Ospedale Busacca, Vanasia: “Nessuno vuole smentirmi perché ci sono le regionali e la politica ha paura”

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Scicli (Rg) – “Su quanto denuncio da mesi in merito alla gestione della sanità in provincia di Ragusa, con particolare riferimento all’ospedale Busacca di Scicli e al Regina Margherita di Comiso, ancora nessuno ha avuto il coraggio di rispondere mettendo nero su bianco quale sarà il futuro dei due nosocomi. La verità è che sanno di dover dare ‘brutte notizie’ che, nel pieno della campagna elettorale regionale, possono solo provocare il malcontento da parte dei cittadini”. E’ la posizione di Carmelo Vanasia, candidato all’ARS per l’UDC, che insiste nella propria battaglia a difesa dei due presidi ospedalieri e, quindi, della salute dei cittadini.
“Dall’Azienda Sanitaria Provinciale – continua Vanasia – non comprendono che non si deve alcuna risposta al sottoscritto nel ruolo di candidato a qualcosa, ma hanno il dovere di ascoltare e rispondere ai cittadini. A Scicli c’è grande preoccupazione: per la maggior parte delle persone non è chiaro neanche cosa si faccia dentro al Busacca, figuriamoci immaginare il futuro!
PTE o Pronto Soccorso? Potenziamento o declassamento? Posti letto? Chiediamo solo che si faccia chiarezza e che qualcuno si prenda questa responsabilità. Perfino alcuni esponenti del Partito Democratico cittadino hanno rilasciato delle interviste alla stampa locale per esprimere le proprie perplessità e chiedere che vengano fugati tutti i dubbi. E si tratta di appartenenti al partito di Governo, a Roma e a Palermo, in una provincia che esprime ben due parlamentari regionali di cui uno è presidente della Commissione Sanità. Se hanno dubbi quelli del PD, figuriamoci gli altri”.
“Ma tutto s’è fermato, bloccato in una condizione di totale incertezza – aggiunge Vanasia – perché non si vuole danneggiare i parlamentari uscenti in corsa per essere rieletti. Se la campagna si svolgesse non con il voto dell’urna, ma con il voto da giudizio scolastico i parlamentari iblei prenderebbero 0 o al massimo un bel 2. Per non parlare poi di chi, proprio a Scicli, fino a qualche giorno prima sosteneva Crocetta e poi, d’un tratto, ha scelto di cambiare casacca. I parlamentari Orazio Ragusa, Nello Dipasquale e Giuseppe Digiacomo, insieme alla senatrice Padua, che hanno sostenuto questo Governo regionale, hanno il dovere di intervenire concretamente chiedendo a Ficarra di emettere atti ufficiali che mettano la parola fine a tutta la questione”.
“Dopo il 5 novembre – conclude – a Scicli ci sarà solo il PTE e addio Pronto Soccorso. Nessuno vuole smentirmi perché credono di poterci prendere in giro in questa campagna elettorale, ma chi poteva intervenire e non l’ha fatto sarà punito dalle urne”.