchè commercialmente strategico.
In particolare, il sindaco Giunta, parla di “salvaguardia dell’occupazione locale che sta vivendo un momento di forte criticità. “Ci auguriamo che d’intesa con il presidente Monti – prosegue il sindaco Giunta – si possano trovare soluzioni atte alla tutela di questi lavoratori e delle loro famiglie”.

Ida Cangemi