Una fiaccola per non spegnere la luce sui diritti di chi lavora

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Il corteo di ieri

Il sindaco Leoluca Orlando

 

Sindacati e personale part time ed ASU del Comune chiedono al sindaco Orlando un incontro. Negato sino a conclusione elezioni regionali

Palermo – Hanno più volte chiesto al sindaco Orlando, famoso per la difesa dei diritti, un incontro per aprire una discussione sull’aumento delle ore per i lavoratori comunali part-time ed ASU. La risposta di Leoluca Orlando ha gelato tutti:”niente incontri sino a conclusione delle elezioni regionali del 5 novembre”. I lavoratori comunali sono stati stabilizzati da tempo ma non godono delle ore full time come i loro colleghi che prestano servizio a 36 ore settimanali. I sindacati, tutti nessuno escluso, hanno avviato lotte condivise per ottenere il rispetto dei diritti di questi lavoratori, ancora trattati dopo venti anni in maniera inadeguata. Così i sindacati, dopo la massiccia partecipazione all’assemblea sindacale dei giorni scorsi, la cui stima superava oltre ottocento partecipanti, hanno deciso di intraprendere lotte più dure sino a proclamare giornate di sciopero che paralizzerebbero totalmente l’attività amministrativa e dei servizi del Comune di Palermo. Infatti, la stragrande maggioranza dei dipendenti che mandano avanti la macchina comunale, fanno parte sia del personale part-time sia di quello ASU ed uno sciopero significherebbe la paralisi di ogni servizio ma a cascata le proteste dei cittadini nei confronti dell’Amministrazione guidata da Leoluca Orlando.

Ieri pomeriggio oltre trecento persone sono scese in strada, pacificamente insieme a tutte le sigle sindacali, in un corteo che è iniziato a piazza Politeama e si è concluso con una fiaccolata simbolica davanti Palazzo delle Aquile. Qui, una delegazione sindacale ha chiesto un incontro con il sindaco Orlando ma questi, ha ribadito il suo pensiero di rinviare tutto a dopo le elezioni. O prima o dopo poco importa ciò che conta è affrontare il problema seriamente per risolverlo visto che lo Stato ha stanziato 55 milioni di euro proprio per sanare le posizioni di questi lavoratori. Intanto le organizzazioni sindacali hanno rinviato lo sciopero del 9 novembre ed attendono che l’Amministrazione riprenda l’interlocuzione promessa con l’apertura di un tavolo tecnico dopo la data del cinque. Sarebbe auspicabile che sia a questi, sia ad altri lavoratori nelle loro condizioni, venissero riconosciuti quei diritti sanciti nello Statuto dei lavoratori redatto da Giugni nel lontano 1970 dopo Cristo. Oggi, nell’attesa, non resta che tenere viva la fiaccola simbolica accesa ieri davanti Palazzo delle Aquile perchè essa rappresenta l’unico modo possibile per uscire dal “buio” delle incoerenze politiche. La luce infatti è per definizione oggettiva priva di ogni zona d’ombra!

Tonino Pitarresi